SANITA'

Ecco la valutazione del manager Asl di Chieti appena promosso

La Regione premia con 8/10 i progressi nelle liste di attesa

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Francesco Zavattaro

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CHIETI. Gianni Chiodi vuole sapere in Consiglio regionale cosa è stato fatto per le liste di attesa negli ospedali.
Stando alla fresca promozione del manager Francesco Zavattaro, il problema “liste di attesa” - almeno alla Asl di Chieti - non esiste e se esiste è del tutto marginale, visto che nella pagella della promozione del direttore generale su questo obiettivo raggiunto c’è il voto 8, in una scala da 0 a 10. Cioè una valutazione che va ben oltre la sufficienza piena ed è molto vicina al massimo e proprio questo ha avuto un peso nella votazione finale che è stata di 132,8 punti, con il superamento della soglia minima che è di 120 punti.
Soglia che è stata raggiunta e superata sommando i 56,8 punti ottenuti della sezione «obiettivi di carattere economico-finanziario e strumentali», i 52 punti della sezione «obiettivi di salute» ed i 23,98 punti ottenuti dalla valutazione (che andava da 0 a 30) dei dirigenti dei diversi servizi (probabilmente regionali).
Il punto specifico inserito negli Obiettivi di salute che ha ottenuto 8 punti riguarda gli adempimenti rispetto al “Piano regionale per il governo delle liste di attesa” ed attribuisce un voto ponderato da 0 a 10, ripartito tra i cinque obiettivi da realizzare che valgono 5 punti ciascuno. Tra questi obiettivi c’era “la rendicontazione” di tutti gli interventi strategici correttivi per ottenere la riduzione dei tempi di attesa per 43 prestazioni specialistiche di riferimento.
 Così come c’era il rispetto dei limiti posti per consentire in tempi giusti gli interventi per tre tipi di tumore (mammella, polmone, colon-retto), per il by-pass aorto-coronarico e per l’intervento all’anca. E con il punteggio di 8 che è quasi il massimo, la Regione ha certificato che nella Asl di Chieti le liste d’attesa non sono più un problema.
Per tornare al manager di Chieti, Zavattaro ha ottenuto il massimo dei voti in questi obiettivi: adozione degli strumenti di programmazione, rispetto degli accordi con le cliniche, controlli dell’appropriatezza delle prestazioni sanitarie, denunce dei sinistri sul lavoro, riordino dell’assistenza territoriale convenzionata, cure domiciliari e apertura di due Hospice. Punteggio più scarso per la mobilità sanitaria che ha avuto 5 in una scala da 0 a 15 e bocciatura completa per il Piano della prevenzione e per il rispetto della percentuale di prescrizione del farmaco genericato. Totale finale, come detto, 132,78 punti e riconferma tecnica assicurata.

Dunque nella Asl di Chieti sbaglia chi si lamenta delle liste di attesa. Così come sono del tutto infondate le proteste giornaliere dei cittadini al Cup o all’Urp dell’ospedale di Chieti (e non solo). In realtà questa griglia regionale elaborata dai tecnocrati è l’applicazione di quel concetto di sanità che ha guidato Chiodi ed il Tavolo di monitoraggio romano (cioè il Mef) che privilegia gli obiettivi di carattere economico rispetto a quelli di salute, aggiungendo la chicca finale di un giudizio espresso dai dirigenti dei servizi che come utenti forse non ci sono mai stati negli ospedali della Asl di Chieti. E così con queste valutazioni, un qualsiasi buon passacarte, un burocrate attento alle circolari regionali e ministeriali che privilegiano la performance economica-finanziaria ha maggiori possibilità di riconferma rispetto ad un manager più attento ai problemi della salute. Questa griglia di valutazione fotografa infatti la vera rivoluzione che si è registrata negli anni appena trascorsi. E cioè la trasformazione del cittadino che ha il diritto costituzionale alla salute in un cliente del sistema sanitario, peraltro gestito come una qualsiasi attività commerciale-industriale in cui il manager diventa un direttore di vendita. E così oggi il prodotto-salute si paga e più si paga più è di buona qualità: ai ricchi va il prodotto di nicchia, il ceto medio compra al supermercato, ai meno abbienti tocca il discount (o la Caritas).

Sebastiano Calella