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Mattoscio: «su 21 vettori sollecitati nessuno è interessato all’aeroporto di Pescara»

Ma per D’Alfonso «ci sono già segnali di interesse»

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Mattoscio: «su 21 vettori sollecitati nessuno è interessato all’aeroporto di Pescara»

PESCARA. Se ne sono dette tante ieri durante il Consiglio comunale straordinario di Pescara per parlare dei problemi di Saga. Per la maggior parte del tempo si è parlato della «importanza dell’aeroporto» come «infrastruttura strategica per il territorio», una verità talmente tanto chiara e scontata che però è servita per distrarre l’attenzione sui reali problemi che riguardano la Saga, cioè chi gestisce male l’aeroporto perché i risultati finali sono nefasti.

Molti gli interventi esterni che hanno apportato tasselli più o meno utili per la comprensione del problema e l’indicazione di qualche possibile soluzione.

 Alla fine il Consiglio comunale di Pescara ha votato un impegno per  il sindaco e la Giunta ad «attivare le iniziative necessarie nei confronti del Parlamento e dell'Esecutivo nazionale, in particolare nei confronti dei Ministeri dell'Economia e delle Infrastrutture, per possibili interventi legislativi volti a ridurre gli oneri riguardanti la cosiddetta 'addizionale comunale' ed a rendere maggiormente sostenibili le rotte aeree dello scalo abruzzese».

Un ordine del giorno impegna inoltre sindaco e Giunta ad «attivare tutte le iniziative presso la Regione e la Saga (società di gestione dello scalo, ndr) per superare questo particolare e delicato momento di crisi nei rapporti con Ryanair».

  Alla seduta straordinaria del consiglio comunale hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, i parlamentari Antonio Castricone e Gianluca Fusilli (Pd), il presidente della Saga, Nicola Mattoscio, il sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale con delega ai Trasporti, Camillo D'Alessandro, diversi consiglieri regionali ed esponenti del mondo economico locale.

Approvare un ordine del giorno che già di per sè vale molto poco ma formulato così genericamente e senza indicare strade concrete per raggiungere l’obiettivo appare solo l’ennesima dimostrazione della incapacità di affrontare problemi e  risolverli brillantemente.

Sulla stessa linea dopo due settimane dall’annuncio di Ryanair le dichiarazioni del presidente D’Alfonso che assicura che farà il possibile anzi «l’impossibile». E basta.

 Per il resto si può ben dire che si è trattato dell’ennesima perdita di tempo fine a se stessa che però ha dato modo a chi oggi rischia in prima persona di potersi difendere, come ha fatto il presidente di Saga, Nicola Mattoscio, che ha raccontato almeno due bugie che hanno tirato direttamente in causa questo quotidiano accusato addirittura di aver commesso reati nella pubblicazione di documenti che lui, e chi prima di lui, hanno sempre tenuto segreti per evitare che si arrivasse a questo punto: cioè avere chiaro il problema di come sono stati gestiti milioni di euro senza alcun tipo di dibattito politico e speso nemmeno nello stesso cda della Saga.

Ma Mattoscio che si dichiara «uomo di libertà e scrupoloso osservatore della legalità» preferisce accusare chi ha raccontato verità scomode per lui e per chi continua a sostenerlo a costo di continuare a creare danni ingenti al tessuto sociale ed economico di questa regione.

Alla fine la realtà parla chiaro: in quindici anni sono stati spesi centinaia di milioni di euro per rafforzare il settore del turismo locale ma il turismo locale si è impoverita invece di consolidarsi e questo per scelte errate della classe politica e dei management di Saga con il placet della politica che li ha sempre sostenuti.

E chi non vuole accorgersi e non può ammetterlo è proprio la politica di destra e di sinistra che in questo tempo si sono spartiti il potere.

 

LE GAMBE CORTE DI MATTOSICO E D’ALFONSO

 Come si può fare affidamento su dichiarazioni contrastanti?

Anche ieri si è potuto dire tutto ed il contrario di tutti.

 Anche il presidente D’Alfonso ha preferito ancora una volta confermare la sua profonda stima nell’operato di Mattoscio accollandosi così praticamente tutte le responabilità politiche di quanto fatto fino ad ora.

  D'Alfonso ha anche ringraziato il presidente della Saga, Nicola Mattoscio, che «sta facendo un lavoro luminoso».

E poi ha aggiunto: «Vi assicuro che faremo l'impossibile. Chiederemo e produrremo il coinvolgimento anche del privato; del privato più intelligente che possiamo raccogliere e stimolare in Abruzzo. Ci sono già segnali di interesse su questo».

Dunque, secondo D’Alfonso, c’è da sperare perché ci sarebbero già soggetti (ma chi, i soliti noti?) pronti a versare milioni di euro per qualche miraggio.

 NESSUNO INTERESSATO?

Ma appena pochi minuti prima lo stesso «luminoso» Mattoscio aveva detto l’esatto contrario:

«Abbiamo pubblicato la policy aziendale con la manifestazione di interesse di Saga, abbiamo contattato direttamente 21 compagnie e vettori ma ad oggi non c’è nessuno interessato all’aeroporto di Pescara».

Molto strano che una frase del genere sia stata ignorata da tutti.

Secondo Mattoscio nessuna compagnia italiana e straniera ha ad oggi ha interesse ad investire in Abruzzo e dunque a fornire nuovi collegamenti.

Una informazione del genere avrebbe meritato approfondimenti acuti e intelligenti perché forse è questo il cuore del problema.

Verità troppo dura da digerire per tutti che avrebbe stimolato decine di domande scomode per chi oggi siede su poltrone sempre più bollenti e per chi in passato ha gettato le basi per tutto questo.

Non sarà forse che nessuno trova interesse perché il management e la politica che ci ritroviamo sono inaffidabili?

Poi Mattoscio ha informato il pubblico che il costo del personale della Saga è più elevato di quello di Ancona ma che per fortuna lui e chi per lui (per esempio l’onnipresente revisore dei conti Alessandro Felizzi, il mago del bilancio e dei risanamenti plurinominato da D’Alfonso) hanno creato una serie di economie di gestione limando le spese, riuscendo a strappare persino un accordo transattivo per oltre 1mln di euro per crediti divenuti inesigibili (detta così sembra un controsenso….)

 Ma si parla anche di una serie di rivalutazioni immobiliari che hanno contribuito a limare il passivo.

Alla fine D’Alessandro ha spiegato il perché il governo non abbia impugnato le leggi di rifinanziamento della Saga come invece aveva fatto in precedenza. Una stranezza per i più ma non un favore dovuto ad un governo amico ma la circostanza che esiste un piano industriale che disegna scenari ipotetici che sfociano in un autosostentamento della gestione. Una sorta di itinerario da seguire per arrivare ad una gestione sostenibile e virtuosa.

Si sta andando in questa direzione?

Per il presidente Mattoscio la risposta è comunque sì

Tanto ben presto sarà facile capire se è davvero così: o ci saranno decine di nuove rotte o non ci saranno.