POLTRONE

Ruzzo Reti, i presidenti cambiano, «le liti restano»

Il Comitato “Acqua Bene Comune” punta l’accento sui veri problemi

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Ruzzo Reti, i presidenti cambiano, «le liti restano»
TERAMO. L’ avevamo lasciata così: il 15 maggio 2012 la Ruzzo Reti società che gestisce la distribuzione dell'acqua in 36 comuni della provincia di Teramo diceva addio al suo presidente, Claudio Strozzieri.

Il numero uno del gruppo si è dimesso «per l’impossibilità di portare a compimento il risanamento dell’Ente e la corretta gestione nell’interesse pubblico».
Oggi, i problemi non sono cambiati: lotte intestine, guerre di poltrone minacciano la stabilità della società. E’ quello che dicono Franco De Angelis, segretario regionale abruzzese del sindacato nazionale di autonomi lavoratori e pensionati ed il Comitato Acqua Bene Comune.
L’associazione è intervenuta sull'argomento invitando a non perdere di vista temi importanti come la gestione pubblica del servizio idrico.

LE QUESTIONI RESTANO
Mentre c’ è un gran contendere, secondo l’associazione “Acqua Bene Comune”, questioni importanti rischiano di passare in sordina.
Ne è un esempio, secondo il gruppo, il fatto che nella Provincia di Teramo non si dà ancora seguito a quanto espresso dai cittadini che il 12 e 13 giugno 2011 in un referendum hanno detto no alla privatizzazione dell’acqua chiedendo la cancellazione dalla tariffa del servizio idrico della cosiddetta “remunerazione del capitale investito”, un privilegio introdotto in passato al fine di creare un profitto sulla gestione dell’acqua.
L’eliminazione di questa quota della bolletta (stabilita in almeno il 7%) comporterebbe una diminuzione immediata delle bollette dell’acqua.
Ad oggi, secondo l’associazione, «non si è data attuazione alla volontà popolare, anzi la remunerazione del capitale investito è stata prevista anche nella pianificazione tariffaria fino al 2030. Né tanto meno si è avviata una riflessione sulla possibilità di trasformare la Ruzzo Reti da Società per Azioni, il cui fine è fare comunque profitti sull’acqua, in Azienda Speciale come invece è stato già fatto dall’Assemblea dei Sindaci del pescarese».


DIETROLOGIA

La situazione in casa Ruzzo è sempre stata un tantino complessa. Il Cda del Ruzzo è composto da componenti, designati dall’assemblea dei sindaci, che fanno riferimento tutti all’area di centrodestra.
Le modalità che hanno portato al rinnovo del Consiglio d'amministrazione della Ruzzo Reti ha scatenato le ire del centrosinistra preoccupato che l’assenza della minoranza nel gruppo precludesse ogni forma di garanzia e controllo sull'ente.
Oggi, sostiene Franco De Angelis, «le dimissioni del presidente del Ruzzo Claudio Strozzieri, sono solo la punta dell'iceberg della incapacità della classe politica teramana nell’interpretare le più elementari necessità del nostro territorio e Paolo Tancredi e Paolo Gatti giocano con il Ruzzo, confrontandosi sui rapporti di forza all' interno del Pdl, già come è accaduto nelle stagioni passate (con un altri colori politici)».

LE NOMINE

Proprio ieri sera Vinicio Ciarroni è stato eletto quale quinto componente e quale nomina tecnica che agevoli la regolare attività della Ruzzo verso l'assemblea sei sindaci.
Lo stesso Cda ha poi proceduto alla nomina del nuovo presidente, affidando l'incarico a Carlo Ciapanna, già vicepresidente, intenendo attribuire al direttivo dell'Ente quel ruolo di continuità nell'azione amministrativa, fondamentale per la gestione dell'acqua pubblica.