IL CASO

Mario Amicone rivuole il vitalizio, ricorso in tribunale

E lui non parla: «Non ho niente da dichiarare»

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Mario Amicone

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PESCARA. L’aveva chiamata «legge canaglia» e adesso, a poco meno di tre mesi , Mario Amicone trascina la Regione in Tribunale per cercare di riprendersi quello che ritiene sia suo di diritto: il vitalizio.

Tutto è nato per effetto della legge 40 del 2011 che prevede il divieto di cumulo a carico degli ex consiglieri regionali, titolari di assegno vitalizio a seguito della nomina degli stessi alla carica di presidente, vice presidente o componente di Cda, revisore legale, direttore generale di enti dipendenti dalla Regione, Consorzi, agenzie, aziende regionali.
Così Amicone, ex assessore regionale ai Trasporti e attuale direttore dell’Arta si è visto porre l’amletica domanda: vuoi mantenere il vitalizio o lo stipendio da direttore dell’Arpa? Perché tutti e due non possono ‘coabitare’.
La legge era stata promossa da Rifondazione Comunista «per colmare un vuoto normativo» ma l’ex assessore ha sempre ritenuto che fosse stata creata ad arte per colpire lui in prima persona.  Amicone ha scelto di mantenere lo stipendio dell’incarico in corso (2.800 euro circa a fronte di 4 mila euro di vitalizio) rinunciando così al vitalizio.

Ma non solo: la Regione gli ha chiesto la restituzione delle somme indebitamente percepite che ammontano a circa 20 mila euro perché a marzo del 2011 è divenuto direttore dell’Arta e secondo la legge il divieto di cumulo vale per chi era stato nominato «alla data del 6 agosto 2011».
Ma adesso dopo settimane di riflessione Amicone ha deciso di partire al contrattacco. Contattato da PrimaDaNoi.it non vuole rilasciare nessuna dichiarazione: «non ho niente da dire».
Preferisce far parlare il suo avvocato in tribunale. Si è appellato, infatti, al giudice del lavoro, per il «riconoscimento del diritto al ripristino dell’assegno vitalizio» sospeso dal 1 febbraio scorso.
E ha chiesto anche la sospensione del provvedimento di recupero delle somme già erogate.
La Regione ha appreso la decisione dell’ex assessore solo il 18 maggio scorso con la notifica del ricorso e ha dato mandato agli avvocati Carlo Massacesi e Camilla Lucia D’Alonzo dell’avvocatura regionale di resistere nella controversia. Lo scorso primo giugno c’è stata la prima udienza di comparizione delle parti. Si andrà avanti nei prossimi mesi.
Ogni mese la Regione Abruzzo spende 320 mila euro di vitalizi per 139 ex consiglieri regionali. Altri 71 sono in attesa di maturare il vitalizio. Chissà che Amicone non apra un varco e spiani la strada anche ad altri che si possano trovare oggi o in futuro nella sua stessa posizione.