SPETTACOLO E POLITICA

Tagli. Musicisti e attori protestano in Regione: «fanno morire la cultura»

Domani a Palazzo dell’emiciclo ‘La sinfonia degli addii’

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Tagli. Musicisti e attori protestano in Regione: «fanno morire la cultura»
ABRUZZO. I lavoratori dello spettacolo protestano per il presunto disinteresse dimostrato dalla Regione Abruzzo che non conferma il rifinanziamento per la cultura

I lavoratori dello Spettacolo protestano nell’unico modo che conoscono, mettendo in scena una performance artistica, «nel rispetto del proprio lavoro e nell’interesse della comunità e invitano tutti gli abbonati, le cittadine e i cittadini a sostenere, con la propria presenza, una lotta che riguarda tutti».
L’intenzione è quella di richiamare l’attenzione su un argomento tanto importante quanto trascurato: il mancato rifinanziamento dei fondi per la cultura. Domani mattina, martedì 31 luglio, alle ore 11.00 di fronte a Palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio della Regione Abruzzo, andrà in “scena” la Sinfonia degli addii di Haydn, pezzo musicale quanto mai adatto a salutare quelle che sono ormai le cattedrali nel deserto, i contenitori che sullo stesso territorio aquilano stanno costruendo ma che non saranno popolate da lavoratori, dipendenti, artisti e musicisti.
«Gli amministratori non prestano attenzione ai settori che più hanno bisogno di essere considerati per la ricostruzione dell’Aquila e di tutto l’Abruzzo», denunciano i lavoratori dello spettacolo.

«Nei fatti oggi, in questa nostra Regione, già molto dissestata socialmente ed economicamente, si è consumata la scelta, da parte del Governo regionale, di abbandonare a se stesse le istituzioni culturali Abruzzesi».
Durante la performance, per ogni nota suonata un lavoratore dello spettacolo lascerà al proprio posto una candela accesa, a simboleggiare la cultura che si sta spegnendo pian piano a discapito di tagli verticali «che cancellano anni di politica culturale regionale, senza considerazione alcuna per quelle imprese che hanno fatto la storia dello spettacolo dal vivo nel territorio abruzzese», dicono i promotori dell’iniziativa.
«Occorre un serio investimento invece di continuare a trascurare e abbandonare il sistema delle imprese e degli enti culturali della regione. Una filiera produttiva che occupa circa 1200 persone e metteva (il tempo passato è d’obbligo) in gioco milioni di euro. Tra molti lavoratori del settore domina lo strumento dell’emergenza, la cassa integrazione. Senza la ricerca di una soluzione si disperderanno anche molte specifiche professionalità».