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Personale Regione, in arrivo nuovi tagli a posizioni dirigenziali

Obiettivo arrivare a quota 76 servizi

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Federica Carpineta

Federica Carpineta

ABRUZZO. La Giunta Regionale, nella seduta di ieri pomeriggio, ha approvato la proposta di delibera che prevede la "Razionalizzazione dei Servizi della Giunta Regionale".

L'atto, voluto dall’assessore al Personale Federica Carpineta, punta alla razionalizzazione della spesa prevede la riduzione delle posizioni dirigenziali della Giunta Regionale a 76. Questo provvedimento di razionalizzazione e di risparmio segue quello già adottato che ha portato alla diminuzione delle Direzioni Regionali da 11 a 9. In altri termini, la Regione avrà e quindi pagherà due direttori in meno.
«In tre anni», commenta soddisfatta l’assessore, «abbiamo ridotto le direzioni dalle 12 che abbiamo trovato a fine dicembre del 2008 alle 9 oggi previste; abbiamo tagliato le posizioni dirigenziali del 35 per cento per arrivare a 76, che la delibera odierna indica come obiettivo da raggiungere entro pochissimi mesi».
Il rapporto dipendenti per dirigente arriverà a 1 a 18, cioè, in media, ogni dirigente avrà 18 dipendenti, avvicinando così l'Abruzzo ai livelli virtuosi degli standard nazionali.
Il passaggio successivo sarà l'approvazione da parte della Giunta Regionale del progetto di legge sulla riorganizzazione della propria macchina amministrativa. Il provvedimento in queste settimane è oggetto sia di confronto con i sindacati sia di Confindustria regionale. «Contiamo di rispettare i tempi che ci siamo imposti, chiudendo questa fase di confronto entro pochi giorni», commenta ancora Carpineta.
L’assessore si dice invece stupita dell’atteggiamento di certe categorie: «vogliono più difendere se stesse e lo status quo, piuttosto che responsabilmente divenire parte attiva dell'indispensabile percorso di rinnovamento intrapreso». 


E l’esponente della giunta Chiodi chiama in causa il sindacato dei dirigenti Direr che nei giorni scorsi aveva protestato per le nuove azioni in programma.
«Si continua a procedere senza alcun disegno strategico complessivo», aveva denunciato il segretario regionale Silvana De Paolis, «ma solo reiterando la pratica dei tagli lineari e conseguenti accorpamenti di funzioni che non sono supportati da alcuna logica e organizzativa e contrastano con i principi della L.R. 77/99 tutt’ora vigente ed anche con i nuovi criteri che si vorrebbe introdurre».
«Perché abolire la Direzione Protezione Civile in una regione ad alto rischio e che ha subito un terremoto tanto devastante?», si domanda il sindacato. «Tutte le Regioni che l’assessore Carpineta dice di voler tenere a modello per la nuova organizzazione, dalle Marche alla Lombardia, hanno la Direzione Protezione Civile, e noi la aboliamo?»
Il Direr si domanda inoltre perché se tagli vanno fatti «non si toccano le Strutture a supporto degli organi politici che complessivamente costano ben 3 milioni l’anno? Solo con le Presidenze di Del Turco e Chiodi si registra un Ufficio di diretta collaborazione con ben quattro dirigenti ( per un costo di circa 500.000 euro l’anno, mentre l’abolizione della Direzione Protezione Civile fa risparmiare solo 13.000 euro l’anno); tutti i precedenti presidenti regionali avevano a disposizione un solo dirigente».
«Non ci sono in programma i fantomatici tagli lineari che tanto preoccupano i rappresentanti della Direr», assicura però Carpineta. «Abbiamo chiesto e sollecitato contributi positivi e migliorativi, non ostacoli, conservazione di privilegi e restaurazione di feudi di potere».