CONSULENZE

Le super consulenze di Cialente e i dubbi del consigliere: «ce li possiamo permettere?»

Fabio Cortelli di L’Aquila Oggi critica la scelta del sindaco

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Le super consulenze di Cialente e i dubbi del consigliere: «ce li possiamo permettere?»
L’AQUILA. Un city manager dai requisiti particolari ed un consulente tecnico come non ce ne sono in Comune, un sindaco pronto a firmare un contratto per i due super professionisti. Un contratto salato.

La voce corre da qualche tempo, confermata anche dal sindaco Massimo Cialente, ma ad oggi non si sa né quando, né come né soprattutto quanto verranno retribuiti i due prescelti. Sul sito del Comune non c’è documento (né in home page, né alla voce consulenti). Qualche voce ha parlato di contratti da 24.000 euro. Tesi prontamente smentita dal sindaco.
Non ci sono altre personalità in grado di svolgere le stesse mansioni (con risparmio per l’Ente)? Ce n’è davvero bisogno e soprattutto possiamo permettercelo?
Sono le domande che il consigliere di minoranza di “L’Aquila Oggi”, Fabio Cirelli rivolge al sindaco.
Considerato il fatto che da un lato si chiedono allo stato 30 milioni di euro per approvare il bilancio di previsione, che la spending review impone un taglio di spesa alle consulenze, alla luce della bocciatura da parte del Mef (Ministero dell’Economia e Finanze) della richiesta del city manager, la risposta sarebbe no.
Il Ministero, infatti, ha bocciato la richiesta avanzata pubblicamente più volte anche dal sindaco de L'Aquila volta ad ottenere una deroga dal Governo per la figura del city manager. Ma Cialente ha precisato di aver assoluto bisogno «di competenze specifiche con determinati requisiti in grado di potere svolgere mansioni così particolari. Cosa di cui il Comune al momento non dispone».
I due consulenti chiamati a corte sono vecchie conoscenze del Comune: l'ex segretario comunale Giorgio Lovili e l'ex assessore al Bilancio Silvana Giangiuliani. Il primo coprirà funzioni nell'area tecnico-giuridica in relazione alle ordinanze in materia di ricostruzione, la seconda sarà top manager per le società partecipate dell'Ente e per i bilanci.

E’ seguita una polemica su questo argomento: c’è chi ha parlato di "cambiali da pagare" per il primo cittadino chi invece di discontinuità tradita.
C’è poi un punto non trascurabile, secondo Cortelli, che riguarda Silvana Giangiuliani condannata ad un anno di reclusione quando era dirigente della Provincia di Catania insieme all’ex ragioniere generale della Provincia, Francesco Bruno, per il reato di abuso di ufficio; reato poi caduto in prescrizione.
«È ora che Cialente la smetta di pensare al Comune come a un giocattolo nelle sue mani», dice Cortelli, «la smetta di fare richieste per inutili consulenti o city manager che in passato hanno portato solo a uno sperpero di denaro, e si rimbocchi le maniche, insieme a tutti noi che siamo stati eletti, per fare in modo che questa città risolva problematiche ben più importanti».