Solstizio d’estate, la vigilia di festa più lunga di Pescara

Alessandro Biancardi

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PESCARA – Comincia domani (mercoledì 20 giugno) a Pescara la prima “Festa della musica e delle arti nel solstizio d’estate”, organizzata dall’associazione culturale “Campus di musica Muzii-d’Annunzio” del clavicembalista Massimo Salcito con il patrocinio di Regione Abruzzo, Provincia e Comune di Pescara, Conservatorio “d’Annunzio”, biblioteca provinciale “d’Annunzio”, Agenzia per la promozione culturale e biblioteca “Di Giampaolo”, Museo delle Genti d’Abruzzo, Fondazione Museo Paparella-Treccia e Devlet, Porto Autorità Artistica, K new art e Iris. Si chiama “Aspettando il solstizio d’estate” la maratona di eventi in programma nella vigilia del giorno più lungo dell’anno.
Alle 17, nell'atrio della Provincia, sarà inaugurata una mostra sui tesori musicali in biblioteca: raccolta di spartiti e documenti visitabile in serata fino alle 19 e giovedì dalle 9 alle 19, con ingresso libero.
Il percorso espositivo, composto da 10 pannelli, è la sintesi delle ricerche condotte in tre mesi dal “Centro studi per la musica antica”, costituitosi in seno all'associazione e del quale fanno parte tre studentesse del corso di Musicologia del Conservatorio (Ida D'Agostino, Valentina D'Agostino e Letizia Verrigni), coordinate da Salcito e coadiuvate dal direttore della biblioteca provinciale, Enzo Fimiani. Tra le chicche che i visitatori potranno ammirare, uno spartito inedito di 9 sonate per violoncello solista del XVIII secolo con accompagnamento di secondo violoncello, commissionato dal Duca di Penne Aliprandi al compositore Ignazio Sieber; un Inno per pianoforte di Vittorio Pepe; una copia dei “Nuovi canti popolari d'Abruzzo” di Guido Albanese, con dedica autografa a Gabriele D'Annunzio.
Dalle 18 alle 20 porte aperte a Palazzo Mezzopreti, che ospiterà per l'occasione una serie di esposizioni a tema, visitabili anche giovedì dalle 9 alle 19, sempre con ingresso libero.
“Iconografia musicale in Abruzzo” è dedicata alla musica e alla storia dell'arte abruzzese: i pannelli illustrano le opere d'arte studiate fino ad oggi nelle Conferenze regionali di iconografia musicale, sette con quella prevista giovedì al Museo delle Genti nell'ambito della festa.
“Antiqua” dà modo al pubblico di conoscere gli strumenti musicali appartenenti alla collezione della famiglia Salcito, comprendente essenzialmente esemplari a tastiera, realizzati per lo più da Federico Salcito.
In esposizione un clavicembalo, una spinetta, un organo positivo, un organo portativo, due regali ed una chitarra, tutti copie di pezzi storici realizzate in collaborazione con liutai e cembalari abruzzesi, tra i quali spicca Renato Treddenti di Ortona, e sottoposte nelle varie fasi costruttive al giudizio del noto organologo roveretano Marco Tiella.
Nell'itinerario “Ritratti di musicisti abruzzesi” si possono osservare alcune xilografie realizzate da Vito Giovannelli, noto xilografo ed exlibrista pescarese, nonché studioso di abruzzesistica: i ritratti esposti (tra gli altri Vittorio Pepe, Settimio Zimarino e Guido Albanese) permettono un breve ma significativo viaggio nella storia della musica regionale attraverso i suoi più apprezzati rappresentanti. Si potrà inoltre ammirare “Eclipse”, video installazione di Lorenzo Fosco, coordinatore del gruppo di lavoro “Spazio è musica” dell'associazione Campus, che esprime l'idea del Campus di Musica inteso come spazio urbano, sociale e culturale attraverso mezzi “poveri” ma tecnologicamente all'avanguardia nel settore della computer grafica, correntemente utilizzati in architettura. Durante la serata sarà anche proiettato il cortometraggio “Dio era un musicista”, di Cristina De Ritis, Maddalena Grechi e Andrea Segre (Senegal-Italia, 2004, Produzioni toniCorti). Le storie e la vita quotidiana dei musicisti coinvolti nel progetto "Music rekk" si intrecciano tra Dakar e Somone, tra Brufut e M'bour: l'hip pop della capitale del Senegal incontra il reggae melodico di Ismael sulle coste del Gambia, gli zykr sui tetti di Parcelle Assainié e nella città sacra di Touba rincorrono i tamburi guineani del maestro Pakata e la Kora del vecchio griot Sissoko laddove la musica vissuta quotidianamente con energia e fatica racconta un'altra faccia dell'Africa: la sua complessa spiritualità, l'intreccio tra tradizione modernità, l'incontro tra diverse culture.

Contemporaneamente, sempre al Conservatorio, si terrà la rassegna “Classica no-stop”: alle 19.15 il coro Libera-mente-voci diretto da Enrico Ruggieri proporrà un'esecuzione dedicata alla “Polifonia sacra” (brani di Guillame Dufay, Tomas Luis Da Victoria, Giovanni Pierluigi da Palestrina, Josquin Des Prez, Claudio Monteverdi, William Byrd); alle 20.15 il Fairy Consort di Luca Dragani si cimenterà con lo spettacolo “Barocco in trio” (musiche di Telemann, Vivaldi, Attaignant, Johnson); infine, alle 21.15, il sestetto “Note d'autore” del Conservatorio suonerà “Caro Mozart”. Il concerto finale è un omaggio al compositore austriaco e prevede l'esecuzione di due pagine, i sei “Notturni” e la celeberrima “Eine kleine Nachtmusik” nella versione originale per quartetto di clarinetti. Completerà l'interpretazione dei giovani artisti la lettura di alcuni documenti mozartiani al padre e alla moglie a cura di Alessandro Antico.

Più tardi ancora note in piazza Salotto, per attendere insieme sotto le stelle il solstizio d'estate: dalle 23 a mezzanotte si susseguiranno sul palco i The New Dreamers, studenti del Conservatorio in strumenti “classici” (pianoforte, chitarra, contrabbasso, sassofono), che proporranno “(Post) Classica”, selezione di brani tratti dal repertorio di Armstrong, Cole, Rollins e Jobim; la scuola di danza Dancer'studio di Daniel Lapenna, che presenterà “Aqua”, serie di coreografie su musiche di Jenkins, Delibes e Sakamoto; infine, l'Extempora Ensemble di Antonello Di Matteo (zampogna e fisarmonica) e Teo Pace (clarinetto basso, sax soprano, flauto, ciaramella), che rispolvererà musiche popolari abruzzesi e del Centro Sud nello spettacolo “Fuochi notturni”.

19/06/2007 10.28