SANITA' AGLI SGOCCIOLI

Sanità: si lavora a manovra, ipotesi costi standard

Renzi incontra governatori, prossima settimana nuovo vertice

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Sanità: si lavora a manovra, ipotesi costi standard

ROMA. Sono stati i costi standard per la Sanità, da prevedere subito già nella Legge di Stabilità, al centro dell'incontro avvenuto ieri a Palazzo Chigi tra il Governo - presenti il premier Renzi, il ministro della Salute Lorenzin e il sottosegretario Claudio De Vincenti - e una delegazione di governatori guidata dal presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino.

La manovra potrebbe quindi prevedere un'accelerazione nella loro adozione a sistema che porterebbe un deciso risparmio nella spesa. L'adozione dei costi standard - ovvero l'applicazione omogenea dei prezzi, da quello della siringa di plastica, passando per il pasto, fino alla lavanderia, per giornata di degenza del paziente - è sempre stata sollecitata con forza dai presidenti di Regione leghisti.

Questo spiega l'esultanza di oggi del governatore della Lombardia Roberto Maroni, che subito dopo l'incontro ha twittato: "#lavoltabuona?"

In più occasioni Maroni e il governatore del Veneto, Luca Zaia, hanno detto che l'applicazione dei costi standard in tutta Italia, e non solo in poche Regioni come avviene oggi, comporterebbe un risparmio di 30 miliardi di euro, ovvero un terzo del debito pubblico.

 Anche recentemente Zaia ha sostenuto che con l'applicazione dei costi standard, dopo un periodo di assestamento, «anche chi spreca sarà costretto a stare attento a come spende i soldi e il gap diminuirà fino a scomparire, stante che tutti gli osservatori sono unanimi nel dire che si cura peggio dove si spende troppo».

 Intanto di Legge di stabilità e di sanità discuterà giovedì prossimo la Conferenza delle Regioni già convocata in seduta straordinaria a Roma mentre un altro incontro tra Regioni e Governo è previsto per la prossima settimana, prima del 15 settembre quando la Legge di stabilità approderà a Palazzo Madama. L'introduzione dei costi standard servirà probabilmente alle Regioni a spuntare qualche miliardo in più per il Fondo sanitario nazionale, fermo quest'anno a 110 miliardi di euro (dopo tagli da oltre 2 miliardi). Il Patto per la Salute prevedeva che il Fondo dovesse salire a oltre 113 miliardi per il 2016. Ma il premier Renzi nei giorni scorsi ha gelato i governatori parlando di un Fondo da 111 miliardi. Cifra che non è passata inosservata a Chiamparino.

«Io ritengo che 1 solo miliardo su 5 in più non sia sufficiente a ottenere quegli obiettivi che lo stesso Governo vuole perseguire. Con il Governo abbiamo gli stessi obiettivi, il punto è capire se le risorse sono sufficienti o no», ha ribadito più volte in questi giorni.