NUMERI E FUTURO

Bilancio previsione, via libera ai conti ma a luglio ci sarà una rivisitazione

Primo documento predisposto con i nuovi schemi di bilancio

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REGIONE ABRUZZO TARGA

ABRUZZO. Ammonta a 7 miliardi e 977 milioni di euro (circa un miliardo e 400 milioni in piu' dell'anno precedente) il bilancio di previsione 2016 della Regione Abruzzo.

Si tratta del primo documento di programmazione predisposto con i nuovi schemi di bilancio previsti dal Decreto legislativo 118/2011.

Si tratta della cosiddetta norma riguardante l’armonizzazione dei sistemi contabili pubblici, spiega l’assessore Silvio Paolucci, «con la quale il legislatore prevede che il sistema contabile garantisca informazioni omogenee e validamente confrontabili tra tutti i diversi livelli di governo territoriale».

Non si tratta di un passaggio indolore: come ogni strappo con il passato la nuova contabilità comporterà le ridefinizione di vari aspetti, principi e modus operandi per tanti anni considerati immodificabili, rimettendo in gioco anche concetti consolidati.

I NUMERI

Sul fronte delle entrate, oltre a un avanzo di amministrazione pari a un miliardo e 536 milioni di euro, 2 miliardi e 791 milioni arriveranno da tributi e gettiti erariali, 237 milioni da trasferimenti correnti, 71 milioni da entrate extratributarie, 541 milioni da entrate in conto capitale, un miliardo e 797 milioni da partite di giro. Per quanto riguarda le spese, invece, tra le piu' significative spiccano i servizi istituzionali, generali e di gestione, a cui saranno destinati 438 milioni di euro; a istruzione e diritto allo studio 4 milioni 605mila euro; al turismo 3 milioni 601mila euro; all'assetto del territorio ed edilizia abitativa 30 milioni 195mila euro; allo sviluppo sostenibile, tutela del territorio e dell'ambiente 50 milioni di euro; ai trasporti e diritto alla mobilita' 217 milioni di euro; al soccorso civile 16 milioni di euro; alla tutela della salute 2 miliardi e 52 milioni di euro; allo sviluppo economico 13 milioni di euro.

«ASSECONDARE LE RICHIESTE DI CONTROLLO»

La manovra, nel suo complesso,  è stata orientata prioritariamente a dare attuazione alle richieste della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti cercando di garantire, in attesa della definizione del riaccertamento straordinario dei residui e della approvazione del rendiconto 2013, 2014 e poi 2015 un adeguato stanziamento nella voce disavanzo  in linea con quanto previsto dal piano di rientro approvato con deliberazione di Giunta ed in corso di valutazione da parte dei revisori del Conto.

«In quest’ottica», specifica Paolucci, «è da leggere l’accantonamento previsto in questo bilancio riportato nel disavanzo d’amministrazione, quantificato in 69,4 milioni comprensivo della quota annuale relativa al piano di rientro (pari a 61,3 milioni)  della quota annuale del rimborso finanziamento (circa 5 milioni di euro) e della quota annuale del Fondo Crediti di dubbia esigibilità  circa 2,5 milioni)». Al termine del riaccertamento straordinario dei residui il valore potrebbe subire solo una riduzione a seguito dell’eliminazione di alcuni residui attivi.

In totale, quindi, 77,5 milioni di euro del bilancio sono posti a presidio e tutela degli equilibri  di bilancio.

«Si tratta di una previsione di non poco», sottolinea Paolucci, «conto se consideriamo il bilancio non nel suo complesso ma esclusivamente nella sua quota disponibile».

«Se , infatti si provano a disaggregare  le voci del bilancio in una lettura più organica e meno tecnica», prosegue l’assessore, «dovremmo evidenziare  che  esso quantunque preveda un totale generale entrate /spese di 7 miliardi e 977 milioni presenta alcune tipologie di voci fortemente vincolate che limitano ogni discrezionalità tecnica  oltre che politica».

Paolucci si riferisce alle partite di giro  quantificate in 1.797.785.500, nella previsione di una anticipazione di cassa  nella misura di 1 miliardo, la reiscrizione di economie vincolate e di risorse vincolate regionali per 1 miliardo e 400 milioni, la reiscrizione  per 170 milioni del fondo liquidità. Già escludendo queste due voci  il bilancio regionale  diminuisce a 3,6 miliardi.

A questa voce occorre poi sottrarre  la spesa relativa al cosiddetto “perimetro sanitario” quantificato in 2 miliari e 679 milioni le somme relative al PAR FAS per 76 milioni di euro, ai fondi comunitari relativi alla nuova programmazione 2014/2020 per euro 37 milioni, ai fondi del programma comunitario IPA Adriatic per ulteriori 107 milioni di euro, al fondo nazionale per le politiche sociali  di euro 7 milioni, al fondo nazionale dei trasporti per circa 135 milioni, agli ulteriori fondi vincolati statali e regionali per un importo complessivo di circa 117 milioni di euro. Alla luce delle ulteriori riduzioni inserite l’importo residuo ammonta a circa 365 milioni di euro.

LA SPESA PER IL PERSONALE

Paolucci segnala che la previsione del personale prevede già una somma complessiva di circa 9,5 milioni per la copertura degli oneri di personale provenienti dalle Province.

E poi c’è una spesa di 24 milioni di euro per il finanziamento della spesa del consiglio, una spesa di 10 milioni di euro per ARIT, ARSA, ARTA consorzi di bonifica e comunità montane, una spesa di circa 3,2 milioni per i contenzioso in essere,  una spesa di funzionamento di circa 30 milioni a cui aggiungere trasferimenti e spese fisse per ulteriori 17 milioni ( tasse automobilistiche, piano di rientro sanitario, vaccinazioni, quote associative varie),  compensazioni stato regioni  per 7 milioni.

La restante somma costituisce oggetto di scelta politica ed è stata destinata:  43 milioni di euro quale integrazione regionale del fondo trasporti nazionale, 23 milioni di euro a favore del sociale, 1 milione per il FURC.

«Si tratta di un bilancio», chiude Paolucci, «che lascia scarsi margini di manovra e che dovrà necessariamente subire una rivisitazione in occasione dell’assestamento generale di fine luglio».