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Alberghiero a Cepagatti, «dalla Regione una delibera illegale che va annullata»

Forza Italia denuncia: «totale mancanza di trasparenza»

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Alberghiero a Cepagatti, «dalla Regione una delibera illegale che va annullata»

Donato Di Matteo

ABRUZZO. Ha sollevato enormi proteste la decisione della Regione di trasferire l’Istituto alberghiero “De Cecco” a Villareia di Cepagatti.

Da due giorni gli studenti e i docenti stanno protestando, hanno incontrato il sindaco Marco Alessandrini e il presidente della Provincia, Antonio Di Marco. Per il momento le riunioni sono tranquillizzanti, gli amministratori pubblici prendono tempo, e probabilmente sono i primi ad aver bisogno di capire cosa sia realmente successo.

Tutto è partito dall’assessore regionale Donato Di Matteo che  ha annunciato l’avvio di un progetto preliminare, per la realizzazione di un edificio ex novo in una zona strategica dell’area metropolitana. Ma l’idea non piace: si teme che il territorio possa perdere una delle realtà scolastiche più importanti e rinomate.

«Si tratta di un progetto scellerato, insensato che si basa tra l’altro su un atto illegale», contestano senza dubbi il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri e il consigliere comunale Fabrizio Rapposelli. 

L’ intervento è stato formalizzato dalla Giunta regionale nella Delibera 825 dell’8 ottobre. Nel provvedimento, tra gli interventi elencati, è inserita anche la realizzazione di un Biocampus all’interno dell’area in cui sorge l’Istituto professionale di Villareia.

«La prima assurdità risiede nel fatto che lo stesso assessore Di Matteo, tra l’altro proponente, era assente nella seduta dell’8 ottobre», fanno notare Sospiri e Rapposelli. «Ma la cosa grave che emerge dalla delibera è il passaggio in cui si specifica che nel Decreto ministeriale (che ripartisce 300 milioni di euro a livello nazionale) “sono elencati i criteri che le Regioni dovranno tenere in considerazione nella raccolta delle manifestazioni di interesse dei propri enti locali”. E’ illegale che la Giunta regionale abbia varato un provvedimento prima del quale non c’è stata nessuna evidenza pubblica e nessun Bando».

Come avrebbero fatto i Comuni a manifestare il loro interesse quindi?

«Su quale base?», si chiedono Sospiri e Rapposelli che concludono: «la Delibera oltre che folle, visto che non conosciamo neanche l’entità dei fondi a disposizione, al momento nessuno, è anche illegale e va immediatamente annullata. In caso contrario ci rivolgeremo all’autorità giudiziaria».

Stessi dubbi anche per il presidente della Commissione Vigilanza, Mauro Febbo: «come è avvenuta la scelta da parte della Regione Abruzzo con la relativa ripartizione delle risorse del Miur per la definizione dei criteri per la costituzione e individuazione di nuove scuole innovative ? Erano state informate le Amministrazioni Comunali di tale opportunità e quindi invitate a presentare progetti ? Continua la totale assenza di trasparenza negli atti di questo esecutivo regionale di centrosinistra».

 Dunque Febbo sottolinea che è incomprensibile capire e verificare, visto che non ve ne sono, quali sono stati i criteri o il percorso amministrativo di evidenza pubblica con cui la Regione ha scelto i cinque nuovi progetti (Biocampus in Villareia di Cepagatti, Campus Scolastico Valle del Giovenco, Polo scolastico Vallata del Trigno, Polo Comune di Teramo e Polo di Colledara) inseriti nel deliberato approvato il giorno l’8 ottobre scorso, da inviare all’attenzione del Ministero dell’Istruzione per la sua approvazione definitiva.

«Una iniziativa singolare e imbarazzante quella appena approvata – continua Mauro Febbo - dove il rapporto con il territorio, che doveva essere la bandiera del Presidente D’Alfonso, è stato invece bypassato dall’anticamera delle segreterie a discapito di interi comprensori che aspettano risposte e investimenti adeguati da molto tempo. Paradossale come la scelta da parte della Giunta Regionale per la programmazione di nuovi Poli Scolastici sia stata svincolata dall’importante analisi territoriale fatta dalle Amministrazioni locali». Infatti sono molte le lamentale che si sollevano dai località provinciali alla luce di queste cinque nuove scuole: si registrano infatti scioperi da parte degli studenti dell’Agrario di Pescara che non vogliono confluire a Cepagatti e lamentele, sottoscritto in un documento, da parte dei sindaci dell’alto Vastese (Carunchio, Castiglione, Castelguidone, Celenza sul Trigno, Roccaspinalveti, San Giovanni Lipioni e Torrebruna) già aderenti al Progetto pilota “Strategia Aree Interna” dove avevano già individuato e condiviso unanimemente l’ubicazione più idonea per costruire una sede scolastica per la vallata del Trigno. 

«PROGETTO CONDIVISO E PARTECIPATO»         

Di Matteo precisa che anche nell'incontro con la preside dell'Alberghiero, Alessandra Di Pietro «ho ribadito che questo progetto andrà prima condiviso e partecipato: non appena riceveremo il finanziamento dal Miur, avremo la possibilità di condividere il progetto con scuole ed enti locali e di verificare se occorreranno altri interventi aggiuntivi e complementari, convocando dei tavoli con i presidi e gli amministrazioni comunali e provinciali».

«Chi vuole usare queste proposte per strumentalizzare sbaglia indirizzo e chi vuole avere visibilità gratuita sbaglia atteggiamento; noi abbiamo tutte le intenzioni di andare incontro alle esigenze dei territori e non di creare conflitti».

Secondo l'assessore regionale, le polemiche messe in atto non servono ad arricchire la qualità dei plessi scolastici, che hanno già gravi problemi.

«Da questa situazione però sorgono degli interrogativi sull'Istituto Alberghiero» conclude l'assessore, che si chiede chi «continuerà a pagare l'alloggio e il trasporto degli studenti che vengono da fuori». «Come mai non si è mai pensato ad una soluzione convittuale con alloggi pubblici che possano alleggerire le casse delle istituzioni?».

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