GIUSTIZIA A RISPARMIO

Salvataggio dei «tribunalini». «Ci sono ancora speranze»

Nasuti a Roma in Commissione Giustizia

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Emilio Nasuti

Emilio Nasuti

ABRUZZO. 'Tribunalini', come li chiama il ministro della Giustizia Paola Severino, a rischio anche in Abruzzo, che dovrà rinunciare dunque alle sedi di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto.

Stessa sorte per le sedi distaccate di Giulianova e Atri ma si spera ancora. I lavori di mediazione per salvarli vanno avanti. Mercoledì pomeriggio il consigliere regionale Emilio Nasuti è stato ricevuto in audizione a Roma, alla seduta della Commissione Giustizia della Camera presieduta da Giulia Bongiorno.
Al centro dell'incontro proprio il progetto di riordino delle circoscrizioni giudiziarie in Abruzzo.
«Alla Bongiorno – spiega Nasuti – ho illustrato i contenuti di una relazione redatta insieme al presidente dell'Ordine degli Avvocati di Lanciano Sandro Sala, in cui abbiamo sollevato più di una perplessità sull'ipotesi dell'accorpamento a Chieti di tutti gli uffici giudiziari della provincia teatina. La presidente Bongiorno ha condiviso i dubbi sollevati, dando la propria disponibilità a una visita istituzionale a Lanciano, che sarà programmata ad agosto e in cui avrà la possibilità di rendersi conto direttamente della situazione anomala del nostro territorio. In altre realtà, infatti, i capoluoghi di provincia sono quasi sempre baricentrici rispetto alle aree cui fanno riferimento. In provincia di Chieti, invece, il capoluogo è localizzato al confine nord e dista dall'ultimo Comune a sud ben 150 chilometri».
Nasuti si dice fiducioso sulla possibilità di salvare il tribunale frentano. «Torno a ribadire – continua – che non si tratta di una semplice questione di campanile, ma di una realtà inconfutabile. Accorpare Lanciano a Chieti avrebbe infatti un costo enorme per la realizzazione di una nuova struttura nel capoluogo, oltre a provocare disagi inevitabili agli avvocati e a tutti quei cittadini che dovessero avere necessità di recarsi in tribunale, anche per rendere una semplice testimonianza».
Per salvare le sedi distaccate degli uffici giudiziari di Atri e Giulianova si sta mobilitando invece il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Teramo. «Il decreto – afferma il presidente del Consiglio Guerino Ambrosini – non tiene nella dovuta considerazione i criteri contenuti nella legge delega, operando un taglio indiscriminato ed orizzontale di quasi tutti i tribunali non capoluogo di provincia e di tutte le sezioni distaccate di tribunale, nonché dei giudici di pace, senza distinguere le particolari realtà territoriali e, soprattutto, senza valutare minimamente le realtà virtuose quali quelle delle sezioni distaccate di Atri e Giulianova».

Ambrosini ricorda che la durata media del contenzioso civile ordinario nel tribunale di Teramo è di appena 906 giorni, mentre quella del contenzioso civile complessivo scende a 718 giorni. «La durata media del processo civile ordinario a Teramo – fa notare il presidente – è al di sotto dei due anni e mezzo, dunque di gran lunga inferiore al periodo di tre anni considerato dalla Corte di Giustizia Europea come giusta durata del processo. Sarebbe davvero incomprensibile sconvolgere un sistema che attualmente funziona egregiamente e che, in caso di modifica, produrrebbe ingiusti scompensi ai danni della popolazione».