SANITA'

Ripartono i Progetti obiettivo del 2011, a rischio quelli del 2012

Cure primarie, non autosufficienza, prevenzione, ancora qualche problema da risolvere

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Palumbo

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ABRUZZO. C’è stata una schiarita importante nella vicenda dei Progetti obiettivo, che rischiavano di venir meno in un momento difficile per i conti della sanità.

E soprattutto rischiavano di lasciare scoperte le iniziative in alcuni settori specifici dell’assistenza sanitaria, vedi le cure primarie, la medicina penitenziaria, la prevenzione e così via. Si tratta di 35 milioni di euro di finanziamento per il 2010, di cui 24 già erogati, e altrettanti per il 2011 ed il 2012. L’incontro che c’è stato giovedì alla Regione, su convocazione del presidente Chiodi, ha fatto registrare un chiarimento con i sindacati.
«L’Intersindacale esprime soddisfazione per l’andamento e per l’esito dell’incontro  - ha dichiarato Walter Palumbo – abbiamo apprezzato molto la disponibilità e la nuova ricerca di collaborazione da parte del presidente».
 Tant’è che a breve sarà convocato un tavolo tecnico proprio tra i sindacati e gli uffici dell’assessorato per definire operativamente cosa la Regione intende fare dei Progetti obiettivo, con riferimento a quelli della scorsa annualità. La situazione è questa: per i progetti del 2010 si tratta di aspettare l’ok del Governo per ottenere il saldo del finanziamento, pari a 11 milioni. C’è stata infatti l’assicurazione che i rendiconti sono a posto e le modifiche chieste dal Governo sono state recepite. Per il 2012, il blocco nazionale dei 35 mln sembra legato ad un braccio di ferro tra il Governo e le Regioni: si parla di tagli da 1 miliardo e 800 mln del fondo nazionale per la sanità, tra cui anche i Progetti obiettivo. Per il 2011, e questa è la novità politica più importante che evidenzia una volontà di dialogo prima sconosciuta, Chiodi ha assicurato che tutti i progetti saranno rivisti, dando la precedenza alle cure primarie, alla non autosufficienza ed alla prevenzione. L’incontro però è servito anche a fare il punto sull’informatizzazione delle ricette, che sembra in ritardo più che in altre regioni italiane.  In questo settore sono stati i sindacati medici a dare la loro disponibilità per arrivare il più presto possibile alla trasmissione dei certificati attraverso la posta elettronica.

Sebastiano Calella