IL GIALLO DEL ROSSO

L’enigma Synergo. Pierangeli: il rebus delle fatture e la promessa non mantenuta

I conti della sanità pubblica e l’uscita dal commissariamento legati al contenzioso con l’Aiop

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L’enigma Synergo. Pierangeli: il rebus delle fatture e la promessa non mantenuta

D'Alfonso

ABRUZZO. Ora l’uscita dal commissariamento della sanità dell’Abruzzo -più volte annunciato da oltre un anno- si arricchisce di nuovi misteri. Veri e propri enigmi che andrebbero sciolti per comprendere fino in fondo quali logiche muovono davvero la gestione della sanità pubblica oggi ai tempi di D’Alfonso e Paolucci.

Sono molte le domande che meriterebbero una risposta e tutto ruota intorno ad un pignoramento che la Synergo (la società di Luigi Pierangeli, titolare dell’omonima clinica privata) ha fatto notificare alla Asl di Pescara alcune settimane fa.

Il pignoramento è conseguenza di fattura non pagate dalla Asl relative all’extrabudget del 2010-2011-2012.

Cioè, in seguito a vicende poco chiare (vi sono alcuni procedimenti giudiziari in corso) le cliniche private dell’Aiop asseriscono di aver avuto il via libera dalla Regione (Chiodi e Venturoni) per ricoveri pagati con soldi pubblici anche oltre il budget a loro assegnato.


RITARDO: CINQUE ANNI DOPO

Ma qui la prima stranezza: le fatture sono datate 14 novembre 2015, cioè cinque anni dopo le prestazioni.

Perchè le cliniche fatturano con tutto questo ritardo?

Fino a novembre la Asl di Pescara non ha pagato (e non ha intenzione di pagare) anche perchè non c’erano le fatture, eppure, i privati avviano subito il giudizio esecutivo per il recupero coatto delle somme.

E qui c’è un secondo mistero: in conseguenza di un giudizio amministrativo il Consiglio di Stato -in via incidentale- si era espresso chiaramente sulla titolarità del diritto sottostante, cioè la legittimità di richiedere le somme dell’extrabudget. Ebbene il Consiglio di Stato aveva detto che le cliniche non potevano richiedere quei soldi, cosa che, invece, hanno fatto.

Ma chi preferisce dimenticare i giudici amministrativi non può ignorare la legge 32 che prevede il disaccreditamento delle strutture che superano il budget per due anni di seguito.

Nel caso specifico si sta parlando di extrabudget di tre annualità dal 2010 al 2012. Poi per il 2014 e 2015 il commissario Luciano D’Alfonso ha aumentato (tra le polemiche) il budget alle cliniche di 7mln di euro. Eppure anche nel 2015 lo sforamento c’è stato con i “soliti” Villa Serena e Pierangeli con 107%, Spatocco 104%, Di Lorenzo 102% e San Francesco 101%.

Per inciso la maggioranza di governo alcuni mesi fa voleva mettere mano proprio a questa parte della legge 32 non riuscendoci perchè il M5s fu attento a sventare il colpo di mano.

Ma accantoniamo questo enigma e andiamo oltre.


RITARDO: DUE MESI DOPO

Le fatture, dunque, per totali 7mln di euro sono datate 14 novembre 2015 e vengono inviate alla Asl di Pescara ma nulla succede per almeno due mesi. Sono settimane di “stanca” e di trasloco perchè il manager Claudio D’Amario sapeva che doveva andare e che stava per essere nominato Armando Mancini come suo successore.

Le fatture giacciono su qualche scrivania fino al 22 gennaio 2016 quando alla Asl arriva il decreto ingiuntivo di Pierangeli. Nello stesso momento in qualche ufficio il dirigente della Asl stava scrivendo alle cliniche per chiedere le note di credito sulle fatture di novembre. Cioè la Asl dice chiaramente che non paga quelle fatture.

Nessuno ha spiegato perchè la Asl ha atteso due mesi (ed il decreto ingiuntivo) per richiedere le note di credito e anche questo è un mistero che è racchiuso in un altro più grande: come si fa a chiedere note di credito (cioè l’annullamento delle fatture) su titoli che sono stati portati al giudice per la riscossione coattiva?

In un mondo normale chi va dal giudice per avviare pignoramenti non ha alcuna intenzione di rinunciare al suo credito eppure nel mondo parallelo della sanità abruzzese le cose vanno diversamente.

Tanto è vero che Commissario straordinario, assessore alla sanità, advisor e super dirigenti hanno detto al Ministero -che controlla fiato sul collo la Regione- che Pierangeli si è impegnato ad inviare le note di credito.

La cosa meraviglia sia perchè, poi, dopo il decreto ingiuntivo, è arrivato anche il pignoramento (e, dunque, la procedura è andata avanti) sia perchè fino ad ora di quelle note di credito non c’è traccia e sono passati cinque mesi.


NOTE STONATE DI CREDITO E L’USCITA DAL COMMISSARIAMENTO

Ma perchè sono così importanti queste note di credito? A parte che la Asl di Pescara non sborserebbe dai 3 ai 7 milioni di euro che fanno sempre comodo, l’importanza è data dal fatto che l’uscita dal commissariamento della Regione è strettamente legata all’annullamento di queste fatture. Come dire che Pierangeli decide se gli abruzzesi pagheranno più o meno tasse in futuro…

Già perchè per uscire dal commissariamento bisogna avere i conti in ordine e pareggio di bilancio.

Il bilancio definitivo della sanità del 2015 ufficialmente non c’è ancora ma secondo la Regione si sarebbe chiuso con 602mila euro di avanzo, dunque in attivo, calcolando per buone le famose note di credito di Pierangeli che non ci sono (e dimenticandosi del pignoramento in atto…)

Dunque le ipotesi potrebbero essere queste:

1) Pierangeli ritira tutto ed il 2015 si chiude in avanzo e l’uscita dal commissariamento è cosa fatta;

2) il pignoramento prosegue e il 2015 si chiude con un disavanzo di almeno 3 mln di euro e niente uscita dal commissariamento;

3) non arrivano le note di credito, il pignoramento diventa esecutivo e la Asl di Pescara sborsa 7mln di euro che è più o meno anche il passivo del 2015. Addio commissariamento almeno per un altro anno.

Concludendo: dopo due anni di veri e propri salti mortali, di sforzi per ridurre la spesa, di riorganizzazione “universale” della sanità per cercare di razionalizzare anche le virgole non senza ripercussioni sui servizi, dopo qualche artificio contabile e i progetti obiettivo serviti per tappare buchi, la Regione Abruzzo e l’uscita dal commissariamento dipendono strettamente da un imprenditore privato.