TRUFFE

Piana del Fucino, truffa ‘col morto’ da 300 mila euro. 117 indagati

La Guardia di Finanza al lavoro per circa 3 anni sui fondi all’Agricoltura

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

709

AGRICOLTURA

AVEZZANO.  I militari della Guardia di Finanza di Avezzano hanno concluso un’attività investigativa, avviata nel mese di ottobre 2013 e conclusasi nei giorni scorsi, per stroncare la frode alle contribuzioni pubbliche nel settore agricolo.

L’indagine è nata su specifici input informativi forniti dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza a seguito di una capillare analisi del settore.

Diverse, fin da subito, sono apparse le anomalie connesse alle modalità di presentazione di ben 142 differenti richieste di contributo a 2 C.A.A. (Centri Assistenza Agricoltori -  enti deputati alla gestione dell’istruttoria delle domande di contributo) che opera nel territorio della Piana del Fucino.

Secondo quanto scoperto dalla Finanza le domande erano state firmate da soggetti in realtà deceduti da tempo, o comunque antecedentemente alla data di presentazione della richiesta.

In alcuni casi gli inquirenti hanno trovato anche richieste da parte di affittuari di particelle intestate a persone morte, a seguito della stipula di contratti di affitto sottoscritti successivamente alla data del decesso degli intestatari. E poi ancora persone che attestavano di essere locatari di particelle di proprietà pubblica, senza che risultassero realmente esistenti i relativi contratti.

I controlli eseguiti hanno consentito di accertare le irregolarità ipotizzate e l’irrogazione  di sanzioni amministrative  per circa 250mila euro, oltre alla denuncia di 117 persone per le ipotesi di falsità ideologica in atto pubblico commessa da privato o di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.

Il servizio è stato svolto sotto la direzione ed il coordinamento del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato.

Il corretto utilizzo delle risorse pubbliche di origine nazionale e comunitaria ha assunto un rilievo centrale con l’acuirsi della crisi economica ed in questo contesto, per tutelare le aziende sane e corrette dai tentativi di frode posti in essere da soggetti disonesti, alla Guardia di Finanza è stato affidato il delicato compito di assicurare un efficace dispositivo di controllo dei relativi flussi di spesa, del tutto speculare a quello previsto per la tutela delle entrate fiscali.