GUERRA AL PETROLIO

Trivelle, giunta D’Alfonso: «commissione d’inchiesta su Elsa 2»

«Valutare le ricadute ambientali sul territorio»

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elsa 2

ABRUZZO. La Giunta Regionale presieduta da Luciano D'Alfonso, su proposta dell'assessore al territorio, Mario Mazzocca, ha approvato il provvedimento relativo alla Valutazione Impatto Ambientale (Via) riferito al progetto di ricerca Elsa 2.
La Regione ha deciso la costituzione di una Commissione per lo svolgimento di un'inchiesta pubblica capace di valutare le ricadute ambientali sul territorio circostante.
Il progetto prevede la trivellazione di un pozzo petrolifero a meno di 4 miglia marine di distanza dalla costa tra Francavilla e Ortona.
Alla luce di questo la Regione Abruzzo ha già formulato osservazioni alla Procedura V.I.A. relativo alla perforazione del pozzo esplorativo, anche in ragione della valutazione dei rischi connessi alla realizzazione dell'impianto da cui potrebbe derivare «una significativa e irreversibile riduzione delle risorse naturali del territorio in riferimento agli equilibri degli ecosistemi».
Nella relazione allegata alla deliberazione, si legge che le attività di perforazione legate al permesso sono effettuate fino ad una profondità di 4.700 metri per il tramite di un pozzo posto a 7 Km circa dalla costa e che le stesse risultano in aperto contrasto con gli indirizzi di sviluppo regionali, nonché in evidente contrasto con la vocazione del territorio. 

La Regione Abruzzo, infatti, nella propria programmazione socio-economica, segnatamente alla fascia costiera, mira da sempre a valorizzare ed implementare lo sviluppo turistico-ricettivo-culturale ed ambientale.
«In questa cornice», si legge in una nota della giunta regionale, «particolare attenzione è stata riservata dalla Regione alla costa teatina, di cui riconosce l'alto valore naturalistico nonché un alto grado di integrità e fragilità, tanto da sottoporne estese zone a tutela e conservazione. Contrariamente a detto indirizzo di tutela e di valorizzazione, tuttavia, il Governo centrale attraverso vari decreti ha autorizzato, al largo delle coste abruzzesi, permessi di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi, in cui va ad inserirsi anche il progetto per la perforazione del pozzo esplorativo Elsa».
Dunque questa attività di ricerca è ritenuta dal governo regionale in contrasto con gli indirizzi di sviluppo regionali e comunali, nonché «in contrasto con la vocazione del territorio e dannose per la salute, per la fauna marina e per l’ambiente».
Nel documento approvato dalla Giunta regionale, si legge, tra l'altro, che oltre 12.290 kmq di acque marine dell'Adriatico centro meridionale italiano sono interessate da permessi di ricerca, istanze di coltivazione o nuove attività di esplorazione di petrolio che si aggiungono alle 8 piattaforme già attive e da cui, nel 2013, sono state estratte 422.758 tonnellate di greggio e che dette attività rappresentano un serio rischio di inquinamento da idrocarburi per l'ecosistema marino Adriatico, chiuso e particolarmente fragile.