CONSULENZE E MAL DI PANCIA

Cialente ha bisogno di due consulenti e vecchie conoscenze

Una di queste è l’ex assessore al Bilancio, Silvana Giangiuliani

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Massimo Cialente

Massimo Cialente

L’AQUILA. Due consulenze per due vecchie conoscenze. Sembra il titolo di un film. In realtà è quello che accadrà al Comune de L’Aquila dove il sindaco Massimo Cialente è pronto a firmare due contratti di consulenza per due volti noti del Comune: l'ex segretario comunale Giorgio Lovili e l'ex assessore al Bilancio Silvana Giangiuliani.

Motivo? C’è bisogno di competenze specifiche con determinati requisiti in grado di potere svolgere mansioni così particolari. Cosa di cui il Comune al momento non dispone. Lo ha rivelato lo stesso sindaco.
Ma da settimane voci e polemiche infuriano su questo argomento ed il ritornello più gettonato parla di "cambiali da pagare" per il primo cittadino. Il centrodestra un pò attende un pò fomenta ma è il termometro di un clima più che infuocato che forse prova una cosa sola: stavolta per Cialente governare sarà molto più difficile. 
Le competenze così specifiche e così particolari sono la consulenza dell'area tecnico-giuridica in relazione alle ordinanze in materia di ricostruzione che spetterà a Lovili e la consulenza sulle società partecipate dell'Ente e i bilanci che toccherà all’ex assessore. Sarà lui, Mr Cialente, in prima persona ad occuparsi della trattativa.
Costo? I media hanno parlato di contratti per 24.000 euro annui. Cialente tira il freno: «le cifre non sono quelle che ho letto». E non si sbottona.
Poi, sui malumori che serpeggiano tra le fila della maggioranza smorza: «smentisco categoricamente vi siano stati malumori. Non mi è arrivata nessuna voce in tal senso. Ma da quanto si è appreso, il caso c'è e il malcontento potrebbe crescere nei prossimi giorni. Non si esclude una crisi». Nei giorni scorsi, infatti, si è parlato del malcontento del centro sinistra e del Pd sulla vicenda così come qualcuno ha parlato di discontinuità tradita accusando il sindaco di non aver mantenuto fede alla promessa di cambiamento promesse in campagna elettorale.

I CURRICULA DEI DUE PRESCELTI
Silvana Giangiuliani fino allo scorso maggio ha ricoperto il ruolo di assessore al bilancio. E’ stata ex dirigente alla Provincia di Catania, dove ha ricoperto il ruolo di coordinatrice della IV area. Il 27 febbraio 2009 la III sezione penale del tribunale di Catania ha condannato ad un anno di reclusione sia l’ex ragioniere generale della Provincia Francesco Bruno che la Giangiuliani per il reato di abuso di ufficio.
Dall’ordine del giorno presentato dai consiglieri della Provincia di Catania, Valerio Marletta e Antonio Tomarchio (in cui si ricostruisce la storia della condanna) viene fuori che «i due dirigenti Giangiuliani e Bruno senza aste pubbliche hanno provveduto ad affidamenti diretti per l’acquisto di licenze e servizi informatici per un importo di 700mila euro a tre società in raggruppamento temporaneo di imprese: Sap Italia spa, Sap Italia consulting e la Brain srl di Catania. Quest'ultima società aveva cominciato le sua attività dopo l'affidamento della fornitura e fra i soci, attraverso un'altra società, la Aretè che deteneva il 95% del capitale sociale, c'erano appunto, al 50% Bruno e Giangiuliani».
Sempre i due consiglieri sostengono che Bruno e Giangiuliani «hanno causato un doppio danno alla Provincia di Catania in primo luogo perché hanno affidato un appalto per la fornitura di servizi informatici per oltre € 700.000, senza ricorrere al pubblico incanto e quindi senza alcun ribasso d’asta rispetto all’offerta avanzata da parte dell’ente pubblico. Ed in secondo luogo perché i due alti funzionari avevano una consistente partecipazione azionaria in una delle due imprese, costituita evidentemente ad hoc, costituenti il raggruppamento temporaneo d’impresa cui è stato affidato l’appalto».
Giorgio Lovili, l’altro prescelto da Cialente, invece, è stato segretario generale del Comune aquilano sotto l’amministrazione Tempesta, fino alla fine del 2008, quando ha assunto lo stesso ruolo presso la Provincia di Cremona, fino al pensionamento avvenuto lo scorso febbraio.