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L'Europa blocca affidamento diretto della Regione ad Abruzzo Engineering

Per il Ministero dello Sviluppo Economico: «non è una società in house»

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L'Europa blocca affidamento diretto della Regione ad Abruzzo Engineering
ABRUZZO. Aveva ricevuto (tra gli altri) un affidamento diretto di 1,5mln di euro dalla Regione Abruzzo. Soldi europei del Por Fesr 2007-2013. L’intervento del Ministero dello Sviluppo Economico ha bloccato tutto: «Abruzzo Engineering non può ricevere soldi pubblici con affidamento diretto perché non è società in house della Regione Abruzzo».

«Cosa?», dirà qualcuno stupito solo a metà. «E tutti gli affidamenti passati con procedura diretta ad Abruzzo Engineering?», imprecherà qualcun altro. E dov'è la novità?
In effetti, di nuovo, non c’è proprio nulla visto che l’autorità Antitrust anni addietro, nel 2008, mise in guardia la Regione invitandola a rivedere la definizione (forse troppo ampia) di società in house data ad Abruzzo Engineering.
Oggi il passo indietro. Con la delibera di Giunta regionale numero 375 del 18 giugno 2012 la Regione ha annullato l’accordo per attività di supporto in materia di protezione civile ed ambientale nell’ambito della attività posti sisma con la società, in seguito al monito del Ministero.
Una vicenda specifica che sanziona pesantemente l'operato della Regione che ha girato negli anni centinaia di milioni di euro direttamente ad una società mista che non era in grado di svolgere molte delle commesse tanto da riaffidarle sempre direttamente al socio di minoranza (Selex società di Finmeccanica).
L'ex presidente Ottaviano Del Turco che mise a capo della società il suo braccio destro, Lamberto Quarta e poi Gianni Chiodi (che pure ha nominato il suo socio di studio per rivedere i conti disastrati) hanno continuato nel tempo ad affidare direttamente mega appalti per lavori in qualche caso ancora da terminare. Un pasticcio ostinato nonostante le diverse inchieste che hanno interessato la società che fa capo alla Regione.

ACCORDO REVOCATO
Tra la Regione ed Abruzzo Engineering c’era un accordo (il Dgr 425 del 3 agosto 2009): una dichiarazione d’intenti, si legge nella delibera, con cui l’Ente avrebbe affidato alla sua società in house la gestione di alcune funzioni nell’ambito dell’ emergenza sismica per un importo di 1,5 mln di euro del Por Fesr 2007-2013.
Nei giorni 2 e 3 maggio 2011 negli uffici della presidenza della Giunta regionale c’è stato incontro tecnico tra la Regione Abruzzo, la Commissione europea ed il Ministero dello Sviluppo Economico (Dipartimento per lo Sviluppo e coesione economica) per discutere sullo stato di attuazione del programma di interventi post sisma.
Parlando di fondi, quindi, il rappresentante del Mise (Ministero Sviluppo Economico) ha detto che nell’ambito dei programmi operativi della Comunità europea «l’Abruzzo Engineering non può essere considerata società in house della Regione Abruzzo, poiché tale attestazione deve provenire non da un organo giudiziario italiano (Tar o Consiglio di tato) ma dalla Comunità Europea». Se l’Abruzzo intende procedere con l’accordo con AE dovrà rinunciare al riconoscimento dei fondi europei.
«Considerando che quei finanziamenti vanno impegnati per i Comuni abruzzesi per gli studi di microzonazione sismica del territorio regionale», dice la Regione, è meglio annullare l’accordo. Un dietro front che non deve essere piaciuto alla società che in data 19 marzo 2012 tramite il presidente del collegio dei liquidatori ha chiesto chiarimenti e controdeduzioni sulla revoca del patto.

IL MONITO DELL’ANTITRUST
L’Antitrust nel 2008 metteva in guardia la Regione segnalando alcune anomalie sulle modalità con le quali, «la Regione Abruzzo ha provveduto all'affidamento alla spa Abruzzo Engineering di alcuni servizi sul territorio creando effettivo pregiudizio economico alle altre imprese attive nei settori di interesse di Abruzzo Engineering».
La segnalazione dell'Antitrust e' stata pubblicata nel bollettino del Garante, in cui l'Authority ha precisato che «è stato rilevato l'iter anomalo seguito dalla Regione per la costituzione della società Abruzzo Engineering, ricondotto dalla stessa all'affidamento 'in house' in virtu' della prevalente partecipazione di capitale pubblico e il successivo affidamento diretto alla stessa dei servizi in questione e c’è l'esigenza di un uso corretto e circoscritto dell'istituto dell'affidamento in house».
Possono definirsi in house, infatti, solo le società a totale partecipazione pubblica (non miste come AE), come ha di recente stabilito la Corte di giustizia con la sentenza 11 gennaio 2005, in C-26/03.

AFFIDAMENTI, CLIENTELISMO E INCHIESTE
La mega società mista messa in piedi proprio dall'allora presidente della Regione Ottaviano Del Turco nonostante ne fosse in vita una identica (l'Arit) si è occupata un po’di tutto per conto dell’Ente: dalla sicurezza ambientale e territoriale, alla protezione civile, alla realizzazione, gestione e manutenzione di una rete telematica a banda larga nel territorio regionale. Su AE sono state aperte due inchieste della magistratura che hanno portato alle dimissioni dell'ex presidente Lamberto Quarta poi arrestato. Lo stesso presidente Chiodi ha denunciato in Consiglio regionale episodi gravissimi che avrebbero contribuito a far sprofondare la società mista nel baratro. «Una struttura dirigenziale manageriale da far rivoltare i cadaveri nelle tombe», l’ha definita il Governatore. Ciononostante la politica si è spesa in lungo ed in largo per salvare la società dai suoi momenti più bui.
Tra i compiti che le sono stati affidati anche quelli sul Sistri (il sistema per il tracciamento informatizzato dei rifiuti tanto voluto dall’ex Ministro per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, per combattere le ecomafie ma che ha creato un profondo mistero). La Selex Service Management al cui vertice c’era l’abruzzese Sabatino Stornelli ha subappaltato, infatti, l’affidamento di alcuni lavori del progetto Sistri proprio ad Abruzzo Engineering.

m.b.