BILANCIO

Comune Pescara, passa il bilancio consuntivo

L’Udc appoggia la maggioranza nonostante i dubbi alla vigilia del voto

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L'assessore Filippello

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PESCARA. Via libera del consiglio comunale di Pescara al Bilancio consuntivo.
Il documento, presentato nei giorni scorsi , è stato approvato con 25 voti a favore e 6 contrari. «A questo punto possiamo lavorare sul bilancio di previsione», ha detto l'assessore alle Finanze Massimo Filippello spiegando che il 2012 è stato «sicuramente l'anno finanziariamente più difficile non solo per il Comune di Pescara, ma per tutte le pubbliche amministrazioni, a causa dell'introduzione dell'Imu, ma anche per il taglio dei trasferimenti da parte dello Stato e per l'inserimento di Pescara tra gli Enti di sperimentazione dei nuovi bilanci, che ci ha imposto l'applicazione di un nuovo software. Ciononostante siamo in grado di chiudere il Conto consuntivo con un avanzo di amministrazione pari a 7milioni di euro, anche se si tratta di fondi vincolati, ossia già destinati e quindi intoccabili per l'Ente».
E ieri, ancora una volta, dopo i soliti dubbi di non appoggiare la maggioranza, l’Udc ha votato invece compatta il
bilancio consuntivo presentato dalla Giunta Mascia.
«Dogali attraverso i mass media aveva detto che probabilmente non a avrebbe appoggiato la maggioranza e votato il bilancio», commenta il consigliere comunale di Fli, Massimiliano Pignoli, «qualcuno si aspettava così un sussulto di dignità da parte dei consiglieri dell’Unione di Centro, e invece ancora una volta dopo promesse, minacce di votare contro e quanto altro, ieri in Consiglio l’Udc è tornata a rispondere presente alla maggioranza e a mantenere in vita e allungare l’agonia politica di questa Amministrazione. Ci saremmo augurati», continua Pignoli, «ma se lo sarebbero augurati soprattutto i pescaresi, che fosse stata messa oggi la parola fine a questa Amministrazione, ma così non è stato per i soliti interessi di poltrona che l’Udc ha dimostrato di avere come non mai a cuore. Sono queste le cose che allontanano sempre di più i cittadini dalla politica e dalle istituzioni che a loro volta continuano a pensare agli interessi di bottega, anziché al bene comune come dovrebbe invece essere. E così a rimetterci sono i pescaresi, e questa città che continua rimanere immobile, e con tutti i suoi problemi
irrisolti».