PASTICCIO SISTRI

E Chiodi disse a Selex: «fai lavorare anche Abruzzo Engineering come se non fosse in-house»

In commissione d’inchiesta parla Sabatino Stornelli (Selex). Perché la Eldim paga 300mila euro a Selex?

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E Chiodi disse a Selex: «fai lavorare anche Abruzzo Engineering come se non fosse in-house»
ABRUZZO. L’affaire Sistri si colora di nuovi dettagli. Dopo la deposizione di Francesco Paolo Di Martino presidente della Eldim System tocca a Sabatino Stornelli (ex amministratore delegato della società Selex Service Management) fare chiarezza su quel sistema per il tracciamento informatizzato dei rifiuti tanto voluto dall’ex Ministro per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, per combattere le ecomafie e diventato, poi, un blocco di mistero.

Davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti l’ex numero uno di Selex, società vascello di Finmeccanica ha ripercorso la vicenda Sistri, gli intrecci, che hanno ruotato attorno alla commessa milionaria.
Ed è venuto fuori anche il nome di Gianni Chiodi in diverse “salse”. Una figura molto presente nel racconto di Stornelli, del tutto assente nelle confessioni di Di Martino. Chiodi nel rapporto con Selex, Chiodi nel rapporto con la società in house Abruzzo Engineering, fatta eccezione per Selex «che può considerarla anche non in house». E si aprono squarci anche sul ruolo del governatore nella gestione di A.E. fino al buco milionario.

SELEX, SISTRI, ABRUZZO ENGINEERING
Sabatino Stornelli si è presentato in aula. Alle 8.30 del mattino, del 13 giugno. La Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti pronta a raccogliere la sua deposizione.
L’attenzione si è concentrata subito sulla vicenda Sistri. Tre sono le società coinvolte. Tutte e tre in qualche modo legate tra loro: Selex ( prolungamento di Finmeccanica ed all’epoca dei fatti guidata da Stornelli); Abruzzo Engineering (società in house della Regione Abruzzo al 60%, della Selex Service Management al 30% e della Provincia de L’Aquila al 10%) voluta da Ottaviano del Turco e fatta gestire nel suo momento “florido” dal suo braccio destro, Lamberto Quarta; la Eldim di Francesco Paolo Di Martino che nel 2006 ha iniziato un rapporto di collaborazione con la Selex.
I lavori per la produzione delle chiavette Usb per il progetto Sistri sono stati affidati dal Ministero per l’Ambiente proprio alla Selex Service Management che ne ha subappaltato poi, parte ad Abruzzo Engineering. A sua volta A.E. ha messo a disposizione, con la mediazione di Selex 26 lavoratori cassintegrati alla ditta privata Eldim System. Questa ha pagato 300.000 euro per la prestazione dei dipendenti di A.E. (mandati in trasferta nella sede Eldim di Castellamare di Stabia) sempre tramite Selex.
Che c’entra la Selex in tutto questo? Perché ha incassato lei soldi per i lavoratori? Denaro che sarebbero dovuto andare direttamente sui conti di Abruzzo Engineering? Attorno a questo triangolo sfumato si sono concentrate una serie di inchieste con decine di indagati non ancora disvelate ma che hanno prodotto una serie di perquisizioni di cui gli organi di stampa hanno pure già dato ampi resoconti.

QUANDO CHIODI “SUPPLICO’” SELEX
Nel racconto di Sabatino Stornelli è entrato subito in scena il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi.
Stando al racconto di Stornelli, nel 2009, in pieno Abruzzo post sisma, Chiodi ha chiesto aiuto a Selex perché offrisse lavoro ai suoi abruzzesi terremotati. Una richiesta “caduta a pennello”. In quel momento Selex aveva sotto mano la commessa Sistri. Ha potuto esaudire le richieste di Chiodi. Ha promesso che lo avrebbe aiutato facendo lavorare alcuni abruzzesi.
Stornelli ha dichiarato: «quell'attività fu svolta per dare una mano. Noi non potevamo dare altro, ma dovevamo affidare alcune attività. Altre attività non ne avevo, avevo solo quella in quel momento e, quindi, abbiamo contribuito in tal modo, altrimenti questi lavoratori sarebbero finiti per strada. Se è sbagliato, è sbagliato. Se è giusto, è giusto. Ma questa è la verità. Ne abbiamo discusso in consiglio d'amministrazione. Non l'ho fatto da me. Lo sapevano anche il Presidente della regione e quello della Provincia. Lo sapevano tutti. Quando vedevo questa gente che rimaneva senza lavoro o andava in cassa integrazione, mi dispiaceva. Chiodi chiese di aiutarli, di erogare altri contratti. Abbiamo pensato di aiutarli per non mandarli a casa e ora ci viene chiesto perché l'abbiamo fatto. Sa quante cose facciamo in Finmeccanica?».
Dunque, Abruzzo Engineering che non avrebbe dovuto lavorare se non per la Regione o per la Provincia su un progetto di carattere nazionale, ha svolto un compito che andava al di là di quello previsto.
Ad osservarlo è stato l’onorevole Alessandro Baratti : «è chiaro. Il tema non è la linea industriale. Il tema è che si è utilizzata una possibilità generale e generica su una società in-house che non dovrebbe lavorare se non per la Regione o per la provincia su un progetto di carattere nazionale. C'è il terremoto, si verificano tutta una serie di problemi, i lavoratori sono già in difficoltà, voi date loro una mano e andate ben oltre il tema in-house».

CHIODI A STORNELLI: «FA COME SE A.E. NON FOSSE IN HOUSE»
E’ stato Chiodi a chiedere di prendere questi lavoratori e noi, dice Stornelli, «abbiamo fatto l'impossibile per dare una mano alla regione e alla provincia, tant'è vero che a un dato momento il presidente Chiodi mi diceva, anche se le società era in-house, di considerarla come una società non in-house. C'erano accordi e non potevo mettere più di ciò che essi prevedevano, ma abbiamo fatto più di quanto ci è stato chiesto, pur avendo un debito di 26 milioni e abbiamo supportato tutta quella fase».
Infine Stornelli si è detto fiero di aver fatto lavorare quegli abruzzesi «perché oggi quelle stesse persone stanno svolgendo le attività che svolgevano prima. Molte di quelle persone stanno svolgendo censimenti. Non è un lavoro assimilabile a quello delle chiavette, ma quasi. Non so se mi sono spiegato. Non stanno svolgendo attività di progettazione. Nelle attività che dovevano svolgere nella riconversione non pensiamo alla progettazione, ma a quello di cui si occupano oggi, tanto per far capire il significato: si tratta delle operation di un centro di controllo, cioè del supporto operativo, che non è un'operazione troppo complicata. Il livello non è proprio quello desiderato, ma era quello».

CHIODI ED IL BUCO DA 26 MLN:«COLPA DELLA REGIONE»
E Sabatino Stornelli ha spiegato anche i rapporti tra Regione, Selex ed Abruzzo Engineering attribuendo le colpe del buco milionario di A.E. solo ed esclusivamente alla Regione.
Uno degli obiettivi di A.E. è quello di realizzare queste infrastrutture nell'ambito dell’informatica applicativa, con particolare attenzione all'ambiente e alla protezione civile, attraverso i fondi che venivano dai Por regionali dai Docup, Cipe, Por Fers, Asse III 1.1. Tutti fondi europei per intenderci.
«A un dato momento, però», ha spiegato Stornelli, «queste attività, con l'avvento del presidente Chiodi, hanno subìto difficoltà, con ritardi nei collaudi e altre attività che non arrivavano e, quindi, noi abbiamo cercato di dare una mano alla struttura durante questi periodi di buco. È successo poi anche il terremoto, che ha ritardato ulteriormente questo periodo e noi non abbiamo creato problemi, perché sapevamo che c'era una situazione disastrosa. È passato altro tempo a causa di questo tema. Dopodiché, le attività del piano non andavano avanti. Noi avevamo contribuito, ma da parte della Regione non arrivava nulla, ragion per cui io chiesi o la ricapitalizzazione, dal momento che eravamo già in debito di 26 milioni, oppure la liquidazione. È la Regione, non la Provincia, a essere responsabile che non ha mantenuto i suoi contratti».

«CHE C’ENTRA SELEX?»
Il discorso è virato poi sul triangolo Selex, A.E., Eldim e su quei lavoratori costati 300.000 euro alla Eldim e mandati in trasferta a Castellamare di Stabia (dove hanno poi denunciato di aver lavorato solo una parte del tempo). Le versioni di Stronelli e Di Martino sono state le stesse.
Entrambi hanno detto che Eldim aveva un contratto di fornitura con la Selex per i 26 lavoratori. La Eldim dunque pagava Selex. E Selex a questo punto avrebbe dovuto girare il pagamento ad Abruzzo Engineering visto che i dipendenti in trasferta erano di Abruzzo Engeneering. Ma i soldi sono rimasti a Selex.
Ritorna come un’ossessione la domanda: perché Selex ha incassato i 300.000 euro? E’ entrata in scena la motivazione “compensazione”.
Dopo una sfilza di «non ricordo, c’e scritto nelle carte», ecco che nella mente di Stornelli si è fatta strada la spiegazione: «si trattava di compensazione: la Eldim assumendo i dipendenti di A.E. ha risparmiato sul personale e per compensare questo risparmio ci ha versato denaro».
Il presidente di commissione non è convinto: «non funziona così: se ho speso di meno, mi pagherete di meno, non pago io dei soldi».
Infine la domanda secca a Stornelli: «qual era la causale delle fatture con cui Eldim ha pagato Selex?» ha chiesto il presidente. E Stornelli: «non ricordo la causale precisa. La causale forse erano i costi che Di Martino ha sostenuto in meno rispetto a quello che era previsto, perché gli abbiamo fornito noi alcune risorse. È chiaro che c'era una differenza. Era una sorta di compensazione. Non ricordo esattamente la parte formale, di cui peraltro non mi occupavo io, ma era una sorta di compensazione. Non sono attività che abbiamo affidato noi a lui, ma lui a noi, per una questione di compensazione». 


Marirosa Barbieri