Tagli Province, Di Primio: «stop a battaglie populiste». Intanto Testa cerca un vice direttore

Protesta il Pd per la nuova ricerca di personale

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Tagli Province, Di Primio: «stop a battaglie populiste». Intanto Testa cerca un vice direttore
ABRUZZO. Soppressione delle Province: ora la palla passa ai Cal.

Dopo i criteri per il riordino delle Province stabiliti dal Consiglio dei Ministri, nei prossimi giorni il governo trasmetterà la deliberazione al Consiglio delle autonomie locali (Cal), istituito in ogni Regione e composto dai rappresentanti degli enti territoriali. La proposta finale sarà poi trasmessa da Cal e Regioni interessate al governo, che provvederà all'effettiva riduzione delle Province promuovendo un nuovo atto legislativo che completerà la procedura.
Il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, è preoccupato per la sua città: «rischiamo un'emarginazione ingiustificata e ingiustificabile, solo per la fretta del Governo di dettare parametri numerici buoni per tutti e per nessuno».
Testa lancia un appello alla politica abruzzese, di entrambi gli schieramenti: «Pescara e i pescaresi devono avere il giusto peso, avendo conquistato un posto che è oggettivamente di primo piano. Nessuna inutile battaglia di campanile: quelle non servono a nessuno».
Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, chiede invece di non «fomentare battaglie populiste, perché fuori dalla storia» e «che nulla porterebbero in termini di benefici ai cittadini». Il primo cittadino non si concentra su quale città debba diventare il nuovo capoluogo della provincia di Chieti ma fa un discorso ben più ampio.

L’obiettivo, assunto che le Province saranno due, ovvero quella di Chieti-Pescara e quella di L’Aquila-Teramo, non potrà che essere «quello di migliorare, razionalizzare e ottimizzare i servizi offerti ai cittadini», sostiene Di Primio, che sottolinea come, per esempio, sul fronte dei trasporti, «ci sarebbe la possibilità di utilizzare un unico biglietto per muoversi, con notevoli benefici di carattere economico ed anche ambientale, riducendosi altresì l’utilizzo delle auto private a beneficio dei mezzi pubblici».
Il sindaco Luigi Albore Mascia, invece, da giorni continua a ripetere che Pescara non potrà perdere il proprio ruolo centrale e torna a richiedere la necessità di una mobilitazione di tutte le forze produttive e politiche del territorio per la scelta del futuro capoluogo di Provincia.
Da oggi il sindaco lavorerà per la costituzione di un vero e proprio Comitato, una Cabina di regia, composta da soggetti ‘interessati’ che dovrà interloquire con la Regione Abruzzo e con il Cal, chiamati ora alla fase più
delicata, ossia la definizione della vicenda a livello territoriale, una fase che sicuramente vedrà scendere in campo tutte le forze della regione.
Dal teramano il sindaco di Pineto, Luciano Monticelli, ha scritto al presidente del Consiglio regionale Nazario Pagano. Il primo cittadino è infatti uno dei componenti del Consiglio delle Autonomie Locali abruzzese ed è convinto che sia fondamentale lavorare insieme per cercare alternative valide e soluzioni per far fronte alla soppressione della Provincia di Teramo.
«La nuova condizione – spiega in merito – rimetterà in gioco molte cose ed è necessario organizzarsi al meglio. Per questo ho deciso di scrivere al presidente Pagano come uno degli eletti al Consiglio delle Autonomie Locali».
Secondo il sindaco di Pineto, infatti, le competenze territoriali andrebbero riorganizzate anche secondo quelle che sono le necessità degli abitanti del teramano, al di là delle nuove delimitazioni geografiche che imporrà la nuova normativa.
«Perché ciò sia reso possibile – conclude il primo cittadino – è pertanto doveroso sedere tutti insieme a un tavolo e proporre soluzioni efficaci e fattive. Sono convinto che lavorando insieme verso la giusta direzione potremo dare il meglio». 


LA PROVINCIA DI PESCARA… ASSUME
Ma in questa fase delicatissima, denuncia il Pd, il presidente della Provincia di Pescara starebbe pensando alla nomina di un vice direttore generale. Insomma, altro che tagli…
«Testa ha varato un nuovo assetto organizzativo interno», denuncia Antonio Castricone, «che prevede, oltre al direttore generale, persino la nomina di un vicedirettore, figura mai esistita finora. Mi chiedo come questo centrodestra possa in questo momento storico pensare di inventarsi una figura non prevista. Testa ha messo la testa sotto la sabbia?».
Testa, chiede il Pd, dica perché l’ente ha bisogno con così tanta fretta di un vice direttore generale. «Abbia il coraggio di dire ai cittadini della provincia di Pescara, anche se fra pochi mesi, con molta probabilità, l’ente cambierà volto, che c’è bisogno di spendere altri soldi per questo incarico, mentre dice di non avere soldi per fare nulla. Mi spiace constatare che di fronte ad un immobilismo imbarazzante questa giunta abbia prodotto solo questo atto di una ennesima riorganizzazione infarcita di piccoli favori. Testa, nella sua funzione di Presidente, dovrebbe preoccuparsi più di guardare a questo ineludibile processo di soppressione e accorpamento per lavorare ad un nuovo ente che sia funzionale e coerente al proprio sviluppo sociale ed economico, e non a qualche tesi piegata ad un campanilismo oramai estinto. Invece ancora piccole furbizie per spese pazze».