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Tagli Province Di Giuseppantonio insiste: «riaprire le scuole sarà impossibile»

Lunedì incontro a L’Aquila

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Tagli Province Di Giuseppantonio insiste: «riaprire le scuole sarà impossibile»
ABRUZZO. La questione è di quelle spinose.

L’accorpamento delle Province e la loro soppressione sono ormai ad un punto di svolta. Per questo il presidente della Regione, Gianni Chiodi, si è fatto promotore di un incontro che si terrà lunedì 6 agosto a L'Aquila (ore 10.30 sala Celestino V di palazzo Silone) ed al quale ha invitato a partecipare i sindaci dei quattro capoluoghi di Provincia, i presidenti delle amministrazioni provinciali, il presidente del Consiglio regionale, ed i parlamentari abruzzesi per affrontare insieme ed in maniera organica la delicata questione dell'accorpamento delle Province.
Intanto da Chieti il presidente Di Giuseppantonio insiste sui problemi per le scuole: «dal 2005 a oggi lo Stato non ha finanziato gli interventi per la sicurezza mentre le Province. Il Governo deve ridurre i tagli della spending rewiew per consentire in Abruzzo la riapertura delle scuole a settembre».
Dal 2005 ad oggi, secondo i calcoli di Di Giuseppantonio, ogni Provincia abruzzese ha riservato ogni anno nei propri bilanci 1,5 miliardi di euro ad interventi per gli istituti superiori.

La Legge 23/96 ha assegnato alle amministrazioni locali in questione funzioni di manutenzione ordinaria e straordinaria delle scuole, di messa in sicurezza degli edifici e di messa a norma degli impianti, di costruzione di nuove scuole ma anche l’onere per le spese delle utenze telefoniche ed elettriche, dell’acqua, del gas e del riscaldamento, per l’acquisto di banchi, sedie, aule multimediali e laboratori.
«E purtroppo i tagli ai consumi intermedi decisi dal Governo colpiscono proprio queste voci», sottolinea Di Giuseppantonio. «E’ di tutta evidenza che se le Province non possono pagare le bollette o acquistare strumenti essenziali come i banchi, le lavagne e le attrezzature per i laboratori, riaprire una scuola sarà praticamente impossibile. Ci chiediamo anche – sottolinea il presidente Di Giuseppantonio – che fine abbiano fatto i fondi della delibera Cipe che nel 2009 stanziava 758 milioni di euro per la sicurezza perché a tutt’oggi le Province non hanno riscosso nemmeno un centesimo».
Tutto ciò mentre le Province hanno continuato ad investire, oltre 3,1 miliardi di euro, per costruire nuove scuole, per interventi di messa in sicurezza e messa a norma degli impianti e per garantire l’efficientamento energetico degli edifici. Ma cosa potrebbe accadere qualora gli edifici in carico alle Province venissero trasferiti ai Comuni? «Si determinerebbe un insostenibile appesantimento dei bilanci comunali con inevitabili ripercussioni sulla loro tenuta», replica Di Giuseppantonio, «mentre le Province hanno già programmato e previsto tali oneri nei propri equilibri tendenziali di bilancio inserendoli nei programmi pluriennali di intervento a favore dell’edilizia scolastica. Le funzioni sull’istruzione e l’edilizia sono fondamentali e l’integrazione garantita dalle Province è indispensabile. Di questo il Governo si dovrà convincere. A questa situazione – conclude il Presidente Di Giuseppantonio - si devono aggiungere gli irrisori trasferimenti da parte della Regione, al di sotto del 50% di quanto dovrebbe erogare, che creano difficoltà a servizi importanti come il trasporto dei disabili che frequentano le Scuole Superiori e l’assistenza specialistica».