COSTI DELLA POLITICA

Due sedi per la Regione. Chiodi: «anomalia». Ma il Pdl si spacca

Sospiri: «la sede di Pescara non si tocca»

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Lorenzo Sospiri

Lorenzo Sospiri

ABRUZZO. Nello statuto della Regione Abruzzo sono previste due sedi, una nel capoluogo di regione e l’altra a Pescara.

Con due sedi i costi di gestione raddoppiano, è evidente. «E’ un'anomalia che va tolta, ma non ci si riesce», ha detto ieri il governatore Gianni Chiodi, nel corso di un intervento a Sky Tg 24 Economia dopo la riunione della Conferenza delle Regioni che ha varato una serie di proposte di tagli ai costi della politica.
Parlando della doppia sede, «soluzione di compromesso stabilita dopo le rivolte di quarant'anni fa» a Pescara e a L'Aquila, il governatore l'ha definita «un effetto degli anni '70, quando ci furono i moti popolari, con barricate e macchine incendiate».
«Non è solo un atto legislativo, ma è un problema di razionalizzare gli spazi, non è che i dipendenti che sono a Pescara non debbano essere collocati a L'Aquila».
Si riaccende così una delle polemiche più antiche della regione e proprio dal Pdl parte l’attacco più duro: «la sede della Regione Abruzzo a Pescara non si tocca», dice il consigliere comunale e regionale Lorenzo Sospiri, «e soprattutto non ritengo sia assolutamente messa in discussione».
Il problema dei costi sostenuti oggi dall’Ente per la doppia sede dipende non dalla duplice localizzazione, sostiene Sospiri, ma dalla questione dei fitti, «una tematica che ci vede impegnati nell’ottimizzazione e valorizzazione dei nostri uffici con la dismissione di tutte quelle locazioni che rappresentano solo una spesa, al fine di giungere a una sede unica».

L’esponente del Pdl si dice inoltre certo che Chiodi «si sia espresso male o che sia stato mal interpretato» perché la sede di Pescara «non si tocca e non è mai stata messa in discussione».
Sospiri sottolinea che non ci sono problemi di aggravio di spese: «i dipendenti regionali non beneficiano di alcun rimborso per le proprie trasferte».
Il costo a Pescara è oggi rappresentato dall’attuale localizzazione sparpagliata sul territorio, tra viale Bovio, via Raffaello, piazza Unione e via Passolanciano, una distribuzione che costringe l’ente a sborsare più di un milione di euro l’anno in locazioni.
«Il nostro problema, dunque», insiste Sospiri, «non è la doppia sede istituzionale, ma la sua cattiva distribuzione, dunque è nostro compito non certo cancellare gli uffici di Pescara, ma piuttosto accelerare il processo di dismissione e razionalizzazione dei costi sostenuti. La scelta della doppia sede, quella de L’Aquila e quella di Pescara, ha un significato istituzionale che, proprio nel periodo di riordino delle Province, andrebbe esaltato, anziché mortificato, ossia quello di unire il mare e la montagna, garantendo servizi su entrambi i fronti. Ma è evidente che la sede di Pescara non è mai stata considerata un ‘problema’ dalla Regione Abruzzo, né mai lo sarà».