IL FATTO

False stabilizzazioni per ottenere incentivi. Acerbo scoperchia il pentolone delle assunzioni nelle coop

«Almeno due i casi riscontrati». La Regione non ha ancora avviato la verifica

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Maurizio Acerbo

Maurizio Acerbo

ABRUZZO. Lavoratori a tempo indeterminato vedono trasformarsi il proprio contratto in un co.co.co per poi tornare al tempo indeterminato.

Perché? Perché con le nuove assunzioni, che in realtà nuove non sono, le cooperative riescono ad ottenere fondi pubblici. Più di un caso sarebbe stato registrato nell’ambito del progetto speciale multiasse "Lavorare in Abruzzo 2” della Regione che ha erogato incentivi finalizzati all’incremento dell’occupazione.
In pratica si vuole incentivare la stabilizzazione di lavoratori con l’assunzione di disoccupati o la trasformazione di precari in contratti a tempo indeterminato. Ma è veramente così? Ad esprimere i propri dubbi ci pensa il consigliere regionale di Rifondazione Comunista che cita, in una interrogazione presenta al presidente del Consiglio regionale, Nario Pagano, il caso di una cooperativa aquilana che ha ricevuto un contributo di 163.900 euro per 2 assunzioni e 45 trasformazioni.

La cooperativa è subentrata nella gestione del servizio di assistenza scolastica qualificata in favore degli alunni diversamente abili presso il Comune dell’Aquila. «Da una verifica sull’elenco dei 47 nominativi di lavoratori», spiega Acerbo, «si evince che almeno 13 di essi erano già addetti a quel servizio alle dipendenze delle cooperative che lo gestivano precedentemente».
In pratica erano lavoratori già assunti a tempo indeterminato e che la cooperativa era tenuta, comunque, a riassumere alle stesse condizioni in base ad una normativa nazionale. La Cooperativa che ha ottenuto il finanziamento ha invece stipulato con questi lavoratori contratti Co.Co.Co., come si evince dal verbale di ispezione, trasformandoli poi in contratti a tempo indeterminato in modo da percepire gli incentivi regionali. «Sembrerebbe», denuncia Acerbo, «che questo comportamento stia diventando di routine nel cambio di appalto».

La Fp Cgil dell’Aquila segnala che anche in occasione del subentro nell’appalto dell’Assistenza della Comunità Montana Montagna dell’Aquila, la Cooperativa in questione ha assunto i lavoratori con contratti a tempo determinato, tanto che il sindacato ha dovuto stipulare un accordo per la trasformazione di tali contratti. Lo stesso comportamento, spiega Acerbo, è stato messo in atto anche da una seconda cooperativa anch’essa subentrata in un appalto della Comunità Montana Montagna dell’Aquila. «Appare quantomeno discutibile che si ricevano fondi destinati all’incentivazione dell’occupazione stabile per stabilizzare lavoratori che già erano titolari di un contratto a tempo indeterminato».
Dai casi singoli dunque sarebbe opportuno passare ad una verifica attenta e puntuale della Regione che, in caso di percezione di fondi non dovuti, dovrebbe riottenerli per ridistribuirli a favore di altri lavoratori assunti a tempo indeterminato.