RICOSTRUZIONE

Ufficio ricostruzione, «a breve arriverà Raniero Fabrizi». Melilla scettico scrive a Renzi

Il centrodestra incontra il sottosegretario alla ricostruzione Paola De Micheli

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Ufficio ricostruzione, «a breve arriverà Raniero Fabrizi». Melilla scettico scrive a Renzi




L'AQUILA. È imminente la firma dell'ingegner Raniero Fabrizi, dirigente del Ministero delle Infrastrutture, scelto al termine di una selezione gestita dal Comune dell'Aquila, come nuovo responsabile dell'ufficio speciale per la ricostruzione (Usra) dell'Aquila, dopo le dimissioni nel settembre scorso di Paolo Aielli, nominato amministratore delegato della Zecca di Stato.
Secondo il sindaco, Massimo Cialente, la firma dovrebbe arrivare al ministero tra lunedì e martedì.
Intanto, notizie di stampa hanno gettato ombre sulla figura che dovrà gestire la ricostruzione del capoluogo; inoltre, il parlamentare abruzzese di Sel Gianni Melilla, citando un articolo «circostanziato e ricco di particolari» del Corriere della Sera, ha presentato una interrogazione al presidente del consiglio dei ministri Renzi, sottolineando che Fabrizi «ha lavorato per anni con persone finite sotto inchiesta giudiziaria per il sistema costruito intorno ai grandi eventi della Protezione Civile; è stato ed è ancora componente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per anni presieduto da Angelo Balducci, figura centrale del sistema smantellato dalle note inchieste della magistratura». 


Per Melilla, nonostante Fabrizi non sia indagato, «la sua nomina suscita seri interrogativi», quindi chiede «con quali criteri si sia decisa questa nomina e se non ritenga utile una valutazione ulteriore al fine di fugare dubbi e perplessità sulla opportunità di questa nomina».
Intanto due giorni fa il sottosegretario con delega alla Ricostruzione Paola De Micheli ha incontrato la senatrice di Forza Italia Paola Pelino, il capogruppo in Comune Guido Quintino Liris ed i rappresentanti dei Comitati “Domiciliati C.A.S.E.” Andreina Pellegrini, Giuliano Bruno e Nicola Mastropietro per fare il punto della situazione.
E’ stata l’occasione per parlare delle criticità legate ai Progetti CASE, delle “bollette” calcolate in rapporto ai metri quadrati piuttosto che ai consumi, dei canoni d’affitto, della manutenzione ordinaria e straordinaria dei complessi abitativi emergenziali. I rappresentanti dei Comitati hanno esplicitato con franchezza che se non verrà rivista l’iniqua norma contenuta nella Legge 164/2015, il più noto 8-quinquies, si apriranno scenari ancor più disastrosi del danno erariale fin’ora prodotto in quanto i Domiciliati C.A.S.E. non pagheranno l’ingiusto e ricorreranno alla Corte Costituzionale.

«In quasi un’ora di confronto ci si è soffermati sulla scelta operata dall’amministrazione cittadina, politicamente assurda», sottolineano gli esponenti del centrodestra, «di non ricostruire le Frazioni della città capoluogo: dati alla mano abbiamo dimostrato al sottosegretario De Micheli i numeri della ricostruzione relativi alle frazioni, e di come siano state completamente disattese le promesse fatte agli aquilani attraverso il cronoprogramma. Il vecchio cronoprogramma, infatti, è ormai carta straccia, occorre tornare in aula per votarne uno nuovo, questa volta reale ed equilibrato».

I RITARDI
Si è parlato anche dei ritardi e delle difficoltà che vivono la ricostruzione sia privata che pubblica, della direzione regionale MIBAC che da tempo attende un riferimento stabile e concreto, dei problemi dei commercianti e delle possibili agevolazioni fiscali per le attività che scelgono la ricollocazione in centro storico. «Abbiamo chiesto certezze circa la tempistica dei trasferimenti per l’Aquila e Cratere, una puntuale calendarizzazione e una concreta partecipazione per quanto riguarda la stesura dell’ex bozza Legnini», spiega Liris.
In merito a quanto si sta ricostruendo è stata sottolineata la necessità di nuove regole che impongano a chi ha ricevuto il contributo di abitare il ricostruito onde evitare di ritrovarsi con case che sono e saranno solo contenitori vuoti.
L’incontro si è concluso con la richiesta fatta a De Micheli di stare al fianco della realtà aquilana «per sventare i ripetuti tentativi di sciacallaggio».