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Incompatibilità Di Pangrazio, Pdl affila le armi: «stop ad un sindaco part time»

Anche Del Corvo contro il primo cittadino

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Incompatibilità Di Pangrazio, Pdl affila le armi: «stop ad un sindaco part time»

Di Pangrazio




AVEZZANO. Il sindaco Giovanni Di Pangrazio sotto il fuoco ‘nemico’ del Pdl.
Il duplice attacco arriva dalla Provincia: a muoversi contro il primo cittadino sono sia i componenti del gruppo consiliare che il presidente Antonio Del Corvo.
I primi hanno chiesto formalmente al segretario generale della Provincia la notifica della incompatibilità in cui
versa il sindaco di Avezzano quale dirigente-capo dipartimento della Provincia.
Sul caso era intervenuto per primo nei giorni scorsi il sindaco di Celano Filippo Piccone, anche lui coinvolto in un caso di incompatibilità in quanto ricopre contemporaneamente la carica di primo cittadino e deputato della Repubblica.
Piccone ha già scritto una lettera al prefetto domandando come può il primo cittadino «che è Capo della polizia municipale e dirigente capo della polizia provinciale, ipotizzare controlli, ad esempio ambientali, diretti sull'ente che guida. Inoltre, il Capo dell' Organismo indipendente di valutazione OIV in Provincia è lo stesso dottor Piero Carducci che, da una parte valuta il sindaco nella sua funzione di "dirigente" e dall'altra, con incarico remunerato al Comune di Avezzano, è pagato per seguire la realizzazione del programma di mandato del sindaco».
Ora tutto il Pdl provinciale va all’attacco: «non è possibile», dicono, «che, una città grande come Avezzano ed un Ente importante come la provincia debba continuare ad avere un servizio a metà. Chiediamo anche al Prefetto dell'Aquila, Francesco Alecci, un suo intervento risolutivo su questa vicenda considerati purtroppo, anche
'l'incertezza' della semplice notifica da parte degli uffici della Provincia. Siamo certi che la città di Avezzano potrà senz'altro beneficiare di un sindaco a tempo pieno che sottragga meno tempo alle tante problematiche della
città».


DEL CORVO: «POLITICI CONFONDONO IL COMUNE CON IL TRIBUNALE»
Il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, se la prende invece per una delibera di Di Pangrazio che afferma che il decreto 43/2010, con cui sono state classificate le strade fucensi (alcune provinciali, altre comunali) è da «ritenersi inesistente ed in subordine viziato per nullità o illegittimità».
Questo, spiega Del Corvo, «per poter affermare, subito dopo, la propria incompetenza a dover spendere qualche soldino per evitare la morte dei propri cittadini».
La storia parte da molto lontano: era il 1852 quando il principe Torlonia riuscì ad ottenere - con Regio Decreto Borbonico - la concessione per il restauro del canale claudiano al fine di prosciugare e rendere coltivabile il lago del fucino. A seguito del prosciugamento, “il principe” realizzò ben 272 chilometri di strade, all’epoca private e tali fino agli anni ’50.
«Questi 272 chilometri di strade dal 1876 al 2010 non sono mai stati classificati, - ricorda Del Corvo - gli archivi del Tribunale di Avezzano e del TAR L’Aquila sono pieni di fascicoli relativi ai contenziosi tra comuni marsicani, ARSSA e Consorzio di Bonifica, con milioni di euro spesi, soldi dei contribuenti per pagare le spese legali».
Nel 2010, a seguito di sentenza del TAR L’Aquila che individuava nella persona del presidente della Provincia il soggetto competente a classificare le strade, Del Corvo ha sottoscritto il Decreto Presidenziale 43/2010 con cui sono state classificate le strade fucensi: alcune provinciali, altre comunali.
«A tutti è ben noto quanto queste strade siano macchiate di sangue», sottolinea il presidente della provincia, « da ultimo vale ricordare la recente raccolta di oltre 15.000 firme da parte dei comitati dei parenti delle vittime, comitati nati in questi decenni. Invito l’intera giunta comunale ad utilizzare le risorse stanziate per le feste di piazza dell’estate avezzanese alla messa in sicurezza di un pezzettino di strade fucensi. I cittadini e l’economia marsicana saranno grati».