SANITA'

Abruzzo. Cisl Fp: «ospedali a rischio tagli con i nuovi bacini di utenza?»

Luci ed ombre del decreto Lorenzin per la rete ospedaliera

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2543

Abruzzo. Cisl Fp: «ospedali a rischio tagli con i nuovi bacini di utenza?»


ABRUZZO. Le visite del presidente Luciano D’Alfonso agli ospedali abruzzesi (ieri è toccato al SS. Annunziata di Chieti) non servono a molto, secondo la Cisl Fp perché – come scrive il segretario regionale Davide Farina - «alla luce del nuovo Patto della salute 2014/2016, approvato lo scorso luglio, dovrà essere adottato un nuovo modello di gestione sanitaria non più basato sui comprensori geografici, ma sui bacini di utenza».
 Si tratta di un criterio che, una volta adottato, costringerà a riscrivere totalmente le reti ospedaliera, dell’emergenza-urgenza, della residenzialità e semiresidenzialità e della  medicina territoriale. Inoltre l’applicazione di questo  nuovo modello sanitario comporterà un nuovo rapporto Governo-Regioni con rispettive funzioni ben delineate. Da una parte «lo Stato emana standard uniformi per tutto il territorio nazionale, dall’altra – spiega Farina -  le Regioni dovranno rivedere profondamente i propri assetti organizzativi per garantire la qualità e l’efficienza nella gestione dei servizi sanitari perseguendo razionalizzazioni e riduzioni di costi. Il che comporta un alto grado di centralizzazione di molte attività che oggi sono replicate per ogni Asl (amministrazione generale, acquisto di beni e servizi, personale, sistemi informatici, Cup unico, rapporti con le strutture private accreditate».

 Questo è stato anticipato nel recente decreto Lorenzin secondo il quale entro il 31 dicembre prossimo dovranno essere adottati provvedimenti che programmano entro il 2016 i tre livelli di qualità degli ospedali, i vincoli per i posti letto (3 per mille di malati acuti, 0,7 per riabilitazione e lungodegenza), i minimi per le Cliniche private, le specifiche per la sicurezza e gli accreditamenti, la rete dell’emergenza ed il potenziamento dell’assistenza territoriale.
«Come dire – conclude Farina – che questi indicazioni, se coerentemente applicate, tenderanno a far diminuire drasticamente il numero degli ospedali in Abruzzo: ci saranno non più di  5/6  presidi tra il 1° ed il 2° livello rispetto agli attuali 24 ospedali pubblici e non oltre 3/4 cliniche private rispetto alle 11 attuali. Altro che accapigliarsi su quante Asl servono».
 Questo dunque il quadro organizzativo generale, che probabilmente comporterà anche conseguenze sugli organici, con esuberi in quei settori in cui si tagliano i doppioni e con probabili carenze di personale in altri da potenziare. Perché alla fine il discorso è sempre lo stesso: definire quanta e quale sanità e quante prestazioni servono agli abruzzesi. Il tutto senza sprechi e tagli lineari e senza scaricare sui dipendenti e sui cittadini-utenti il peso della ristrutturazione complessiva del pianeta sanità (come è avvenuto finora).
s. c.