VOLO RADENTE

Abruzzo. 2,3 mln per l'idrovolante della discordia

«500 mila euro spesi per un solo volo e nessun imprenditore interessato allo sviluppo»

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Abruzzo. 2,3 mln per l'idrovolante della discordia




GIULIANOVA. «Un solo volo, costato 500 mila euro e nessuno sbocco per il futuro».
Lo riassume così il consigliere regionale Claudio Ruffini, il progetto “Adri-Seaplanes”, finanziato nell’ambito del programma comunitario di Cooperazione transfrontaliera “CBC IPA Adriatico” per un costo totale di 2 milioni 319 mila euro.

Il progetto avrebbe lo scopo di inaugurare una nuova forma di collegamento tra le due sponde dell'Adriatico (ovvero collegare l’Abruzzo e la Puglia con Croazia, Grecia e Albania) ma nelle ultime ore c’è una pioggia di polemiche.
Si tratterebbe di un progeto pilota che dunque dovrebbe poi trasformarsi nel progetto vero e proprio. Nel frattempo sono state fatte delle opereche rimarranno inutilizzate.
I primi a protestare sono stati gli esponenti del Movimento 5 Stelle di Teramo: «ci chiediamo come sia possibile investire così tanto denaro pubblico senza che neanche un cittadino possa averne tratto beneficio. Le ditte coinvolte risultano non avere alcun dipendente, quando non sono addirittura straniere. Con l'attuale crisi del lavoro si sarebbe potuta almeno offrire un'opportunità ai cittadini frustrati dalla crisi».
Ma dalla Provincia la replica è netta: «l' equazione “soldi sprecati mentre non si creano posti di lavoro” non è applicabile al progetto dell’idrovolante», ha detto l’assessore alle politiche comunitarie.
Intanto però il consigliere regionale Claudio Ruffini (Pd) ha presentato una interpellanza urgente al presidente Chiodi puntando l’attenzione proprio sui costi per la mezza giornata di volo inaugurale, costata 575 mila euro.
L'idrovolante a 9 posti era solo a noleggio per la modica cifra di 179.340 (per tutti i voli test) poi bisogna considerare che per l’avvio del Progetto sono state realizzate alcune infrastrutture nel porto di Giulianova: una piattaforma galleggiante, un sistema di radio e boe, un sistema di prenotazione dei voli on line (quest’ultimo costato 58.200 euro).
«Ci risulta», spiega Ruffini, «che non esiste nessun operatore interessato ad un tale servizio né tantomeno abbiamo una prospettiva occupazionale per gli operatori turistici locali».
Secondo Ruffini per essere attuabile e non restare una “cattedrale nel mare” il progetto ha bisogno del sostegno e dell’iniziativa di imprenditori privati che ad oggi non ci sono.
Ruffini ora vuole sapere se: il collegamento tra Giulianova e i porti di Pula (Croazia), Valona (Albania) e Corfù (Grecia) diventerà stabile e quando avrà inizio; che fine faranno le infrastrutture realizzate a Giulianova nell’ipotesi in cui il collegamento non fosse attivato a breve termine.

«OBIETTIVI RISPETTATI»
La provincia comunque insiste che «l’obiettivo di questi progetti è proprio quello di realizzare progetti pilota per mettere in collegamento – culturale, sociale, trasportistico – le due sponde dell’Adriatico. I voli test erano previsti dal progetto Europeo Adri Sea Planes ed erano uno degli obiettivi del programma comunitario. Il sistema online di web-booking – comprensivo di creazione portale e acquisto software, anche questo obiettivo del progetto - sarà messo a disposizione di eventuali operatori che dovessero intraprendere una linea di collegamento di idrovolanti». Ma qualcuno è realmente interessato?
Resta comunque a disposizione anche il pontile del porto di Giulianova che potrà essere utilizzato non solo dagli idrovolanti ma anche da imbarcazioni da diporto di lunghezza fino a 14 metri».
Anche così si spendono i soldi in periodo di crisi.