FONDI PUBBLICI

Agricoltura Abruzzo, 500 milioni di euro per i prossimi 7 anni

Due miliardi per la crescita della regione

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

5321

AGRICOLTURA, MERCATO

ABRUZZO. Quasi due miliardi di euro in sette anni per la crescita dell’Abruzzo.
A tanto ammontano le risorse disponibili per la regione nei prossimi sette anni, tra fondi comunitari (Fesr, Fears, Fse) e fondi nazionali ex Fas (oggi Fsc, fondi di sviluppo e coesione). Di questi, una quota compresa tra i 500 e i 600 milioni di euro sarà destinata a sostenere il comparto agricolo e agroalimentare attraverso specifici programmi tra i quali assumerà un ruolo preponderante il Piano di Sviluppo Rurale. Al fine di spendere utilmente queste risorse, risulterà dunque strategica la fase della programmazione che, nei prossimi mesi, vedrà impegnati gli attori istituzionali e, in una logica che prevede sempre di più il coinvolgimento delle imprese dal basso, il mondo economico-produttivo.

Di questo si parlerà nella tavola rotonda che il Polo di innovazione Agire ha organizzato per mercoledì 30 aprile, con inizio alle ore 11,30, nella sede di Agire, presso Confindustria Teramo, a Sant’Atto. Il tema dell’incontro, che seguirà l’assemblea annuale dei soci convocata per approvare il bilancio, ruota infatti intorno a “I Poli di innovazione e le prospettive dell’agroalimentare d’Abruzzo nella nuova programmazione comunitaria”.

Ad introdurre la tavola rotonda sarà William Di Carlo, presidente di Agire Scarl, il quale illustrerà lo stato delle iniziative e i risultati ottenuti in questi anni dal Polo di innovazione dell’agroalimentare abruzzese, «un consorzio – spiega Di Carlo - che conta attualmente 120 imprese e cresce costantemente con nuove adesioni rappresentando ormai oltre il 70% del comparto in Abruzzo. La programmazione delle risorse vincolerà la nostra regione per i prossimi anni, con ricadute importanti nel nostro settore, ed e quindi fondamentale che le scelte, come l’Unione Europea ci impone di fare, siano effettuate nella direzione di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. L’auspicio è che le risorse possano essere impiegate a largo raggio, quindi sia per operazioni di ristrutturazioni e riconversione sia per l’avvio di nuove start-up».

Seguirà l’intervento di Antonio Sorgi, direttore del Servizio Programmazione, Sviluppo e Attività Comunitarie della Regione Abruzzo che, in qualità di Autorità di Gestione del programma FESR 2007/2013 e del programma PAR FAS 2007/2013, tratterà ruolo e prospettive dei Poli di Innovazione nella nuova programmazione e strumenti (nello specifico il piano di sviluppo rurale) a disposizione per sostenere la crescita. «La prevista tematizzazione dei fondi aiuterà lo sviluppo economico – dichiara a tale proposito Sorgi - così come ricadute positive arriveranno dalla semplificazione delle procedure, dalla riduzione dei soggetti intermedi e dal rafforzamento delle competenze della cabina di regia regionale chiamata a coordinare i vari bandi. Per quanto riguarda in generale i Poli di innovazione, essi rappresentano in Abruzzo una best practice significativa e dunque saranno sostenuti con evidenti benefici in termini sia di governance dal basso, con la ricerca e l’innovazione che restano quindi in mano ai privati, sia di promozione di un unico territorio regionale e non più di tanti territori».

Concluderà la serie degli interventi Dino Mastrocola, prorettore vicario dell’Università degli Studi di Teramo, il quale parlerà delle prospettive dell’agroalimentare soprattutto in relazione alle innovazioni di prodotto e di processo. «Da tempo ormai – afferma Mastrocola - insistiamo sulla opportunità, anzi sulla necessità che ricerca e industria interagiscano anche attraverso specifici strumenti quali ad esempio i dottorati industriali, che rappresentano un vantaggio sia per il mondo della produzione sia per l’università. L’obiettivo generale resta quello di far diventare la ricerca di base sempre più competitiva e industriale ma, d’altro canto, per far questo occorre che le aziende assegnino un ruolo prioritario alla ricerca e all’innovazione. Il polo di innovazione, dove le due realtà convivono e operano insieme, rappresenta per questo motivo una opportunità strategica».