IL CASO

Aeroclub, senatore Giuseppe Leoni si auto rinnova il mandato

«Sprecò soldi pubblici per affari personali»

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Aeroclub, senatore Giuseppe Leoni si auto rinnova il mandato
ITALIA. Il senatore Giuseppe Leoni ha firmato l’emendamento alla spending review che riconferma il senatore Giuseppe Leoni come commissario dell’Aero Club d’Italia.

Un’omonimia? Niente affatto, si tratta della stessa persona. Giuseppe Leoni, oggi senatore e primo deputato della Lega Nord, ha infatti presentato un emendamento approvato dalla commissione Bilancio del Senato che allunga fino ad un anno il suo incarico di commissario straordinario dell’Aero Club d’Italia.
E così, tra i grandi ragionamenti sui tagli, Irpef, università, misure per far quadrare i conti si è affacciata sul tavolo della spending review anche una faccenda personale.
La proroga è fissata «per un periodo non superiore ad un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge», si legge nell’emendamento.
Ed è polemica. Fa discutere l’inserimento di questo emendamento in un disegno di legge taglia spese (la spending review appunto). Fanno discutere ancora di più i trascorsi del senatore alla guida dell’Ente. Anni in cui, si legge in un’inchiesta de La Repubblica, «Leoni ha attinto alle casse dell’ente 15mila 700 euro per pagarsi alcune spese legali, ha intitolato 18 aerei pubblici agli amici della Lega nord, da Bossi a Calderoli, a se stesso e all'ex ministro Tremonti; ha regalato con i soldi dell’ente un prezioso orologio a un attore che non ricorda di averlo mai ricevuto».
Proprio per la sua gestione ritenuta personalistica è stato denunciato ai magistrati contabili ed è stato bacchettato dal Consiglio di Stato visti i suoi tentativi di cambiare lo statuto dell’ente. Già anni addietro nel 1993 Leoni ricevette un avviso di garanzia per la vicenda di un finanziamento illecito in cui sarebbe stato coinvolto in quanto responsabile editoriale di una radio locale. Il reato è stato poi prescritto.

«EMENDAMENTO VERGOGNA»
Ma veniamo al recente successo del senatore Leoni: l’emendamento. Ecco cosa dice l’articolo 26 bis:  «il commissario straordinario dell'Aero Club d'Italia adegua lo statuto ai principi in materia sportiva previsti dal decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, come modificato dal decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 15, nonché ai principi desumibili dallo Statuto del Coni e dalle determinazioni assunte dal Coni medesimo. Per il raggiungimento di tali obiettivi l'incarico di commissario straordinario è prorogato, con poteri di amministrazione ordinaria e straordinaria, sino alla data di insediamento degli organi ordinari dell'Ente e, comunque, per un periodo non superiore ad un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge». Enzo Raisi di Futuro e Libertà grida allo scandalo ed alla vergogna sostenendo che, in quanto parlamentare, Leoni sarebbe incompatibile con la carica di numero uno di un ente controllato dal ministero dei Trasporti.

«SI RITIRI SUBITO QUESTO SPRECO»
Anche le federazioni sportive aeronautiche hanno espresso in un comunicato congiunto la loro più profonda indignazione e rammarico sulla notizia.
Le federazioni hanno ricordato che il senatore Leoni, «già da oltre un anno e mezzo commissario straordinario dell'Ente, si è segnalato per essere stato incapace di assolvere il mandato conferitogli, per aver sprecato denaro pubblico nella gestione dell'ente, per aver compiuto atti che integrano l'abuso di potere, per aver distratto denaro pubblico compiendo azioni che sono state denunciate per peculato e truffa ai danni dello Stato».
«Anziché assolvere in fretta al proprio mandato e permettere l'insediamento del consiglio di amministrazione dell'Ente», hanno detto le federazioni, «che svolge gratuitamente le sue funzioni, viene reiterata per un ulteriore anno una carica che comporta compensi al senatore Leoni così come previsto nel D.M. 17/12/2010 a firma del Ministro Matteoli».
Le federazioni aeronautiche chiedono quindi che l'emendamento venga immediatamente ritirato e che il Governo intervenga, che venga nominato un commissario «individuato in persona capace di svolgere il chiaro e semplice mandato, infruttuosamente ad oggi affidato al senatore Leoni».

«MESSALIZZATO, “PADANIZZATO”, “OMOFOBIZZATO”»
Chi è il senatore padano Giuseppe Leoni? Ecco un breve ritratto dell’uomo e del politico.
Un veterano della Lega Nord innanzitutto. Insieme ad Umberto Bossi è il più antico parlamentare della Lega: entrò alla Camera nel 1987. Dopo le elezioni politiche del 1992 Leoni passò al Senato: in questo periodo fu presidente della Consulta cattolica della Lega Nord. Nel 1994 fu rieletto alla Camera nel collegio uninominale di Gallarate, appoggiato dal Polo delle Libertà. E ancora: alle elezioni politiche del 2001 si ripresentò nel collegio senatoriale di Varese per la lista Va' pensiero Padania con il risultato (3,9%). Appassionato di volo sportivo, titolare della licenza di pilota privato, dal 2002 è presidente dell'Aero Club d'Italia
Leoni in un’ intervista rilasciata a www.varesenews .it si definisce un messalizzato. Uno di quei religiosi ferventi che non rinunciano alla messa domenicale, né ai sacramenti. Uno di quei che ha molti amici extracomunitari, dice, «come gli africani del Congo dove ogni anno fa volontariato e sono ben amato dagli extracomunitari del Congo e gli svizzeri (anche loro extracomunitari)».
E’ lo stesso che definisce gli omosessuali «semplicemente malati». E che se avesse un figlio gay «farebbe di tutto per curarlo perché malato».