L'INCOMPIUTA

Porto Francavilla: Angelucci: «riprendere lavori. Tutto fermo per colpire me»

L’ex sindaco chiede di utilizzare i finanziamenti residui»

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Roberto Angelucci

Roberto Angelucci

FRANCAVILLA AL MARE. Torna alla carica Roberto Angelucci sulla questione porto turistico di Francavilla.

Per lui è ora di riaprire i battenti. Lo dice alla stampa: «l’inquinamento nell’area non c’è. Le analisi Arta che dicono il contrario non mi convincono. Bisogna riprendere i lavori e poi, i soldi ci sono».
Alle sue spalle il cantiere abbandonato del porto turistico gli fa da cornice.
L’ex sindaco di Francavilla, primo cittadino e amministratore, con brevi interruzioni, per quasi 25 anni, torna a parlare chiaro come forse non ha mai fatto e delinea scenari preoccupanti fatti di complotti in grado di direzionare l’attività della procura per colpirlo. Lo volevano in galera –è stato il suo pensiero- ed ora che non ci sono riusciti devono comunque continuare a «fare i conti con me». L’opera simbolo dei suoi ultimi mandati è proprio il punto dal quale Angelucci vuole riprendere una storia interrotta, un dialogo con i suoi elettori.
A giugno di cinque anni fa, è stata posta la prima pietra del porto. E come regalo di compleanno lui ha presentato un ordine del giorno in Comune. Ha chiesto al Ministero dell’Ambiente e alla Regione di far ripartire i lavori e che il nuovo accesso del porto avvenga su proprietà comunali già acquisite e che l’Arta rifaccia ulteriori indagini del sito.
Dal Comune già gli hanno risposto. Il sindaco Luciani non intende valutare un’eventuale ripresa dei lavori, (ammesso che ci sia un finanziamento aggiuntivo) senza prima bonificare la zona dei rifiuti interrati, quella che collega viale Alcione al porto. Lo scorso settembre le analisi Arta hanno riscontrato la presenza di idrocarburi, arsenico e Ddt alla foce del fiume Alento dove dovrebbe sorgere l’approdo. Ma in realtà quelle analisi sarebbero errate. Diciamo che almeno cronologicamente Angelucci arriva ultimo nella gara a chi contesta le analisi dell’Arta ed infatti questa storia assomiglia molto alla storia infinita del vicino porto insabbiato di Pescara.

La reunion tra Angelucci e la stampa si è tenuta sabato mattina nel porto area, in teoria off limits, in pratica più volte violata. Tutti sono entrati dalla recinzione divelta che circonda il porticciolo, improvvisata, per l’occasione, in porta d’ingresso.
Angelucci si spiega: «io voglio ricordare che abbiamo 600.000 euro tra le casse del Comune e quelle della Regione per portare a termine l’opera. Si possono recuperare altri 3 mln di euro con la vendita di futuri posti barca. Con questi soldi si possono riparare i danni delle mareggiate, il completamento del primo lotto, la messa in sicurezza dei molti a mare. I presupposti ci sono tutti: ora sono riuscito a far nominare il nuovo responsabile unico del procedimento del porto. La ripresa dei lavori potrebbe ridare nuovi posti di lavoro, nuovo vigore al Circolo Nautico. L’amministrazione deve solo decidere tra un affidamento pubblico o privato del porto».
Poi enuncia l’idea di creare un altro accesso, su via Pola, per intenderci. «Soffro quando vedo che ci sono le condizioni per terminarlo e non si fa nulla», dice allacciandosi alle proteste dei villeggianti dei giorni scorsi, «vuole proprio sapere perché il porto è lasciato così? Perché è simbolo dello sfascio di Roberto Angelucci».
Marirosa Barbieri