IL CASO

Casa di Riposo di Caramanico: chiesta la revoca del CdA

Bocciata la Regione per la gestione dell’ex-Ipab

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2275

Casa di Riposo di Caramanico: chiesta la revoca del CdA
CARAMANICO TERME. E’ dell’estate scorsa la disposizione del presidente della Regione Abruzzo con la quale, a seguito della Legge regionale di riforma delle ex Ipab, numerose strutture assistenziali tornano ad essere gestite direttamente dalla Regione per tramite di un apposito organismo straordinario.

In provincia di Pescara sono 15 le strutture (fra case di riposo, asili infantili, ecc.) sottratte alla gestione delle realtà locali ed affidate al suddetto organismo che, come era nelle previsioni, non riesce per ovvi motivi logistici e di tempo, a fornire delle risposte in tempi adeguanti alle esigenze giornaliere che tali strutture impongono.
La Casa di Riposo ‘Fileno e Manuela Olivieri’ di Caramanico Terme è un’istituzione ormai plurisecolare; l’immobile fu donato dai parenti dell’illustre eroe risorgimentale caramanichese Silvino Olivieri intorno alla fine dell’800 e da allora, salvo una brevissima parentesi, «la casa è stata gestita in pieno spirito di volontariato oltre che con metodi improntati alla estrema oculatezza e con una gestione in proprio», commentano dal Comune. Finora si è potuto contare sul costante aiuto delle forze vive della realtà locale (imprenditori, commercianti, artigiani, albergatori, singoli cittadini, ecc.) per far fronte alle sempre continue esigenze della struttura. Ad esempio non molto tempo fa la locale AssoCommercianti donò alla Casa di Riposo un nuovissimo apparecchio televisivo 42” Lcd a beneficio degli anziani ospitati.
«Fin dallo scorso mese di agosto - interviene il sindaco Mario Mazzocca - particolare perplessità avevano destato in noi i contenuti della delibera di Giunta Regionale circa il riassetto della struttura e la definizione dei compensi sia dell’Organismo Straordinario che del Revisore Contabile. Sono anni, infatti, che la casa di riposo ‘F. & M. Olivieri” viene gestita in estrema economia e con forme di partecipazione solidale su base volontaria da parte della nostra comunità. Nel senso che, sia le Giunte che i Revisori Comunali succedutesi nel corso di oltre un decennio, non hanno mai percepito compensi, anzi, come nel caso dello scorso organo esecutivo comunale, hanno sovente donato parti importanti delle proprie già limitate indennità di carica per il rinnovo di macchinari, arredi ed attrezzature a favore della casa di riposo. Così facendo si è riusciti a mantenere le rette mensili entro importi oltremodo contenuti ed a dare certezze ai meno giovani della nostra comunità circa la tranquillità sulla propria vita futura».

«Recentemente - continua il sindaco - la Corte Costituzionale ha bocciato quattro articoli della legge regionale 17/2011, una vera e propria legge-scorciatoia che prevedeva prebende per il presidente e per i componenti del CdA e che in tempi di tagli e di ristrettezze consentiva di aggirare i rigidi paletti posti dalle leggi sulla finanza pubblica. Si sventa l’idea della Regione di trasformare una struttura nata per l’Assistenza e la Beneficenza in un qualcosa da assoggettare alle leggi di mercato. Ragion per cui, non vediamo ora la necessità del CdA del quale chiediamo l’immediata revoca ed il ritorno alla gestione locale e partecipata, operata per oltre un secolo dalla comunità locale grazie a virtuose forme di partecipazione solidale e di diffuso volontariato».
«Tale decisione - conclude il sindaco – conferma il nostro intendimento (noi amministratori da circa 8 anni alimentiamo il bilancio della Casa di Riposo destinando anche con le nostre già limitate indennità di carica) nel non partecipare agli oneri, disposti autonomamente dalla Regione, per il pagamento delle spettanze dei tre componenti del suddetto Organismo Straordinario. Un organismo, fra l’altro, che definire assente è un puro eufemismo; il suo presidente, che non ho avuto ancora il piacere di conoscere, ha visitato la struttura in un’unica occasione, pur essendo stato sollecitato ripetutamente per le varie e giornaliere esigenze della struttura, alle quali la Giunta Comunale ha continuato massimamente e direttamente a fronteggiare. Basta ricordare il caso estivo dell’urgenza di un intervento manutentivo sull’impianto ascensore, assolto dal Comune di Caramanico Terme con propri fondi per circa 8mila euro».