IL DOCUMENTO

Maltauro l’incarico segreto della Asl di Chieti e la consulenza che smonta la “super sola”

Ecco il documento integrale tenuto nascosto che apre una frattura tra Asl e Regione

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2178

Maltauro l’incarico segreto della Asl di Chieti e la consulenza che smonta la “super sola”

Marco Cerritelli

CHIETI. Al tecnico bastano una decina di pagine per analizzare le centinaia di documenti del progetto di finanza per il nuovo ospedale di Chieti, progettato dalla Ati capeggiata da Maltauro. Il risultato è sconfortante e non teme fraintendimenti: così com’è è assolutamente svantaggioso per il pubblico, troppo sbilanciato e fuori norma e si stima un regalo da circa 3 miliardi al privato. Fuori dal gergo tecnico: una “super sola” che non solo il privato ma anche parte della Regione Abruzzo -con il presidente in testa- vuole rifilare all’Abruzzo.

Con alcuni giorni di ritardo il consigliere Mauro Febbo è riuscito a scardinare il muro di gomma elevato alla ASl di Chieti dal manager Flacco ed ha tirato fuori il parere scritto dall’avvocato Marco Cerritelli, uno dei maggiori esperti in materia di project financing in Italia, e collaboratore di uno degli studi internazionali più quotati, abruzzese.

Il manager Pasquale Flacco ha incaricato Cerritelli -con un atto tuttora rimane segreto e non si trova tra gli atti pubblicati della Asl all’albo pretorio per cui è ancora ignoto l’importo- affinchè in qualche modo verificasse i termini dell’accordo.

Semplificando Maltauro propone (non si sa come abbia fatto e perchè) un progetto bello e fatto di cui si innamora D’Alfonso  che lo spinge e lo vuole realizzare in fretta ma la Asl non si fida e Flacco, nominato da D’Alfonso-Paolucci, decide di spendere soldi pubblici per una consulenza che possa mettere di fatto al riparo da eventuali grane giudiziarie per aver dato li via libera ad una impiccagione. Già perchè la stazione appaltante è la Asl e la Regione ha solo un ruolo di coobbligata chiamata a mettere i soldi in caso di insolvenza della Asl.


Sta di fatto che come anticipato più volte da PrimaDaNoi.it, Flacco in rotta di collisione con D’Alfonso, si è giocato la carta tecnica per calare sul tavolo un poker che ora si può battere solo con una scala reale che D’Alfonso dovrebbe avere se non vuole far naufragare il sogno (o incubo).

Troppo scontato il ricorso ad una contro consulenza di segno opposto, magari pagata con i soldi delle imprese, per ora la situazione è a dir poco pesante ed avanza il fronte del no anche interno ai dirigenti.


COSA DICE LA CONSULENZA

La prima notizia è quella già emersa e nota a tutti e cioè che il 18 aprile 2016 sono cambiate alcune regole fondamentali per gli appalti in conseguenza di recepimenti di direttive europee.


CERRITELLI:

«Pur avendo il proponente incardinato la proposta ai sensi dell’articolo 153 come 19 decreto legislativo  163/2006 ad oggi non può dirsi incardinata alcuna procedura relativa alla proposta stessa non essendosi conlusa la declaratoria di pubblico interesse».

In sostanza le nuove norme prevedono parametri e paletti più stretti rispetto al passato proprio per i progetti di finanza che per il passato si sono dimostrati una vera cuccagna per le imprese.

Nello specifico la proposta deve superare la valutazione di fattibilità economica giuridico e finanziaria svolta dalle amministrazioni.

Il consulente, poi, chiarisce che gli enti coobbligati dalla proposta sono la Asl e la Regione Abruzzo in veste di garante, cioè se la Asl non dovesse farcela con i soldi, allora arriva la Regione a tappare buchi con soldi “freschi”.


DOVE SONO I SOLDI?

Ma siccome le cose sono cambiate è necessario oggi che la Regione Abruzzo adotti una delibera nella quale dovrà specificare la copertura finanzairia, cioè indicare i capitoli di bilancio dai quali prendere i soldi (Che devono esserci tutti oggi).

In pratica si deve essere certi che l’opera sia sostenibile già in partenza, senza possibilità di “scherzi” o “imprevisti” in corso d’opera, una norma che in teoria dovrebbe tagliare sul nascere le future incompiute di cui il nostro Paese è pieno.

C’è poi anche la norma della razionalizzazione della spesa per le forniture da tenere a mente le quali devono diminuire almeno del 5% per cui la proposta Maltauro dovrebbe essere più vantaggiosa almeno di un pò, rispetto ai prezzi attuali altrimenti la norma arriva come una mannaia.



VIETATE LE CONCESSIONI CUMULATIVE

Secondo il parere del consulente della Asl le nuove norme prevedono una netta distinzione tra concessione di lavori e di servizi prevedendo anche in questo caso limiti molto più stringenti rispetto al passato.

In pratica dice Cerritelli «sembrerebbe che il nuovo codice precluda la possibilità di prevedere l’affidamento in concessione di servizi ulteriori e diversi rispetto a quelli strettaente connessi alla gestione dell’opera»

Cioè, in parole semplici, il progetto di finanza stabilisce che il privato costruisca l’opera e poi guadagni sulla gestione. Ma gestione di cosa? Dei servizi inerenti la costruzione stessa e non si può andare su servizi che nulla hanno a che fare con la costruzione dell’opera.

L’altra barriere è costituita dal prezzo che il pubblico potrebbe pagare anche con la concessione di servizi connessi che non può superare il 30% del costo complessivo dell’investimento

 Contestata e illegittima, per il consulente, anche la norma che stabilisce che comunque vadano le cose Asl e Regione dovranno sempre pagare il privato  il prezzo pattuito persino nel caso in cui il contratto dovesse essere sciolto per colpa dello stesso proponente...

ASL 2 DGR 133studio Legale MARCO CERRITELLI- MALTAURO