SANITA'

Liste d’attesa, «le Asl possono risolvere il problema… se vogliono»

Proteste e proposte di Anaao e Pd

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Luciano Marchionno

Luciano Marchionno

ABRUZZO. C’è un’accelerazione improvvisa nella lotta alle liste d’attesa delle varie Asl abruzzesi: scendono in campo la politica ed il sindacato Anaao. Da una parte, c’è la proposta di Claudio Ruffini, consigliere regionale Pd, finalizzata soprattutto alla Asl di Teramo, ma estensibile a tutta la regione.

Dall’altra, Luciano Marchionno, segretario aziendale Anaao della Asl di Chieti, svela i retroscena e le inadempienze della Regione e dei singoli manager nella gestione di questa criticità per la quale non sarebbero state messe in campo efficaci iniziative di contrasto. Soprattutto, dice Marchionno, «non c’è stata disponibilità ad ascoltare le proposte Anaao. I dg delle Asl abruzzesi non attivano, forse per scarsa vocazione alla contrattazione aziendale, istituti del Contratto di lavoro efficaci per la riduzione delle liste di attesa e per non gravare sulle tasche dei cittadini abruzzesi».
 Dice Ruffini: in altre Regioni sono stati attuati provvedimenti che hanno abbassato le attese e «se è vero che c'è un problema di risorse professionali e di poche  apparecchiature, è anche vero che si possono mettere in campo azioni di contrasto sia alle liste d'attesa che alla mobilità passiva», che è schizzata in alto proprio per la mancata risposta alla richiesta di assistenza sanitaria. Secondo Ruffini, che prende ad esempio la Risonanza magnetica, si tratta di far lavorare i macchinari h24 o addirittura di affittarli, con costi sicuramente inferiori a quelli della mobilità passiva (che costa 150 euro a fronte degli 80 di un service.) «Questo modello di organizzazione può essere replicato per ogni altra prestazione diagnostica (ecografia, radiografia, angiografia, ecodoppler..etc). Un programma così organizzato potrebbe abbattere le liste di attesa a pochi giorni e sopratutto rappresentare un risparmio consistente per la Asl teramana e per il bilancio della sanità abruzzese».


Luciano Marchionno, Anaao, sostiene invece che le liste d’attesa potevano essere affrontate meglio, con più efficacia e con meno spese per le tasche dei cittadini, «se la Regione e quindi tutte le Asl avessero inserito nella disponibilità dei Cup aziendali almeno 160.000 prestazioni già pagate dalla Conferenza Stato-Regioni».  Marchionno fa anche riferimento ad un’iniziativa conoscitiva sulle liste d’attesa da parte dell’Anaao nazionale e del Tribunale del malato. E’ emerso «che in alcune Regioni, Abruzzo compreso, i fondi specificamente destinati all’abbattimento delle liste di attesa non sono stati utilizzati per ottenere questo risultato organizzativo nelle aziende sanitarie, ma spesso queste risorse finanziarie sono state  “stornate” per altro. In Abruzzo le disponibilità ad incrementare le prestazioni, solo con i fondi dell’anno 2011, sono dell’ordine di centinaia di migliaia di prestazioni mai inserite  nelle prenotazione dei Cup. Le scelte perseguite o consigliate dai funzionari regionali dell’Assessorato alla Sanità o deliberate dai singoli Direttori Generali delle Asl abruzzesi  hanno determinato il paradosso non di ridurre i tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie, ma di allungarli». I medici,  negli anni 2007-2009, con il solo utilizzo dei fondi per i Progetti Obiettivo,  costavano meno di 10 Euro a prestazione (20 euro con doppia refertazione specialistica) per l’esecuzione dello Screening Mammografico e, ovviamente, nulla agli utenti, esemplifica Marchionno: «oggi, per la carenza dei posti disponibili le donne  devono “stornare” risorse dal proprio reddito (mediamente Mammografia ed Ecografia 130 Euro) per ottenere le medesime prestazioni assicurate in passato».
 Secondo la proposta Anaao, mai attuata finora (c’è una richiesta di Marchionno inviata a settembre scorso ai vertici Asl di Chieti e mai realizzata), i cittadini potrebbero ottenere prestazioni sanitarie, anche in regime di attività libero-professionale con i  costi sostenuti, interamente, dall’azienda e non da loro (costo-medico 60 Euro/ora). Tra l’altro, nei giorni scorsi Costantino Troise, segretario nazionale Anaao Assomed, ha proposto 10 punti per abbattere le liste d’attesa. Tra le proposte la lotta all’inappropriatezza di molte prestazioni, attraverso il filtro del Distretto sanitario, e l’applicazione del contratto di lavoro che prevede                                                                   «la possibilità di attivare la libera professione in favore della Asl per ridurre le liste d’attesa, con una retribuzione dei medici a quote orarie (60 euro per ora), il che determina un costo molto calmierato per la singola prestazione diagnostica. Un ecocolordoppler cardiaco o vascolare costa oggi 100-160 euro, in regime di libera professione il costo si aggirerebbe sui 30 euro».
Sebastiano Calella