FONDI EUROPEI

L’Europa blocca 50 mln di euro ad Abruzzo Engineering. La Regione tenta il piano B

Fondi dirottati dall’asse informazione allo sviluppo urbano e terremoto

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3836

L’Europa blocca 50 mln di euro ad Abruzzo Engineering. La Regione tenta il piano B
ABRUZZO. Per far quadrare i conti, non perdere 49.422.999 di euro di finanziamenti europei e fare tutto nei tempi previsti, la Regione Abruzzo si è data un gran da fare.

Il treno passa una volta sola o lo si prende o lo si perde. Questo devono aver pensato gli  amministratori regionali volati a Bruxelles per la riprogrammazione del Por-Fesr Abruzzo 2007/2013. C’erano la Regione Abruzzo, la Commissione Europea, il Ministero Sviluppo Economico ed il Partenariato Economico-Sociale (sindacati, imprenditori). L'incontro, presieduto dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha visto, tra gli altri, la partecipazione del direttore Affari della Presidenza, Antonio Sorgi in qualità di autorità di gestione, di Ercole Cauti e Giuseppe D'Amico per Confindustria, Gianni Di Cesare e Roberto Campo rispettivamente per Cgil e Uil.
Il problema è nato dal fatto che una parte di quei danari collocati sull’asse tre (società dell’informazione) erano destinati alla società mista pubblica Abruzzo Engineering (controllata dalla regione e di cui fanno parte anche la Provincia de L’Aquila e Selex service management) che avrebbe dovuto impiegarli per alcuni progetti che riguardano la digitalizzazione e la banda larga in Abruzzo.
Male avrebbe fatto però la Regione Abruzzo nel 2007 con una delibera di giunta (quella Del Turco) ad affidare direttamente centinaia di milioni di euro di lavori (alcuni ancora non terminati) ad A.E. considerandola una società “in house”
L’Europa infatti solo di recente ha bloccato i fondi perché impossibile rendicontare le spese proprio per via dell’affidamento diretto. Abruzzo Engineering –sostiene l’Europa- non è stata riconosciuta una società in house della Regione Abruzzo in quanto non a totale partecipazione pubblica (requisito necessario per avere questo titolo). A contestare ciò è stato il rappresentante del Mise (Ministero Sviluppo Economico) nei giorni 2 e 3 maggio 2011 negli uffici della presidenza della Giunta regionale.  «Se l’Abruzzo intende procedere con l’accordo con AE», ha detto, «dovrà rinunciare al riconoscimento dei fondi europei Por-Fesr».

A seguito di quella lavata di capo la Regione con delibera di Giunta regionale numero 375 del 18 giugno 2012 ha annullato l’accordo per attività di supporto in materia di protezione civile ed ambientale nell’ambito della attività post sisma con la società controllata .
Oggi un’operazione di ingegneria politica (la riprogrammazione dei fondi Por-Fesr) ha permesso all’Ente di aprire la strada per la salvezza di 50 mln di euro che sarano utilizzati per altro; i soldi dall’asse III (società dell’informazione) sono stati dirottati dall’asse IV ( difesa del suolo) ed VI (relativo al ristoro dei danni alle imprese colpite dal sisma). In particolare 30 milioni saranno impiegati per la difesa del suolo e 10 per le imprese del cratere. Sulla questione però mancherebbe ancora la parola definitiva dell’Europa.
Ma non finisce qui. C’è stata un’ulteriore rimodulazione interna all’asse IV, ha detto Roberto Campo segretario generale di Uil Abruzzo, «con spostamento di risorse dalla bonifica dei siti inquinati allo sviluppo urbano».
«Ma», ha precisato Campo, «questa rimodulazione interna c’è stata non perché le bonifiche non siano obiettivi strategici ma perché richiedono tempi più lunghi di quelli del Fesr».
Restano i problemi legati ad Abruzzo Engineering che sarebbe ancora una società in liquidazione e che con molta probabilità ha già svolto parte dei lavori che credeva di poter pagare con i soldi che ora non arriveranno più. Dunque come farà la Regione pagare la società e quali altre risorse si riusciranno a trovare per non far chiudere la società che la politica vuole salvare a tutti i costi insieme ai posti di lavoro?