AMBIENTE

Inquinamento fiumi: Wwf:«fallimento totale di una intera classe dirigente»

Allertata ancora la magistratura e L’Unione europea

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Inquinamento fiumi: Wwf:«fallimento totale di una intera classe dirigente»



ABRUZZO. I risultati dello stato di salute dei fiumi abruzzesi sono impietosi. Mentre l’europa fissa per il prossimo anno parametri e obiettivi da raggiungere la nostra regione si permette addirittura di arretrare rispetto a quell’obiettivo.

Troppi fiumi sono ancora ammorbati da scoli selvaggi e diretti, molti depuratori lavorano ancora male ed i controlli non sono evidentemente suffcienti. Altro capitolo sconcertante riguarda la gestione politica del sistema idrografico locale.
Luciano Di Tizio, presidente del Wwf Abruzzo riassume il tutto in un concetto semplice: «la situazione evidenziata dai dati Arta  segna il fallimento di un'intera classe dirigente, sia a livello delle strutture regionali sia per quanto riguarda le aziende chiamate a gestire il Servizio Idrico Integrato, che comprende la depurazione».
I risultati pessimi dunque sono la prova di una incompetenza “alta”. I problema per il Wwf è che la stessa regione abbia investito quasi nulla rispetto alle previsioni dei relativi Piani d'Ambito e nello stesso tempo hanno accumulato debiti per centinaia di milioni di euro. 


«Lo stato pietoso di molti fiumi nelle aree a maggior valore turistico della Regione (Parco d'Abruzzo, costa teramana e chietina)», dice Di Tizio, «è potenzialmente foriero di un gravissimo impatto sull'economia regionale. Tra gli altri, il Commissario dell'ATO Caputi, che è anche storico dirigente regionale responsabile proprio del settore acque, e il Commissario per l'emergenza dell'Aterno-Pescara Goio ad oggi non paiono poter vantare risultati gestionali positivi. È sorprendente che in tale contesto, la Giunta Regionale nel 2010 abbia varato, tra le fortissime contestazioni dei soli ambientalisti e di pochi comuni - Fossacesia e Farindola - e sostanzialmente senza un dibattito nella società abruzzese e nel Consiglio regionale, un Piano di Tutela delle Acque dai contenuti del tutto inaccettabili sia per le norme palesemente dilatorie per il raggiungimento della stato di qualità “buono”, per molti fiumi rimandate al 2027, sia per quelle vantaggiose per i grandi concessionari dell'idroelettrico a scapito degli interessi dell'ambiente e del comparto turistico. Tale Piano ha visto incredibilmente il passaggio favorevole per la Valutazione di Incidenza Ambientale in Comitato CCR-V.I.A. nonostante la chiara insufficienza delle norme ivi previste per la tutela dei corsi d'acqua a maggiore importanza naturalistica della Regione. Clamoroso è il comportamento degli uffici del Genio Civile e dell'Autorità di Bacino che continuano ad istruire, anche con pareri positivi, procedure amministrative per la concessione di nuove derivazioni e captazioni, anche su fiumi ormai ridotti praticamente al collasso. Infine, appare desolante il comportamento di molti comuni preposti alla pianificazione urbanistica che continuano ad ignorare l'effetto dirompente della diffusione capillare di insediamenti abitati e aree artigianali/industriali sull'effettiva capacità di erogare i servizi di base come la depurazione. Per queste ragioni riteniamo ormai necessario rinnovare alla radice la classe dirigente regionale e delle strutture connesse alla gestione delle acque».


L’ombra di interessi economici che possano essi stessi inquinare la gestione dell’ambiente è un fatto che nessuno fuga.  
 Augusto De Sanctis, referente acque del Wwf Abruzzo spiega invece che molti dei problemi di oggi affondano le radici nella pessima gestione dei depuratori.
«Per cambiare rotta è necessario procedere immediatamente alla radicale revisione ed approvazione in Consiglio Regionale del Piano di Tutela, recependo le osservazioni delle Associazioni ambientaliste sul Deflusso Minimo Vitale, hydropeaking, concessioni, ecc.. Bisogna attuare una verifica delle concessioni già esistenti al fine di migliorare la situazione dei tratti fluviali compromessi assicurando un maggiore rilascio assicurando una adeguata tutela delle aree Natura2000 attraverso misure specifiche da inserire nei redigenti Piani di Gestione di SIC e ZPS. Serve adottare una norma di salvaguardia specifica per bloccare lo diffusione di edifici nelle aree agricole e fermare lo sprawl urbano, vietando l'installazione di strutture produttive in aree artigianali/industriali non servite da adeguati servizi di depurazione (impianti dedicati). Riteniamo opportuno integrare il Comitato CCR-VIA e la struttura che redige le istruttorie con personale di chiara fama internazionale per quanto riguarda l'impegno per la tutela delle acque».


In considerazione della gravissima situazione riscontrata il WWF ha deciso di chiedere un intervento alla Commissione Europea affinché persegua l'Italia per la situazione dei fiumi abruzzesi e la mancanza di un'adeguata gestione della depurazione nonché di una corretta gestione delle procedure connesse al rilascio delle concessioni di derivazione delle acque. Inoltre, dopo aver inviato già un esposto sulla situazione economica-finanziaria delle aziende di gestione delle acque a tutte le procure, verrà inviato alla magistratura un esposto specifico allegando il presente dossier affinché si valutino le eventuali responsabilità delle diverse situazioni specifiche.