SANITA' AL RISPARMIO

I tagli alla sanità fanno paura a pazienti e aziende

Tribunale del malato teme per livello cure, Farmindustria per tetto farmaci

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ROMA. Il taglio di 2,352 miliardi di euro al finanziamento del Servizio Sanitario nazionale per l'anno 2015 sancito da Governo e Regioni con l'intesa di ieri fa paura alle associazioni di pazienti che ne temono gli effetti sul servizio.
Ma anche le aziende del farmaco si sentono 'tradite' dalle rassicurazioni avute all'interno del tavolo per la farmaceutica con il governo dove era stata garantita la "stabilità" dei fondi in cambio di un rilancio dell'occupazione. E alla luce di quanto stabilito ritengono 'inevitabili' nuovi interventi al ribasso sul fondo per la farmaceutica.
«Con questa scelta purtroppo il SSN dovrà contare su circa 220 milioni di euro in meno rispetto al 2014, che diventano 500 milioni in meno se si considera anche il taglio alle risorse per l'edilizia sanitaria. Il tutto verrà scaricato ancora una volta sui redditi delle famiglie» spiega Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato Cittadinanzattiva. 

Il risultato sarà, secondo l'associazione, quella di acuire i problemi delle persone: Livelli Essenziali di Assistenza sempre meno garantiti, taglio dei servizi e compressione dei diritti e delle tutele dei cittadini. In tutto questo l'aggiornamento dei Lea e l'accesso effettivo ed equo ai farmaci per l'Epatite C rischierebbero così di essere l'ennesimo annuncio. E concordi sugli effetti negativi anche i sindacati, autonomi e confederali.
«Nessuna sorpresa, nessuna #lasvoltabuona per la sanità, il copione è lo stesso di sempre. Troppa spesa? E allora si programmano tagli alla sanità. Via i due miliardi di aumento del fondo sanitario nazionale previsti per il 2015 dal patto della salute, che proprio sulla capacità di garantire un livello di finanziamento del SSN certo nel triennio aveva fatto la base del rilancio della sanità pubblica» dicono i medici dell'Anaao Assomed. «I due miliardi di tagli al fondo sanitario nazionale 2015, annunciati dal Presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino, sono una sciagura per la sanità pubblica», aggiungono Cecilia Taranto, Segretaria Nazionale Fp Cgil e di Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici per i quali così «ai 31 miliardi di tagli dei Governi Berlusconi e Monti se ne aggiungono altri 2 con il Governo Renzi, altro che cambiare verso. Un atto di irresponsabilità - si legge in una nota - del Governo Renzi e di debolezza delle Regioni».

L'indignazione degli aziende arriva con la voce del presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi. «Se ne parlava ma non ci credevano perché questa manovra è una farsa paradossale e una presa in giro», dice. «Il paese sta ripartendo con grandi difficoltà. La nostra parte l'abbiamo fatta: tremila nuovi mila posto di lavoro di cui più della metà sotto i trent'anni, i Ceo sono venuti in Italia e hanno avuto rassicurazioni. Ma ora il taglio alla sanità significa sicuramente un taglio alla farmaceutica».
Il responsabile dell'associazione che rappresenta le aziende si stupisce che tutto ciò avvenga senza nessun coinvolgimento del tavolo sulla farmaceutica. Scaccabarozzi conclude spiegando che con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin «c'é stato un confronto: ha fatto tutto quello che poteva per evitare che venisse tagliato il fondo. A Renzi avevamo chiesto stabilità, ci avevamo creduto».