SANITA'

Guardie mediche, Chiodi spiega i tagli decisi dalle Asl

«Nelle zone interne sarà potenziata l’assistenza nei Distretti»

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Gianni Chiodi

Gianni Chiodi


ABRUZZO. Una conferma delle anticipazioni fornite da PrimaDaNoi.it – e riprese da altri organi di stampa - arriva al termine di una due giorni infuocata per le reazioni al taglio di 17 Guardie mediche nelle 4 Asl abruzzesi, di cui 7 nell’Alto vastese.

Oggi, infatti, c’è stata una riunione alla Regione alla quale hanno partecipato lo stesso Chiodi, gli assessori Mauro Febbo e Luigi De Fanis, i consiglieri regionali Emilio Nasuti e Antonio Prospero nonché i vertici della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, il manager Francesco Zavattaro ed il direttore sanitario Pasquale Flacco.
E’ di nuovo emerso che la rimodulazione delle circoscrizioni di guardia medica è stata determinata dalle singole Asl regionali, per adeguarsi al rapporto medico/cittadini residenti che in Italia è di 1 a 5.000.
In Abruzzo, invece, per un accordo integrativo ed in considerazione delle particolari caratteristiche orografiche del territorio abruzzese, è stato stabilito un rapporto ottimale di 1 medico ogni 3500 abitanti, come PrimaDaNoi.it aveva anticipato.  
«Tra l’altro – ha spiegato Chiodi - è il caso di ricordare e sottolineare che sul taglio c’è stato il parere favorevole del Comitato ristretto dei sindaci (presidente il sindaco Luciano Lapenna e membri i sindaci di Casoli, Fossacesia) e dei responsabili delle aree distrettuali».
 Precedentemente, nell’Alto vastese il rapporto era di un medico per 883 residenti, mentre l’attuale rideterminazione è nettamente al di sotto dello standard ottimale regionale (1/3500) e ancor più di quello nazionale (1/5000). 


«Inoltre - ha precisato Chiodi - la media delle prestazioni quotidiane erogate dalle sedi di guardia medica esistenti in quell’area era addirittura pari a solo 3,6 prestazioni giornaliere. Da qui la necessità di riorganizzare i servizi e le prestazioni offerte puntando a rafforzare tutte le attività esistenti nelle aree distrettuali a garanzia proprio della continuità assistenziale, con prestazioni che potranno essere erogate non solo nelle ore notturne e nei festivi, ma anche nelle ore diurne».
 Per questo Chiodi ha assicurato il pieno supporto logistico-organizzativo della rete di emergenza-urgenza per fare sistema e tutelare al meglio il fabbisogno assistenziale soprattutto nelle arre interne e svantaggiate e si è impegnato a sollecitare i direttori generali delle Asl a fare in modo che questa nuova organizzazione divenga al più presto operativa nella aree distrettuali.
Sull’argomento “Guardie mediche” è intervenuto anche il sub commissario Giuseppe Zuccatelli che in un’intervista al Tg3 ha spiegato le ragioni tecniche del decreto 61 che ridisegna l’organizzazione della continuità assistenziale e che conferma come la riorganizzazione di questo servizio sia avvenuta con la partecipazione delle Asl e con l’applicazione «a maglie larghe» delle restrizioni previste a livello nazionale, proprio in considerazione della particolare orografia dell’Abruzzo.
s. c.