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Appalti e consulenze: la rivoluzione Monti è servita

Incarichi diretti non più come prima. Abolita la tarifa minima, scatta l'obbligo dei preventivi

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Appalti e consulenze: la rivoluzione Monti è servita
ITALIA. Non sarà più come prima. Almeno questa è la speranza. Il decreto sulla liberalizzazione delle professioni a firma Monti segna uno spartiacque tra il modo di affidare gli incarichi professionali oggi rispetto a ieri.

A fare la differenza secondo gli esperti sono l’abolizione delle tariffe professionali e l’obbligo di preventivo; misure che daranno più trasparenza e garanzia alle procedure. In materia d’appalti ad esempio l’abolizione delle tariffe di compenso dei professionisti farà sì che introducano nuove modalità per quantificare i corrispettivi da porre a base di gara per le prestazioni di servizi di architettura e ingegneria, ad esempio. L’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici con deliberazione n.49/2012 ha già le idee chiare.
Secondo l’Autorità la stazione appaltante per stabilire il compenso dei professionisti incaricati per i lavori deve allegare alla documentazione di gara l'elenco degli elaborati da redigere con i relativi costi. Il corrispettivo dovrà essere indicato scomponendo la prestazione nei singoli elementi precisando come vengono quantificati i costi della progettazione ed utilizzando i valori di mercato.
Insomma specie in caso di rapporti con la pubblica amministrazione il profesionista farà la tariffa che non sarà più stabilità nel minimo tabellare. Questo comporterà un obbligo di comparazione della pubblica amministrazione che a parità di condizione e di consulente non potrà scegliere quello più costoso se sulla piazza vi sarà chi offre un prezzo inferiore.


Principi che fanno perno sulla economicità e buon andamento a cui gli enti pubblici devono sempre tendere e che ora rischiano davvero di rivoluzionare non solo il mondo delle consulenze (utilizzate spesso a sproposito) ma anche quello degli appalti di modica entità. 
Sono già in tanti ad esprimere dubbi come gli ordini professionali secondo cui sarebbe forse, più opportuno usare tabelle parametriche.
Anche l’obbligo di preventivo segna una svolta nel campo delle professioni. I professionisti saranno tenuti, nel momento del conferimento dell’incarico a rendere noto, al proprio cliente il compenso che intendono percepire commisurato all'importanza dell'opera, comprensivo di tutte le voci di costo, inclusi oneri, spese e contributi e dei dati della polizza per la responsabilità civile.
Perciò se un professionista è obbligato nei confronti di un cliente privato a presentare un preventivo scritto, ciò, deve valere maggiormente per le pubbliche amministrazioni, nel rispetto dei principi di imparzialità e trasparenza. Lo stesso principio può essere riscontrato nel parere dell’Avvocatura Generale della Corte di Giustizia Europea circa le consulenze affidate direttamente dalle amministrazioni alle Università poiché, le stesse, non possono essere affidatarie dirette di incarichi per servizi di ingegneria e consulenze.