Fira: è mistero sulla ditta che ha eseguito i lavori nella nuova sede

Per Miccucci incombono obblighi di riservatezza

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Fira: è mistero sulla ditta che ha eseguito i lavori nella nuova sede
ABRUZZO. Li avevamo lasciati così: il presidente Fira, Rocco Micucci ha detto no ai consiglieri Maurizio Acerbo (Prc) e Cesare D’Alessandro (Idv). Un no alla richiesta di accesso alle carte sull’appalto dei lavori di ristrutturazione della nuova sede Fira in via Ferrari a Pescara. Tutto perché la Fira «non è un ente pubblico quindi controllabile dalla Regione ma una struttura privata, dunque blindata». Questo è il Micucci pensiero.

Oggi li ritroviamo sempre così: Acerbo e D’Alessandro hanno interpellano Chiodi e Micucci ha rassicurato: «le ditte sono state scelte in base a criteri di trasparenza ed economicità» Traduzione: state tranquilli e fidatevi.
Ci si può fidare di uno, pensano i consiglieri, «che, nominato a capo di un ente finanziato con soldi pubblici, dovrebbe garantire un adeguato controllo e invece rifiuta l’accesso agli atti?».
Micucci l’11 giugno in una lettera indirizzata alla Regione ha dichiarato in sostanza che sull’affidamento dei lavori di ristrutturazione della nuova sede incombono obblighi di riservatezza che al massimo consentono di dire che «sono stati acquisiti tre preventivi da parte di altrettanti fornitori al fine di individuare le ditte più consone dal punto di vista qualitativo, di economicità ed affidabilità e rispetto della tempistica».
Il consigliere dell’Idv, invece, ha chiesto i dettagli: «quale è l’importo complessivo dei lavori per la ristrutturazione, attraverso quali modalità e procedure si è giunti alla scelta delle offerte, qual è la ragione sociale delle ditte che vi hanno partecipato ed a quale titolo,e la ragione sociale delle ditte escluse, le offerte presentate, i motivi dell’esclusione, la ragione sociale delle ditte eventualmente subappaltatrici, gli avvisi, gli inviti a partecipare?». Insomma dove sono i documenti che servono a fare chiarezza?.

D’Alessandro e Acerbo hanno chiesto a Chiodi anche di più. Di sapere cioè se la gestione delle leggi e misure regionali (provvidenze regionali per promuovere il recupero dei centri storici, interventi a sostegno del settore turismo, contributi per acquisto, recupero e costruzione della prima casa) siano state affidate alla Fira solo dopo una regolare gara d’appalto e quindi in regime di libera concorrenza come affermato dal signor Micucci e se la Fira spa non usufruisca, né abbia mai usufruito a qualsiasi titolo di finanziamenti pubblici o altri ausili pubblici.
Poi la domanda finale dei due: «Chiodi ritiene ancora possibile in coerenza con le finalità dell’interesse pubblico sostenere la partecipazione maggioritaria della Regione Abruzzo in una società che sfuggirebbe nei fatti a qualsiasi controllo considerato che a garantire l’adeguato controllo dovrebbe essere il signor Micucci?».
La risposta deve ancora arrivare.