TRASPORTI PUBBLICI

Ferrovie, allarme Moretti: «rischi liquidità senza soldi regioni»

Crediti per 1 miliardo , se non pagano ci saranno tagli ai servizio

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1566

Ferrovie,  allarme Moretti: «rischi liquidità senza soldi regioni»



 
ROMA. Se le Regioni non pagano i debiti che hanno con le Ferrovie dello Stato, il gruppo rischia di entrare in crisi di liquidità e i passeggeri potrebbero vedersi ridurre il servizio. A lanciare l'allarme è l'amministratore delegato di Fs Mauro Moretti, che torna sull'annosa questione dei crediti scaduti vantati nei confronti delle Regioni, avvertendo che la cifra è salita ad un miliardo di euro e che per le Ferrovie «non è più possibile continuare a dare un servizio ricevendo pagamenti a piangere».
«Abbiamo una situazione di difficoltà nella liquidità, non siamo ancora in crisi, stiamo gestendo la situazione, ma non possiamo proseguire in uno scivolamento in cui facciamo un servizio e non veniamo pagati», ha detto Moretti, ricordando che il Gruppo ha in corso investimenti in nuovi treni regionali per 2,5 miliardi di euro, tutti in autofinanziamento, e deve continuare a pagare fornitori e lavoratori.
«Se non verranno pagati i crediti - ha avvertito - saremo costretti a ridimensionare il servizio, ma anche a scelte più incisive».
 Auspicando che il problema «venga affrontato in maniera energica», Moretti si è comunque detto «fiducioso» che le Regioni «possano dare risposte importanti».
Anche alla luce del recente cambio di governo in alcune di esse, come ad esempio nel Lazio - ha ricordato - che ha 200 milioni di debiti. Guardando alla politica nazionale, invece, il numero uno delle Ferrovie auspica «un Governo rapido», che dia risposte ai problemi del trasporto, soprattutto sulle questioni del merci e dei pendolari.
I programmi dei vari partiti «sono tutti molto generosi nei confronti del trasporto pubblico locale», ma poi é necessario che si passi a politiche concrete, ha chiesto Moretti. L'occasione è stata la presentazione della venticinquesima edizione del Treno Verde, la campagna di Legambiente e Fs per accendere i riflettori sull'inquinamento delle maggiori città e promuovere il potenziamento del trasporto pubblico.
«Il Treno verde deve diventare una specie di indice del gap negativo delle politiche dei trasporti in Italia», ha proposto Moretti, avvertendo che il nostro Paese rischia di non raggiungere gli obiettivi europei perché «in campo trasportistico stiamo andando in senso opposto».
 Tra le maggiori criticità, l'ad di Fs ha indicato il sistema di incentivi, che dovrebbe favorire il treno sulle grandi distanze, disincentivando i camion; e il fatto che non si investa nel servizio pubblico delle grandi città, dove c'é una «situazione drammatica», con aziende in gran parte in difficolta è risorse pubbliche decrescenti.
E mentre in ambito urbano l'auto, secondo uno studio di Legambiente, si conferma il mezzo privilegiato per gli spostamenti e 7 città, a fine febbraio risultano già oltre i limiti di Pm10, il treno produce effetti positivi sull'ambiente: l'aumento dei viaggiatori sulle Frecce di Trenitalia - ha evidenziato Fs - ha permesso nel 2012 di risparmiare l'emissione nell'atmosfera di 60 mila tonnellate di anidride carbonica.