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Tagli alle Province, Sospiri (Pdl): «Pescara non è morta e Chieti non è salva»

Sel: «abolire tutto»

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Tagli alle Province, Sospiri (Pdl): «Pescara non è morta e Chieti non è salva»
ABRUZZO. I tagli delle Province di Pescara e Teramo agitano e non poco. La tensione maggiore si avverte nel Pescarese che non si arrende all’ipotesi di diventare ‘provincia di Chieti’.

Dopo la tensione dei giorni scorsi a seguito delle affermazioni del presidente Di Giuseppantonio («è nell’ordine delle cose che il capoluogo debba essere quello della Provincia che non viene soppressa»), l’ondata di proteste rientra nel vivo, anche perchè ieri il Governo Monti ha ribadito la manovra della spending review.
Secondo in nuovi criteri dunque (350.000 abitanti e 2.500 chilometri quadrati) a non superare lo sbarramento sarebbero le Province di Pescara e Teramo.
«Nessuno ha detto», sottolinea da Pescara il capogruppo del Pdl Lorenzo Sospiri, «che Chieti sopravviverà e alla luce dei criteri enunciati prende ancora più forza l’ipotesi della coalizione di centro-destra relativa alla creazione di un’unica grande Provincia che veda unite Pescara con Chieti e Teramo».
Sulla base degli stessi criteri, secondo Sospiri, sarà «naturale» che il futuro capoluogo di provincia ricadrà «inevitabilmente» sulla città di maggiori dimensioni quanto a popolazione residente, grandezza e soprattutto di facile accesso in termini di collegamenti viari, dunque Pescara che, assicurano dal Popolo delle Libertà, «non perderà il proprio ruolo».

Ma nemmeno la Provincia Appennino Adriatica mette tutti d’accordo e nei giorni scorsi si sono registrate tensioni interne proprio in casa Pdl perché l’annuncio alla stampa dell’iniziativa non sarebbe stata concordata con tutto il direttivo regionale ma sarebbe partita dalla sezione provinciale pescarese.
«Considerati i tempi stretti in cui il Consiglio della Autonomie Locali dovrà definire il nuovo assetto istituzionale ed amministrativo regionale», commenta invece il presidente del comitato territoriale Provincia dei Marsi, Attilio Francesco Santellocco, «diventa fondamentale per i rappresentanti territoriali della Marsica, concordare al più presto una strategia comune volta non solo a tutelare e salvaguardare gli interessi della Marsica e dei Marsicani, ma a porre le basi strutturali ed istituzionali per promuoverne la valorizzazione e la crescita sociale ed economica in prospettiva futura; in tal senso, questo Comitato Territoriale ha già richiesto al sindaco di Avezzano, un immediato incontro per avviare un processo di definizione e condivisione interna, allargata a tutti i rappresentanti sociali, politici ed istituzionali della Marsica, per la formulazione di una proposta avente tali finalità».
Più categorico Sel Abruzzo che parla invece di «scarso coraggio» del Governo Monti: «se le Province sono uno spreco e rappresentano enti inutili occorre avere il coraggio politico di abolirle tutte e non solo una parte».

«Le competenze delle Province in materia di programmazione», commenta Gianni Melilla, «possono essere trasferite alla Regione e in materia di gestione ai Comuni. Così come il personale può essere trasferito senza traumi occupazionali alle istituzioni che ne assumono le competenze, Non si capisce quindi perchè si sia scelta da parte del Governo Monti una linea scialba "nè carne nè pesce". Quando si sono colpiti i lavoratori, i pensionati, i pensionandi il Governo Monti ha mostrato invece il volto arcigno del rigore tecnico! Per tagliare enti istituzionali si adopera il guanto di velluto».