SANITA'

Il Tar L’Aquila promuove Regione e Maristella sul budget per la riabilitazione

Il giudizio si discosta rispetto a casi giudicati in precedenza

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2420

Il Tar L’Aquila promuove Regione e Maristella sul budget per la riabilitazione
ABRUZZO. Il Tar L’Aquila respinge il ricorso presentato da alcune società di riabilitazione contro i criteri adottati dalla Regione Abruzzo per la determinazione del budget e contro Maristella in particolare.

«Ritenuta la propria giurisdizione e competenza, considerato che le domande cautelari di Anesis, Sanex e Fondazione Papa Paolo VI possono essere riunite per essere trattate congiuntamente, riferendosi le stesse alla medesima vicenda» il Tar respinge le loro domande cautelari e compensa le spese. Il ricorso, presentato dagli avvocati Tommaso Marchese e Alessandra Rulli, era contro l’approvazione dei tetti di spesa per le singole strutture e contro lo schema di contratto per l’acquisto delle prestazioni sanitarie riabilitative. La Regione, difesa dall’avvocatura dello Stato, e la curatela fallimentare di Maristella, difesa dall’avvocato Aristide Police, hanno però convinto il Tar dimostrando la regolarità del meccanismo che ha portato al budget. Secondo la tesi dei ricorrenti, la Regione avrebbe dovuto tener conto della produzione storica delle prestazioni e non solo quella dell’anno precedente, ivi comprese le prestazioni fuori contratto, cioè «il lavorato globale».
 Regione e curatela hanno sostenuto invece che il budget è stato correttamente calcolato solo sulla produzione storica precedente ufficiale, senza il fuori contratto. Tesi condivisa dal Tar, secondo il quale la previsione del Programma operativo è finalizzata al rientro dai debiti. Il che impedisce «l’integrale remunerazione» delle prestazioni extra budget, proprio perché così si spenderebbe di più e non di meno, come imposto dal Piano di rientro dai debiti. Quanto alla curatela fallimentare, questa è titolata a partecipare a pieno titolo nell’assegnazione del budget. Di fatto cioè il Tar riconosce alla Regione di aver ben operato quando ha consentito al fallimento di subentrare nei contratti di Angelini. Il che, esteso anche alle altre società, potrebbe significare che l’orientamento del Tar sta cambiando rispetto a precedenti sentenze, appellate al Consiglio di Stato, che avevano censurato l’accreditamento concesso dalla Regione per presunte inadempienze del curatore.

Sebastiano Calella