L'AUDIZIONE

In commissione parlamentare: «Ammazzate Sabatino Stornelli ma non il Sistri»

Sabatino Stornelli difende «il gioiello Sistri» contro tutti nella sua audizione davanti ai senatori

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Stornelli

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ROMA. «Signori, si sta sbagliando tutto in questo Paese. Sistri è l'unico sistema al mondo che funziona». Dice Stornelli. Poi la frase, presa dagli onorevoli come accusa: «bloccando il Sistri stiamo favorendo la criminalità».

Si è tenuto nelle scorse settimane il secondo round dell’audizione di Sabatino Stornelli ex numero uno di Selex ed uno dei protagonisti dell’affaire Sistri, il sistema di tracciabilità elettronica dei rifiuti speciali.
Lo Stato ha deciso di annullare tutto e si è aperto il contenzioso con Selex. Stornellidopo aver fornito i suoi chiarimenti sui rapporti tra le società che hanno preso parte alla commessa milionaria, ha difeso con le unghie e con i denti il sistema Sistri presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo di rifiuti. Una difesa che tuttavia non è servita poiché il governo Monti ed il ministro Clini con toni piuttosto aspri hanno decretato la sospensione a tempo indefinito del progetto e delle convenzioni sottese. Insomma mai come questa volta si è vicini alla pietra tombale della vicenda.

«NON SO ANCORA DI COSA MI SI ACCUSA»
Stesso atteggiamento dimostrato da Francesco Paolo Di Martino nella sua audizione. Stessa dichiarazione di estraneità ai fatti contestati. Anche Stornelli si è tirato fuori dalle accuse davanti ai senatori che lo hanno incalzato anche duramente in alcuni passaggi.
«Ho un procedimento in essere», ha detto Stornelli, «e non capisco nemmeno tutte le ragioni per le quali ciò è avvenuto, in cui i punti cruciali sono l'abuso d'ufficio; non è una contestazione, perché non conosco la contestazione. Non ho mai reso un interrogatorio».
Poi ha detto di aver sentito fin troppe fandonie e «cose dell'altro mondo» sul sistema chiarendo che il Sistri non ha niente a che vedere con le discariche illegali (il 95 % del Sistri non c’entra nulla con i rifiuti), perché non si occupa di intelligence.
«Piuttosto siamo sicuri che tutte le semplificazioni che sono state chieste comporteranno un monitoraggio del ciclo dei rifiuti come dall'inizio? Siamo sicuri che i Noe saranno d'accordo su questo punto e che potranno svolgere questo lavoro?».

L’ARRINGA DIFENSIVA
E’ partita poi, una vera e propria difesa del sistema Sistri definito un gioiello. Contro chi ha sostenuto che non esistono studi di fattibilità o un progetto esecutivo del Sistri. E contro quelle norme come il decreto “Semplifica Italia” approvato in Consiglio dei Ministri lo scorso 27 gennaio che ha semplificato la procedura di tracciabilità dei rifiuti Sistri con disposizioni più leggere.
Ad esempio, prevede il decreto, che se la distanza percorsa dai camion che trasportano rifiuti è inferiore a 10 chilometri dal luogo di produzione dei rifiuti, questi non dovranno essere tracciati con il Sistri. Il sistema funziona benissimo per Stornelli, «non esiste nemmeno un atto formale che indichi che non funziona. Non esiste, io non ce l'ho». Il sistema tuttavia ha goduto di una serie di proroghe negli anni che ne hanno sempre procrastinato l’entrata in vigore. Di fatto il Sistri è rimasto teoria.
E poi una serie di domande: «perché hanno impiegato un anno per il parere al Sistri? Io mi ricordo alcuni progetti della stessa portata, che hanno richiesto una settimana o magari un mese. Per legge sono 45 giorni. C'è voluto un anno per scrivere 30 pagine di parere e io me le sono andate a vedere».
E ancora: «perché non si fa partire il sistema senza meccanismo sanzionatorio? Perché si commenta, ma non lo si mette alla prova? Tutte le prove di sperimentazione eseguite hanno funzionato: cito Eni, Federchimica, Petrolchimica. Quella di Caserta è stata l'ultima. Con Legambiente ed Erreplast ha funzionato tutto alla perfezione e ancora stiamo sostenendo che non funziona, signori».

BLOCCARE SISTRI EQUIVALE A FAVORITE LA CRIMINALITA’
Dunque c’è un piano blocca Sistri? Ne è certo Stornelli: «vi rendete conto che stanno chiedendo continue semplificazioni di quella legge, di quella norma, che renderà la vita totalmente facile alla criminalità? Stiamo favorendo la criminalità. Lo affermo e lo sottoscrivo».
Si è innescata una reazione a catena. Non è d’accordo l’onorevole Alessandro Bratti che precisa che nessuno sta favorendo la criminalità.
«Mi sembra che lei abbia detto qualcosa di più», è intervenuto il presidente della Commissione, «poiché noi ci occupiamo di criminalità, vorremmo capire a chi si riferisce quando sostiene che si tende a favorire la criminalità. Lei ha fatto un'affermazione grave in sede parlamentare».
E Stornelli ci crede, fino al punto di “ volerne morire”: «tutte queste semplificazioni non aiutano a combattere la criminalità. Chi deve compiere la lotta alla criminalità ha la vita più difficile. Non me lo devo inventare io, è un'equazione. Non devo citare nomi e cognomi. Vedo solo i fatti. Ammazzate Sabatino Stornelli, non il Sistri».
m.b.