DOPO LA PIOGGIA

Alluvione Marsica, la Regione chiederà stato di calamità. Agricoltura in ginocchio

Si contano i danni ma le colture sono in gran parte danneggiate

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Alluvione Marsica, la Regione chiederà stato di calamità. Agricoltura in ginocchio

ABRUZZO. Aziende agricole in ginocchio, mezzi inutilizzabili, perdite ancora da quantificare. Il maltempo ha ridotto nuovamente in ginocchio la Marsica e a pagarne le spese sono strade, paesi e imprese alle prese con allagamenti, riparazioni, fango.

Per tutta la giornata hanno operato 23 pattuglie del Corpo Forestale dello Stato che hanno prestato aiuti ed assistenza alla popolazione.

I forestali hanno operato per lo più nella zona di Canistro dove hanno distribuito bottiglie d'acqua messe a disposizione dall'amministrazione comunale per sopperire alla mancanza di acqua potabile a causa delle infiltrazioni alla rete idrica che hanno seguito gli smottamenti. Inoltre, la Forestale sta monitorando il livello dei torrenti e, con l'ausilio di attrezzature idonee, è impegnata a liberare i locali inondati da acqua e fango.

Un'intera strada asfaltata che collegava la provinciale Circonfucense con la parte alta di Luco Dei Marsi è stata completamente "divorata" dall'impetuoso torrente d'acqua causato dal nubifragio di ieri che si è abbattuto sulla Marsica. Il manto stradale è stato completamente divelto e al suo posto attualmente c'è un ammasso di fango e pietre che la rendono impercorribile. L'arteria era stata realizzata solo qualche anno fa per consentire ai cittadini di raggiungere più facilmente il cimitero. Sul posto oggi si è recato anche il presidente della provincia dell'Aquila per un sopralluogo.

La Provincia dell'Aquila chiederà lo stato di emergenza. Ad annunciarlo è stato il presidente, Antonio De Crescentis, che in seguito al nubifragio abbattutosi ieri nella Marsica oggi, con tecnici del settore viabilità, ha eseguito sopralluoghi sulle strade delle zone devastate dal maltempo. «Siamo a lavoro per riaprire in tempi brevi i tratti di strada interessati dalle frane - ha commentato il presidente- e per quanto possibile, saremo di sostegno a tutti i comuni interessati da questa emergenza. Al di là delle strade, oggi la Marsica ha bisogno di aiuto; le popolazioni dei comuni insieme ai loro sindaci sono all'opera per tornare alla normalità, ma i danni sono enormi, chiederemo lo stato di emergenza. Oltre a ringraziare tutti per l'operato - ha concluso De Crescentis - desidero esprimere la nostra vicinanza alle famiglie delle vittime ed a tutti coloro che hanno subito danni».

Anche la Giunta regionale chiederà lo stato di emergenza per le aree della Marsica. Lo ha affermato il Presidente della Giunta regionale Luciano D’Alfonso dopo un colloquio telefonico con il capo della Protezione civile italiana, Fabrizio Curcio.

«La calamità ha interessato un comprensorio molto ampio – ha proseguito D’Alfonso – che si estende anche al Lazio e nel quale sono inclusi, tra gli altri, i Comuni di Canistro, Civitella Valle Roveto, San Vincenzo Valle Roveto, Balsorano, Morino, Capistrello, Luco dei Marsi, Tagliacozzo, Sante Marie, Celano, Pescina, Ovindoli e Avezzano. Contatteremo la Protezione civile laziale per concertare un’azione comune tesa ad ottenere un adeguato ristoro dei danni subiti, che ammontano a diverse decine di milioni. Già nella giornata di domani ne parlerò con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Claudio De Vincenti, che incontrerò a Bari per un convegno».

Intanto a pesare di più sono i danni al comparto agricolo.

La Coldiretti ha avviato una poderosa azione di assistenza, attivando i sopralluoghi per le ricognizioni dei danni e uno specifico pool di tecnici per le esigenze delle imprese colpite.

A disposizione, grazie alla solidarietà delle aziende non coinvolte dal nubifragio, trattori e mezzi agricoli finalizzati alla rimozione dei detriti localizzati nei Comuni maggiormente colpiti, per i quali Coldiretti ha richiesto anche l’intervento della protezione civile e l’istituzione di un tavolo tecnico di crisi.

Per quanto riguarda i danni alle colture, l’emergenza riguarda le coltivazioni orticole ancora presenti in campo, principalmente carote, patate, spinaci, porro, cavoli ed altri ortaggi per una superficie interessata di oltre 5mila ettari con un danno stimato di circa ai 5milioni di euro.

Da una prima valutazione dei danni effettuata da Coldiretti con l’aiuto di Mario Mancini, noto agricoltore locale ed amministratore del Consorzio di Bonifica, risulterebbero infatti ancora in campo le seguenti coltivazioni: patate (30%), carote (30%), mais (20%), finocchi (40%), radicchio (20%), spinaci (30%), insalata (30%).

«Danni ingentissimi – dice il Direttore Coldiretti L’Aquila Massimiliano Volpone – Aspettiamo il deflusso delle acque ma siamo già all’opera per le opportune ricognizioni. Oltre a questo i nostri uffici sono aperti per la necessaria assistenza alle imprese, per ogni aspetto legato all’emergenza».

 Ma il problema più grave riguarda il deflusso delle acque, assicurato attualmente con la rete ed il sistema dei canali curati e gestiti dal Consorzio di Bonifica Ovest presieduto da Gino Di Berardino, che nei giorni scorsi aveva attuato alcuni interventi preventivi che si sono rivelati provvidenziali per l’eccezionalità della situazione.

«In queste occasioni drammatiche si comprende meglio l’importanza della corretta gestione del territorio e della pericolosità dei fenomeni climatici eccezionali – aggiunge Volpone - Il ruolo del consorzio di bonifica diventa determinante per assicurare il controllo delle emergenze, attuare la dovuta azione di monitoraggio e provvedere all’informazione delle autorità competenti».

 In queste ore Coldiretti sta incontrando le istituzioni territoriali (Sindaci, Provincia, Regione, Consorzi ) per una corretta valutazione dei danni e delle possibili azioni di sostegno ed aiuto per le situazioni critiche degli associati e dell’intera comunità civile del territorio.