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Accorpamento Province, Di Primio difende Chieti: «saremo noi il capoluogo»

L’idea è quella di mantenere tre enti e cancellare solo Teramo

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Accorpamento Province, Di Primio difende Chieti: «saremo noi il capoluogo»
CHIETI. Da Roma l’indicazione è chiara: sarà capoluogo di Provincia la città con il maggior numero di abitanti.

Dunque Pescara, che vedrà soppressa la propria amministrazione provinciale per accorparsi a quella di Chieti (e forse anche Teramo), nei giorni scorsi ha potuto tirare comunque un sospiro di sollievo. Lo status di capoluogo è salvo. E non è poco.
La parola fine arriverà solo a fine estate. Nei prossimi giorni il Consiglio delle autonomie locali dovrà deliberare un piano di riduzioni e accorpamenti per poi inviare tutto al Governo che acquisirà il parere ed emetterà la sentenza.
Ma il sindaco Di Primio, nonostante le indicazioni apparse sulla Gazzetta Ufficiale siano chiare, non ha alcuna intenzione di arrendersi.
Oltre alla sopravvivenza della Provincia di Chieti (grazie alla corrispondenza dei parametri dettati dal decreto governativo) si vuole tenere stretto anche il capoluogo.
Dal momento che la lotta con Pescara sembra impossibile da vincere (proprio per quanto stabilito nel decreto del Consiglio dei Ministri) propone di tenere in piedi tre Province e non le sole due indicate dal Governo. Insomma: Teramo può morire, le altre devono sopravvivere.
Ed è ben determinato. Il primo cittadino dice di essersi consultato sull’argomento con i senatori della Repubblica Fabrizio Di Stefano (Pdl), Giovanni Legnini (Pd) e Alfonso Mascitelli (Idv), convinto che sia necessaria «un’attenta riflessione intorno al tema del riordino delle province, ritengo che, analizzate le peculiarità del territorio abruzzese, nonché la storia della nostra regione».
«Tutti noi dovremmo lavorare, e io lo farò, ad ogni livello, sia istituzionale, che d'opinione pubblica», assicura, «affinché l'Abruzzo possa avere tre Province».
Per quel che riguarda Chieti, Di Primio sostiene che dovrebbe conservare la propria autonomia e identità di provincia capoluogo, «magari ampliando la sua stessa provincia con i comuni del pescarese, se si troverà un accordo in tal senso, già ricadenti nella arcidiocesi di Chieti-Vasto».
Una al momento la certezza dell’amministratore teatino: «la provincia di Chieti può continuare ad esistere anche da sola». E le altre?