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Abruzzo. Anversa degli Abruzzi, «paradossi nei bilanci del Comune»

L’analisi del consigliere comunale di minoranza Tonio Di Cesare

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Abruzzo. Anversa degli Abruzzi, «paradossi nei bilanci del Comune»

Anversa degli Abruzzi




ANVERSA. Tonio Di Cesare, consigliere indipendente di minoranza del Comune di Anversa degli Abruzzi, ha analizzato il Bilancio Previsionale 2013 del Comune di Scanno (1985 abitanti) approvato dal Commissario straordinario Conti e l’ha confrontato con quello del suo Comune (387 abitanti), approvato nei giorni scorsi.
«Ebbene», analizza il consigliere di opposizione, «ad Anversa, le Entrate del Titolo IV (alienazioni, da trasferimenti di capitale e da riscossioni di crediti) sono circa dodici volte superiori a quelle di Scanno, così come le uscite del Titolo II (spese in conto capitale).
Dall’analisi delle serie storica delle entrate del Comune di Anversa, secondo Di Cesare, si vedrebbe «chiaramente la politica della sopravvalutazione delle Previsioni rispetto ai Consuntivi».
Inoltre le previsioni finali (assestamento generale) approvate nel mese di novembre dell’anno di competenza, a poche decine di giorni dalla scadenza, «9 volte su 14 sono addirittura superiori alle Previsioni iniziali approvate nella primavera dello stesso anno».
Stesso discorso, continua il consigliere, vale per le entrate del Titolo IV e le uscite del Titolo II del Bilancio Pluriennale 2013/2015: «gli importi sono iscritti al Bilancio. Il Quadro delle Risorse Disponibili del Programma Triennale delle OO. PP. 2013/2015 del Comune di Anversa con un totale di 19.884.441 euro è addirittura maggiore di quello di Pratola P. e simile a quello del Comune dell’Aquila con 20.050.000 euro.

«ASSURDI PARADOSSI»
Il consigliere parla di «assurdi paradossi», che si verificherebbero «da più di dieci anni nonostante gli emendamenti e i puntuali richiami al rispetto del D.Lgs. 267/2000. Non viene svolta alcuna valutazione generale sui mezzi finanziari», attacca ancora Di Cesare, «non vengono individuate le fonti di finanziamento e la loro attendibilità e non si tiene conto dell’andamento storico del Titolo IV delle Entrate accertate a consuntivo» che secondo l’analisi del consigliere si attesterebbe mediamente sui 785.144,74 «con trend in diminuzione».
Mentre i valori delle previsioni «sono doppi, tripli e quadrupli dell’importo massimo delle entrate accertate a consuntivo del TITOLO IV, pari a € 2.562.676,00 del lontano 2002. E’ chiaro che dai sogni di progetti ambiziosi programmati nel Bilancio Previsionale accompagnati dalla speranza di ottenere finanziamenti per realizzarli, puntualmente ci si risveglia bruscamente con il Rendiconto di Gestione (Consuntivo), per poi incolpare gli Enti finanziatori che non hanno provveduto ad accreditare le somme previste nei progetti inseriti a bilancio, invece di considerare che la crescente autonomia finanziaria dei Comuni porta inevitabilmente alla minore dipendenza degli stessi dai trasferimenti di risorse da parte di altri soggetti pubblici; inoltre gli Enti Finanziatori, da qualche anno a questa parte, hanno problemi più seri a cui pensare invece di finanziare le OO.PP. di un piccolo Comune fin troppo ambizioso».