SERVIZIO IDRICO

Aca. Chieti, rischio stangata sulle bollette dell’acqua

L’opposizione: «La Giunta vuole l’Aca che ha tariffe più alte»

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Aca. Chieti, rischio stangata sulle bollette dell’acqua

Di Primio




CHIETI. «Le bollette dell’acqua aumenteranno a Chieti dal 30 all’90% se l’amministrazione comunale trasferirà all’Aca (azienda comprensoriale acquedottistica) le reti dell’acquedotto, la gestione delle fogne e la depurazione. Proprio un bel regalo per i cittadini…».

La denuncia di questo rischio-certezza per un salasso annunciato viene dai consiglieri di minoranza Luigi Febo, Alessandro Giardinelli, Alessandro Carbone, Alessio Di Iorio ed Enrico Iacobitti che ieri hanno illustrato con dati e cifre la bufera che si sta per abbattere sulle tasche dei contribuenti chietini. C’è infatti una delibera della Giunta Di Primio adottata il 25 giugno che prevede il passaggio delle reti all’Aca. «Non è proprio così come sostiene la Giunta, secondo la quale si deve applicare la normativa – spiega Luigi Febo - senza dire che questo non mi sembra il momento più opportuno per passare sotto l’Aca, investita da una bufera amministrativa e non solo che è sotto gli occhi di tutti. La legge invocata chiede certamente il passaggio delle reti, ma per realizzare efficienza, efficacia ed economicità della gestione. E questo non sembra proprio il caso».
 Infatti, secondo i dati forniti dai consiglieri di minoranza, le tariffe praticate dall’Aca sono quasi il doppio di quelle che si pagano oggi e a parità di consumi un singolo utente che consuma 180 metri cubi d’acqua – compresi gli oneri per la fognatura e la depurazione – paga a Chieti 181 euro e 339 a Montesilvano dove c’è l’Aca.
«Dov’è l’economicità? – chiede Febo – anche l’efficienza e l’efficacia sono parole vuote, se ricordo che quando l’Aca ha gestito l’acquedotto a Chieti non ha fatto un euro di investimenti».

 C’è infine un pasticcio normativo che secondo la minoranza potrebbe far saltare il tutto. Quando il commissario del servizio idrico Pierluigi Caputi ha chiesto il parere obbligatorio ad una struttura che si chiama Assi, questa non ha risposto e con il silenzio assenso la pratica è andata avanti.
«Sorpresa: sapete perché l’Assi non ha risposto? Perché ancora non esisteva – rivela Febo – ed allora siamo seri: il passaggio si può evitare e addirittura il Comune può rilanciare. Chiedere cioè di essere lui il gestore per Chieti ed il suo circondario, affidando il tutto a Teate servizi che già opera e a tariffe dimezzate. Sapete quale è la differenza di costi? Oggi a Chieti i cittadini pagano per tutta l’acqua circa 6-7 mln, domani con l’Aca sborseranno 13 mln per lo stesso servizio. Ma come gli è venuto in mente al sindaco Di Primio di fare questo bel regalo alla città….. Noi ci auguriamo che ritiri la delibera».

Sebastiano Calella

COLANTONIO: «AFFERMAZIONI FEBO NON CORRETTE»
«Le dichiarazioni del Consigliere Comunale, Luigi Febo, sono nell’insieme non corrette e totalmente inesatte», commenta l’assessore ai Lavori Pubblici, Mario Colantonio. «Il Comune di Chieti non ha predisposto alcun atto di cessione delle reti idriche all’Aca, bensì un atto di Consiglio di trasferimento del servizio idrico integrato all’Ersi».
Ad oggi, riferisce sempre Colantonio, il Comune di Chieti è tra i pochi, «se non l’unico», inadempiente agli obblighi previsti dal D.Lgs 152 /2006 e dalla Legge Regionale n.9/2011 che ha costituito l’Ersi.
«Il Comune di Chieti ha iniziato una lunga ed intensa corrispondenza con la Regione Abruzzo – Servizio Gestione delle Acque - per coordinare tale obbligo. L’adesione sarà attuata mediante dei passaggi obbligatori che comporteranno una tempistica non inferiore ai 6 mesi».
Infatti, spiega l’assessore, il Comune di Chieti dovrà, tra le altre cose, fornire cartografie delle reti idriche e fognarie e delle infrastrutture esistenti, specificare le opere e gli impianti che rimangono di proprietà dell’Ente locale che vengono affidate in concessione gratuita al gestore.
«Con l’adesione all’Ersi», continua Colantonio, «quest’ultimo assume i compiti di individuare il Gestore attraverso gare ad evidenza pubblica nonché attuare la tariffa unica regionale sotto il controllo da parte dell’AEEG (autorità per l’energia elettrica e del Gas) e i costituiti ASSI provinciali, pertanto sarà interesse dell’Amministrazione tutelare i cittadini di Chieti chiedendo per quanto possibile i mantenimenti delle tariffe adottate attualmente e rivalutate secondo le modalità Istat. Allo stato attuale e già da diversi anni, il Comune di Chieti non riceve alcun introito derivante dal pagamento delle bollettazioni idriche, interamente destinato al rimborso della fornitura da parte dell’ACA ed alla depurazione gestita dal Consorzio di Bonifica; inoltre, si riscontra una morosità che supera ormai il 20% di evasione e non pagamento delle bollette.
Colantonio sostiene che l’amministrazione Ricci abbia lasciato «solo una pesante eredità» e la giunta di centrodestra «ha dovuto ovviare a tale situazione emettendo, tramite la Teateservizi, le bollettazioni dell’acqua relative agli anni 2008 e 2009, non emesse dalla precedente Amministrazione, con conseguente mancato pagamento all’ACA della fornitura». L’assessore assicura che l’attuale amministrazione «ha assolto regolarmente i pagamenti per le forniture degli anni 2010-2011-2012 con restituzione all’ACA di circa 3 degli 8 milioni di euro di debiti accumulati dall’Amministrazione precedente».
Dal 2010 ad oggi, sono stati effettuati sulla rete idrica e fognaria cittadina interventi per oltre 2,4 milioni di euro.