TRASPARENZA

La Fira ritorna sotto i riflettori: le domande senza risposta sulla gestione “segreta”

La richiesta di documenti e le domande della commissione regionale di vigilanza a Micucci e Castiglione

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Micucci e Castiglione

Micucci e Castiglione

ABRUZZO. L’Abruzzo è così: si abbuffa di scandali fino a non poterne più e poi ripiomba nell’oblio. Così dopo lo scandalo del 2006 della Fira targata Masciarelli, appena sei anni dopo, i consiglieri regionali hanno l’impressione di non sapere proprio nulla della nuova Fira targata Rocco Micucci.

La domanda che sorge spontanea è come è stato possibile dimenticarsi della Fira? In realtà la giunta Chiodi ed il suo vice non se ne sono dimenticati affatto tanto che la finanziaria regionale ha continuato la sua attività a ritmi serrati ampliando il suo raggio di azione. Il tutto, però, senza alcun tipo di trasparenza e dunque di controllo né da parte dei cittadini né da parte dei consiglieri regionali.
Perché? Perché la Fira «non è tenuta alla trasparenza» aveva detto proprio Micucci.
Ora, però, i nodi vengono al pettine e quelle risposte saranno obbligatorie visto che a chiederle sarano i consiglieri che fanno parte della commisisone di vigilanza (Acerbo, Saia, Cesare D'Alessandro) mentre si prende atto del fatto che nessuno della giunta Chiodi ha preso da parte il presidente Micucci e gli abbia chiesto come mail il sito istituzionale della finanziaria regionale sia così carente in trasparenza, visto che altre partecipate della Regione adottano criteri diversi.
Presto dunque Micucci sarà ascoltato in Commissione vigilanza perché tra l’altro si dice (vista la mancanza assoluta di comunicazione e trasparenza) che il bilancio finanziario 2010 e 2011 sia in perdita.
Come sia possibile che non si conoscano i numeri in tempi di propaganda spinta di spending review? Questo il presidente Chiodi finora non l’ha spiegato.
Le risposte ufficialmente dovrà fornirle proprio il vicepresidente Alfredo Castiglione che attualmente ha ripreso un po’ di respiro dopo la scampata misura cautelare dell’interdizione ai pubblici uffici richiesta nell’ambito dell’inchiesta Caligola. 


I DOCUMENTI RICHIESTI E TENUTI SEGRETI FINORA
La commissione vigilanza ha poi chiesto una serie di documenti che finora non sono stati resi pubblici e che riguardano il bilancio 2010 e 2011 (depositato per l’approvazione da parte dell’Assemblea dei soci); gli ultimi 4 rapporti semestrali sull’andamento della gestione ai sensi art. 4 L.R. 7/1996; il verbale CdA approvazione bilancio 2011 da sottoporre all’assemblea; il verbale di assemblea per liquidazione Fira Servizi e nomina liquidatore; l’ultimo modello unico SC; l’elenco dei clienti e fornitori (o spesometro) degli ultimi 2 anni; lo studio di fattibilità e i requisiti per la creazione di Fira green bank; l’elenco completo delle ditte che, a qualsiasi titolo, hanno partecipato ai lavori di ristrutturazione della nuova sede istituzionale della Fira, in via Ferrari 155 a Pescara, e le modalità di scelta delle stesse.


LE DOMANDE A CUI DOVRANNO RISPONDERE MICUCCI E CASTIGLIONE
Gli argomenti, come visto, sono corposi e di capitale importanza per il controllo della finanziaria e dai documenti richiesti è chiaro che il Consiglio regionale è stato tenuto all’ oscuro da almeno due anni a questa parte su ogni azione della Fira. Affidamento di lavori, consulenze, appalti: tutto segreto.
Così le domande che dovranno avere una risposta poste dai membri della commissione sollecitati da Acerbo, Saia, Cesare D'Alessandro in tempi brevi saranno: è stata approvata la bozza di bilancio 2011 da sottoporre all’Assemblea dei soci? La società presenta utili o perdite di gestione? Di quale ammontare e per quali esercizi? Le perdite a cosa sono dovute?
C’è stato un incremento dei costi? Qual è il compenso percepito dal presidente, dal Consiglio di amministrazione e dal Collegio Sindacale? Sono state attribuite deleghe o funzioni al presidente ed ai componenti del CdA? Sono eventualmente previsti compensi o rimborsi? Il presidente ed i componenti il Cda percepiscono rimborsi spese oltre i compensi previsti? In quale misura ad esempio nel 2011? La società possiede auto aziendali? Quali soggetti ne hanno l’uso?
E poi ancora: qual è l’ammontare delle consulenza e degli incarichi esterni, con i relativi compensi, nel 2010 e nel 2011? Quali sono e per quali motivi i contratti di lavoro, sotto ogni forma, cessati ed attivati, dalla data d’insediamento dell’attuale CdA? La liquidazione di Fira Servizi si è conclusa? Chi è stato nominato liquidatore? In caso affermativo si può avere la copia del rendiconto e del bilancio finale di liquidazione? Avendo visto numerosi spot televisivi, sui giornali ed in rete, quali motivazioni hanno spinto la Società a realizzarli? Quali sono le spese sostenute per la comunicazione nel corso dell’ultimo anno? A cosa si riferiscono (ad esempio eventuali addetti stampa, pubblicità ed incarichi a società di consulenza)?
Tra le tante questioni emerse di recente c’è anche quella che riguarda l’attività della azienda di Rocco Micucci, la Fei, che nell’oggetto sociale ha anche “l’attività finanziaria” in qualche modo una sfera simile a quella della spa che presiede di capitale pubblico. Lo stesso Micucci, però, ha chiarito che la ditta «non ha mai svolto attività finanziaria»
a.b.