RIFORME E TRAGEDIE

Protezione civile, approvata la riforma in Senato

Adesso la fase successiva alle catastrofi torna a enti locali

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Gabrielli e Bertolaso

Gabrielli e Bertolaso

ROMA. Il Senato ha approvato questa mattina in via definitiva il decreto di riforma della Protezione Civile.

Con questo provvedimento si torna alla vocazione originaria di struttura per l'intervento di emergenza, restituendo alla fase successiva al verificarsi di gravi catastrofi naturali alle autonomie locali.
L'altro elemento importante è rappresentato dalla disciplina introdotta per garantire alla Protezione civile un assetto finanziario il più possibile stabile e razionale, con specifico riguardo alle risorse necessarie per fronteggiare le emergenze e gli stati di calamità che dovranno alimentare il fondo nazionale per la Protezione civile, anche attraverso il reintegro del Fondo di riserva per le spese impreviste.
L'esame, cominciato questa mattina alle 9.30, è stato inevitabilmente condizionato dall'imminenza della scadenza del decreto, circostanza che aveva portato in Commissione a concordare l'approvazione del testo licenziato, con molte modifiche, dalla Camera dei deputati. In tal senso, numerose istanze migliorative proposte dai Gruppi parlamentari hanno trovato sbocco in una serie di ordini del giorno che sono stati accolti dal Governo.
In particolare, l'Assemblea ha a lungo discusso un emendamento della senatore Baio (Terzo Polo), poi trasformato in ordine del giorno, con cui si proponeva, ai fini del reperimento dei fondi per risanare il Fondo nazionale per la protezione civile, di aumentare l'imposizione sul gioco d'azzardo anziché l'accise sulla benzina come previsto nel decreto. Il Governo si è impegnato a introdurre tale previsione nel decreto relativo al Corpo dei vigili del fuoco o in quello recante gli interventi per la spending review ancora all'esame delle Camere.

Concluso l'esame degli emendamenti e degli ordini del giorno riferiti agli articoli del decreto, sono state avviate le dichiarazioni di voto finali. Il senatore Astore (Misto-Partito Democratico), che ha dichiarato voto di astensione, ha ribadito le critiche nel merito del decreto, «che si configura più come un improprio regolamento di conti che come una vera riforma della protezione civile», e nel metodo «che ha visto ancora una volta il Senato impossibilitato, a causa della fretta in vista della scadenza del decreto, a svolgere il proprio ruolo di Assemblea legislativa».
Il senatore Molinari ha annunciato il voto favorevole del Gruppo Terzo Polo. Per il senatore Pardi (IdV) è da apprezzare l'archiviazione del precedente modello di protezione civile, anche se il voto favorevole del Gruppo è stato corredato da alcuni rilievi critici legati alla disorganicità del provvedimento e ai margini di miglioramento del testo «purtroppo affidati ad ordini del giorno per evitare la decadenza del decreto».
L'esame dell'articolato è stato condizionato dall'imminenza della scadenza del decreto, circostanza che aveva portato in Commissione a concordare l'approvazione del testo licenziato, con molte modifiche, dalla Camera. A causa dei tempi stretti, numerose istanze migliorative proposte dai Gruppi parlamentari hanno trovato sbocco in una serie di ordini del giorno che sono stati accolti dal Governo.